Faremo foresta di Irene Bernardini

In libreria da martedì 30 gennaio 2018, Faremo foresta di Ilaria Bernardini (Mondadori 2018).

Un romanzo vivo, tenero e vibrante in cui il vero protagonista è l’amore in tutte le sue sfaccettature. L’amore che intensifica la sua azione salvifica attraverso la solidarietà, l’empatia e il coraggio delle donne. Una bella storia delicata e rivoluzionaria, di una rivoluzione gentile e dolce.
Anna, la protagonista, parte da un dolore molto comune a tutti: la malattia a cui segue la fine di un matrimonio e un bambino da proteggere. Attraverso un terrazzo a cui ridare vita, attraverso il cibo e la gestualità femminile, attraverso le parole e le piccole cose di tutti i giorni, la vita rinasce, si riforma e si rigenera con la cura, l’attenzione, la presenza fisica come uniche formule magiche della rinascita. Una foresta viva che rigenera se stessa e rigenera chiunque l’attraversi.
Un libro pieno di grazia e di luce, alla fine del quale ci si sente rinati.
Non abbiamo mai più dormito uno di fianco all'altra. Non ci siamo mai più abbracciati nel letto. Non ci siamo mai più detti ti amo. Non mi ha mai chiesto di tornare insieme e io non gli ho mai chiesto di tornare insieme. Eravamo una coppia da quindici anni e i nostri corpi si erano incastrati per quindici anni. Avevo dormito con lui da quando avevo diciannove anni. Era stato la mia vita e io la sua.

Tutto ha inizio nel giorno del disastro. Anna sta piangendo la fine del suo amore: lei e il papà di Nico, il loro bambino di quattro anni, hanno deciso di lasciarsi. Quel giorno Anna incontra per caso Maria, un’amica di sua sorella che non conosce bene. Mentre parlano, Maria comincia a stare molto male. Anna le tiene la mano, la guarda crollare, chiama i soccorsi. Solo dopo l’ambulanza, il ricovero, le telefonate, si scopre che Maria ha avuto un aneurisma cerebrale. bernardiniTrascorre una lunga estate di convalescenza e dolore per entrambe. Come si fa a reimparare a uscire di casa e parlare con le persone dopo aver capito quanto vicina è la fine? Come si fa a dire a un bambino che il papà e la mamma non si amano più? La crisi economica ha intanto reso tutti più poveri, le meduse invadono i mari, si annuncia la fine del mondo e pure le piante sul terrazzo della nuova casa di Anna e Nico sono mezze morte. Attorno alle due donne, solo siccità, incertezza e paura. Finché, insieme, cominciano a occuparsi del terrazzo disastrato e, mentre Maria toglie il secco e il morto, pianta nuovi semi e rinvasa, Anna le prepara da mangiare. Così, stagione dopo stagione, la menta diventa verdissima e forte, il limone e il fico danno i frutti e spuntano i girasole. L’oleandro e il glicine s’infittiscono, arrivano le lucertole, le farfalle, e ogni mattina un merlo comincia a visitare Anna e Nico. Le due donne imparano a prendersi cura delle piante e l’una dell’altra. E proprio come il terrazzo, anche questa storia si fa sempre più rigogliosa, fino a trasformarsi in una foresta, talmente selvaggia da contenere le vicende di tutta l’eccentrica famiglia di Anna e persino quelle della buffa cartomante a cui lei si rivolge in cerca di aiuto. A partire da un dolore comune a tanti – la malattia, la fine di un matrimonio, un bambino da proteggere – e armata di un talento luminoso e di una grazia unica, Ilaria Bernardini inventa un alfabeto botanico-sentimentale con cui compone una formula magica dal potere universale. Con Faremo Foresta inauguriamo un movimento gentile, fatto di cura e mani nella terra, di attenzione e di presenza. Questo libro è molto più di una storia, è un inno alla vita, una dolce rivoluzione del pensiero, un mantra per sopravvivere alla siccità e fiorire nel deserto. Per, poi, fare foresta.

 

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