La casa delle onde

I consigli di lettura di Antonella Maffione

La Casa delle onde, è un libro malinconico ma ricco di meravigliosi sentimenti. La scrittura di Jojo Moyes riesce a regalare ai suoi appassionati lettori tante emozioni, entrando in empatia con i suoi personaggi, comprendendo il loro stato d’animo, soffrendo e gioendo con loro. Le sue storie arrivano al cuore, ci accarezzano, ci travolgono mettono a dura prova il nostro autocontrollo, tanto da non riuscire a trattenere le lacrime. Il suo stile incanta, ha un grande potere catartico, creando un’ambientazione suggestiva all’interno della quale inserisce i suoi personaggi svelando i loro sentimenti e i loro pensieri.
Intrecciata tra passato e presente, scorre la vita dei tanti personaggi che affollano le pagine di questo libro, mettendo a confronto stili di vita differenti.
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Nell’Inghilterra degli anni ’50, e precisamente nella cittadina di Merhan incontriamo Lottie. La vita per lei è stata ingiusta, trasferita a causa della guerra, viene accolta in questa località di mare dalla famiglia Holden. Abituati a una quotidianità tranquilla e anche bigotta, gli abitanti di Merham sono scossi dai nuovi proprietari di Villa Arcadia.
Villa Arcadia era una meravigliosa struttura situata a strapiombo sulla scogliera, dove svegliarsi col rumore del mare, bere del buon vino ammirando il tramonto, era un piccolo paradiso…
La stravaganza di questi artisti bohémien, porta una ventata di energia, dirottando le abitudini di Lottie e ledendo secondo le signore la reputazione di Merham.
Lottie e Celia, la figlia degli Holden, sono travolte dalla vita artistica di questi nuovi abitanti, infatti appena mettono piede in Villa Arcadia notano che ogni oggetto racconta una storia, vanta una ricca provenienza da terre lontane, tanto da diventare una forte tentazione…
Ma a stringerci come in un abbraccio soffocante sono le pagine in cui l’autrice racconta della tremenda ingiustizia d’amore che vive  Lottie: innamoratasi del fidanzato di Celia.
“Non è il dolore di oggi a essere insopportabile…è l’idea di ciò che mi aspetta da ora in poi, l’infinita ripetizione del dolore. Verrò a sapere della loro casa, del loro bambino, della loro felicità. Anche se mi trasferisco altrove, verrei a sapere tutto comunque. Lui si dimenticherà della nostra intimità, di essere mai stato mio, e io sarò costretta ad assistere. Finirò per avvizzire lentamente, per morire ogni singolo giorno.”
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