Una ghirlanda per ragazze

Una ghirlanda per ragazze – Louisa May Alcott – Trad. Riccardo Mainetti – Flower-ed – Roma, 2017

Nel gennaio del 1887, Louisa May Alcott si trasferì in una casa di cura a Roxbury, nel Massachusetts, appena fuori Boston; mangiava male e spesso aveva un sonno irrequieto che non la lasciava riposare: erano entrambi gli effetti del mercurio. Le mancava la sua famiglia e soffriva le loro mancate visite.

Durante questo periodo, che lei stessa definisce di forzato isolamento, deve aver composto i racconti intitolati Garland for girls. Una ghirlanda per ragazze: è una raccolta pubblicata nel 1887, diciannove anni dopo Piccole donne e oggi Flower-Ed la inscrive nella sua collana di Five Yards che ospita testi classici della letteratura inglese e americana, come in questo caso. Mai apparsa in italiano, Una ghirlanda per ragazze è stata tradotta da Riccardo Mainetti e ci riporta a quel tenero mondo di piccole forti donne, mai disposte a perdersi d’animo contro le avversità della vita facendo tesoro dei talenti che la natura comunque ha donato loro.

Louisa May Alcott scrisse le sette storie che compongono la raccolta durante la convalescenza da una malattia, ispirandosi per ciascuna di esse a un fiore diverso usato come pretesto per tratteggiare il carattere delle protagoniste. È lei stessa a presentarcele:

Queste storie sono state scritte per mio personale diletto durante un periodo di forzato isolamento. I fiori che erano mia consolazione e mio piacere mi hanno suggerito i titoli per i racconti e hanno fornito maggior motivo d’interesse al mio lavoro. Se le mie ragazze troveranno un poco di bellezza e di calore solare in questi piccoli boccioli, la loro vecchia amica non avrà creato la sua Ghirlanda invano”. L. M. Alcott. Settembre 1887.

Mi sembra di ritrovare quello spirito didascalico e il tono materno di Piccole donne, di chi parla credendo nei buoni sentimenti e nutrendo una speranzosa fiducia nella Provvidenza, e non per obbedienza alle esigenze di mercato. Ancora una volta questi racconti diventano occasione di celebrazione dell’affetto sororale come precipua fonte di sostegno morale fino all’abnegazione (ulteriore e indiretta testimonianza del forte legame tra le sorelle Alcott).

Gli argomenti dei vari racconti sono in realtà diversi, di evidente interesse autobiografico, e vanno dalla celebrazione dell’amore per i libri a quello per i viaggi, il ballo, il disegno. Le storie hanno la particolarità -che diventa anch’essa nota autobiografica- di contenere tantissime e frequenti citazioni letterarie ad altri autori, per lo più europei, a dimostrazione della vasta preparazione di Louisa che davvero aveva letto di tutto. È menzionato Scott durante un viaggio che tocca anche la Scozia, George Eliot viene inclusa tra le letture meritevoli, è affermata la superiorità di Maria Edgeworth tra le scrittrici moderne, per fare qualche esempio.

Ornarsi di un pregio diventa l’equivalente dell’ornarsi di un bel fiore e conduce al rifulgere dello stesso stupefacente sbocciare partecipando del suo significato simbolico. Ecco sfilare dunque un assortito campionario di donnine ammodo nella ghirlanda dei suoi racconti, intrecciata da sapienti e benevole mani che conoscono l’effimero fascino del papavero e il duraturo valore delle spighe di grano, sorridono accarezzando un incantevole bocciolo di rosa, regalano mazzetti di biancospini e sollievo ai meno fortunati.

Li percorre uno spirito provato ma fiducioso, un tono benigno e uno sguardo compassionevole, conscio delle tante difficoltà di cui è disseminata la vita, specie per le giovani ragazze ma certo delle loro innumerevoli risorse per superare con buona grazia e buon carattere gli ostacoli frapposti al loro cammino. La traduzione sa esprimere tutto questo così bene, restituendoci la delicatezza femminile e la premura materna contenute in queste pagine. L’incoraggiamento allora diventa anche insegnamento morale:

Il dovere è una cosa giusta ma non è una cosa facile e l’unica cosa che rinfranchi al riguardo è una sorta di sentimento di pace che ti avvolge dopo un po’ e la forte convinzione di aver trovato qualcosa di cui occuparsi e che vi mantenga salde.

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