Due così: poesie di Alessandra Distefano

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“Non sempre mi capita, nello scrivere la prefazione di un libro, di aderire così intimamente, di entrare, direi quasi, nel mondo poetico e nel vissuto di un autore, come nel caso di Alessandra Distefano. (…) i “protagonisti” della raccolta poetica sono: la Parola e l’Io. Al centro di tutto c’è lo sguardo del Poeta che parte dal proprio intimo e là fa ritorno, dopo un viaggio all’esterno che altro non è se non ricerca di senso e raccolta di tessere sparse (momenti di sé, episodi, istanti perduti, dimenticati o sepolti dalla polvere del tempo) utili a comporre un mosaico che solo alla fine si svelerà come un’opera dall’aspetto lucido e luminoso. Le parole hanno qui una forza superiore a quella delle stesse immagini: (…) ricorrono coppie antinomiche che strutturano e sembrano dare forma al pensiero che si costruisce sulla base dell’analogia e della sinestesia, definiscono una sorta di architettura del pensiero polarizzato in dimensioni opposte: assenza e presenza, parola e silenzio, tempo e infinito, attimo ed eternità, dubbio e certezza, speranza e delusione, lentezza e velocità. Questo io che si muove incessantemente (…) è una specie di personaggio, di maschera teatrale che sul palco mette in scena non tanto momenti di vita quanto brandelli di pensiero: la ragione e la coscienza producono riflessioni che vengono trasformate in rappresentazioni sceniche, in drammi della Verità. La Poesia è un’arte che ricrea il mondo”. (dalla prefazione di Alessandro Quasimodo)

Parole storte

dicevano che potevi volare
chiudendo gli occhi
e nell’abisso dell’anima ho volato
parole storte
ritratti sghembi
del mio sguardo cubista
la voce tremava
tremava la mano mentre mi sfiorava
attraversava centimetri di vuoto per arrivare a me e lì tremava
così io… nell’emozione di trovarti
un io vivo è vivo
perché dentro la vita grida
come la porta si apre per un forte vento
ma subito richiusa

Due così

era una sera qualunque
quella di cui parlo e voglio raccontare
una che potevi dire:
una notte come altre
e noi?
pure noi, due fra tanti
turisti, passanti e abitanti colorati
noi
due ombre in una notte
due in pasto all’onda
abbandonati alla lunga risacca
due così… senza scopo né fine
cosa avevamo di speciale noi?
lontani e uniti per istinto
indovinavo il tuo sguardo col suo sapore aspro
chiamava me
e rispondevo
la notte viva… il momento vivo
due sconosciuti che sentendosi si raccontano
di mari silenziosi e sogni rotti

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Il segreto di Parigi

I consigli di lettura di Laura D’Amore

Cosa succede quando si unisce la città di Parigi, un appartamento pieno di quadri e un’origine controversa? Si ottiene un romanzo rosa ma giallo allo stesso tempo!

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Flora è inglese e lavora per una casa d’aste con sede a Londra, New York e Parigi. Chiamata dal suo capo nella capitale francese per stimare un centinaio di opere d’arte abbandonate tra la polvere di un anonimo appartamento di periferia per circa 70 anni.  Xavier è il figlio maggiore dei Vermeil, famiglia prestigiosa dell’alta società parigina e proprietari inconsapevoli di un’eredità artistica incommensurabile. Quello che inizierà come una semplice catalogazione di dipinti, si trasformerà ben presto in una ricerca della loro provenienza che ci riporterà indietro fino addirittura alla seconda guerra mondiale.

Quale sarà allora il segreto che si cela dietro a questa meravigliosa collezione d’arte privata? E, nel frattempo, i due protagonisti riusciranno a mettere da parte i risentimenti verso entrambe le loro famiglie di provenienza ed accettare tutto ciò che sono davvero?

Il romanzo sembra partire in maniera abbastanza lenta, forse per dare modo all’autrice di descrivere nei dettagli i protagonisti e l’ambientazione principale. Ma quando il mistero entra a far parte della storia restiamo incollati alle pagine e non possiamo far altro che leggerle tutte d’un fiato per svelate questo fantomatico segreto parigino.

Ogni storia è una storia d’amore, Alessandro D’Avenia

7883717_2761017Il libro di cui vi parlerò oggi è l’ultima perla di D’Avenia. Protagoniste sono le donne dei grandi artisti che vengono raccontate al lettore con sincerità e sensibilità, utilizzando come filo conduttore il mito di Orfeo ed Euridice.

La storia di Orfeo è una storia di perdita, per ben due volte, dell’amata, solo dopo la morte i due amati riescono a unirsi. Con l’espediente di questa storia inizia un percorso “di donna in donna” per raccontarne dolore, senso di perdita, rinunce. Donne da conoscere nella loro intimità, da apprezzare perché tante opere senza la loro presenza non avrebbero avuto lo stesso valore. Dietro ogni uomo – non lo dico perché sono donna – c’è sempre una donna che lo sostiene, che lo incoraggia, che lo ama in modo assoluto.  In questo filo che lega le storie delle donne, l’autore evidenzia il bello e il brutto di ogni amore, dando il suo punto di vista sull’uomo e non sull’artista, senza mancare di rispetto ai sentimenti.

Con una prosa incantevole e seducente, punta l’attenzione su un elemento molto profondo, che spesso viene dimenticato, viene messo da parte: il concetto di amore vero. L’amore che ha il potere di muover la terra. L’amore che salva, o meglio, salva fin dove riesce con tutte le sue forze. Perché l’amore non è un lieto fine, ma una voglia di rialzarsi, di riprendersi quando tutto sembra perduto e di esistere senza soffocare l’altro.