Non oso dire la gioia

Dal 13 febbraio in libreria

Una donna che vuole a ogni costo diventare madre.
Un uomo che anela al padre sconosciuto.
Un intreccio di passioni e di invidie in un romanzo in cui l’assenza o l’eccesso dell’amore cambiano le vite.

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Nella vita di Clara le strade hanno nomi mutevoli, quelli dei pensieri che le attraversano la mente mentre il corpo le percorre. Si perde nella geografia della città così come nel passato da cui è fuggita da ragazza. Sposata a un uomo che non ama, insegue invano una maternità che dia senso al matrimonio e, insieme, alla sua vita. Ma quando ogni speranza sembra persa, Clara si ritrova a compiere un gesto atroce, inaspettato, e nello stesso drammatico istante a realizzare il proprio sogno. Marcel e Jean sono migliori amici. Jean vive l’amicizia con Marcel come una compensazione alla felicità mancata, sempre rimandata nell’infanzia e nell’adolescenza. Marcel, invece, non ha mai conosciuto il padre ed è una voragine quel vuoto. Soggiogato dall’amore soffocante della madre e dalla possessività dell’amico, conduce un’esistenza piatta, insignificante, indegna del suo valore. Poi, però, un giorno per Marcel arriva la gioia, una gioia che quasi non si osa dire ad alta voce. È Momoko, una donna giapponese, anche lei con un segreto doloroso che ha segnato la sua storia personale, eppure determinata a fare della propria vita la loro, rovesciando l’Oriente nell’Occidente di Marcel e insegnandogli un diverso modo d’essere e di amare.

Tuttavia la gioia è complicata da gestire, soprattutto quella altrui, e quando appartiene solo a due persone, essa sa scatenare sentimenti d’odio e di vendetta in chi sta loro accanto. Roma e Tōkyō, passato e futuro, presenza e assenza si intrecciano indissolubilmente in questo romanzo che, nella crudezza che solo la verità possiede, svela i molti modi in cui si ama e si è amati.

“In questa storia, che è forse già accaduta o sta per accadere, che si trascina dietro due paesi, la Roma di un uomo che si cerca e la Tōkyō di una donna che lo trova, vi è la passione degli incontri, il desiderio di sperimentare a fondo la parzialità dell’esistenza. Si tenterà di raccontare.”

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Quello che rimane

Ciao booklovers,

oggi vi parliamo di un romanzo che è un vero capolavoro della letteratura americana. Abbiamo letto in anteprima la bellissima riedizione Fazi Editore, da oggi in libreria e negli store on line, che come sempre si distingue per le traduzioni impeccabili.

Paula Fox è la narratrice della società americana, nei suoi romanzi ritroviamo tutte le contraddizioni e le debolezze umane.

“Quello che rimane” è quello che può definirsi un classico contemporaneo.

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New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età, senza figli e senza più molto da dirsi. Nulla sembra poter scalfire la loro serenità borghese finché, un pomeriggio, l’innocua visita di un gatto randagio increspa le tranquille acque della loro vita. Contrariamente al parere del marito, Sophie dà del latte al gatto, che la morde procurandole una leggera ferita. Un incidente all’apparenza insignificante, che però innesca una strana reazione a catena: nell’arco di un weekend, mentre la ferita di Sophie si fa sempre più preoccupante, si succedono una serie di fatti spiacevoli e si dipana quella che minuto dopo minuto, pagina dopo pagina, diventerà per i Bentwood una sorta di piccola e misteriosa tragedia, costringendoli a rimettere in discussione non solo il loro matrimonio, ma anche la loro stessa esistenza.

Un libro amaro, di quelli che girano vorticosamente in loro stessi senza quasi trovare l’appiglio narrativo. Uno sfortunato evento, apparentemente insignificante, è in grado di stravolgere l’esistenza umana, far piombare in uno stato di confusione, dubbio, ricerca dello status quo. Leggendo ci si perde e ci si ritrova, ci si chiede quale sia la radice del cambiamento e a cosa condurrà.

Non è una lettura semplice, è uno di quei libri che ami mentre lo leggi e che allo stesso tempo odi perchè ti destabilizza con il suo linguaggio e i suoi dialoghi. Un libro che non vuole essere letto, ma che invece incolla il lettore alle pagine fino alla fine.

Un romanzo che avvolge il lettore con la sua nebulosa, ma affascinante malinconia.

Sul sito Fazi Editore potete sfogliare in anteprima alcune pagine del romanzo

La casa delle onde

I consigli di lettura di Antonella Maffione

La Casa delle onde, è un libro malinconico ma ricco di meravigliosi sentimenti. La scrittura di Jojo Moyes riesce a regalare ai suoi appassionati lettori tante emozioni, entrando in empatia con i suoi personaggi, comprendendo il loro stato d’animo, soffrendo e gioendo con loro. Le sue storie arrivano al cuore, ci accarezzano, ci travolgono mettono a dura prova il nostro autocontrollo, tanto da non riuscire a trattenere le lacrime. Il suo stile incanta, ha un grande potere catartico, creando un’ambientazione suggestiva all’interno della quale inserisce i suoi personaggi svelando i loro sentimenti e i loro pensieri.
Intrecciata tra passato e presente, scorre la vita dei tanti personaggi che affollano le pagine di questo libro, mettendo a confronto stili di vita differenti.
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Nell’Inghilterra degli anni ’50, e precisamente nella cittadina di Merhan incontriamo Lottie. La vita per lei è stata ingiusta, trasferita a causa della guerra, viene accolta in questa località di mare dalla famiglia Holden. Abituati a una quotidianità tranquilla e anche bigotta, gli abitanti di Merham sono scossi dai nuovi proprietari di Villa Arcadia.
Villa Arcadia era una meravigliosa struttura situata a strapiombo sulla scogliera, dove svegliarsi col rumore del mare, bere del buon vino ammirando il tramonto, era un piccolo paradiso…
La stravaganza di questi artisti bohémien, porta una ventata di energia, dirottando le abitudini di Lottie e ledendo secondo le signore la reputazione di Merham.
Lottie e Celia, la figlia degli Holden, sono travolte dalla vita artistica di questi nuovi abitanti, infatti appena mettono piede in Villa Arcadia notano che ogni oggetto racconta una storia, vanta una ricca provenienza da terre lontane, tanto da diventare una forte tentazione…
Ma a stringerci come in un abbraccio soffocante sono le pagine in cui l’autrice racconta della tremenda ingiustizia d’amore che vive  Lottie: innamoratasi del fidanzato di Celia.
“Non è il dolore di oggi a essere insopportabile…è l’idea di ciò che mi aspetta da ora in poi, l’infinita ripetizione del dolore. Verrò a sapere della loro casa, del loro bambino, della loro felicità. Anche se mi trasferisco altrove, verrei a sapere tutto comunque. Lui si dimenticherà della nostra intimità, di essere mai stato mio, e io sarò costretta ad assistere. Finirò per avvizzire lentamente, per morire ogni singolo giorno.”