Uomo e donna, Wilkie Collins

In questo romanzo, l’autore descrive la condizione della donna e il suo poco “valore” in società senza contrarre matrimonio.
La donna, a quei tempi, aveva solo doveri verso suo marito e verso la cura della casa, della famiglia.
L’uomo era l’uomo, quello che doveva trovare il fuoco sempre accesso.
Iniziamo da Mrs Vanborough è piena di vita, ma vittima di un matrimonio infelice, con un marito freddo come il marmo, che non la degna di uno sguardo, attenzioni. Non hanno comunicazioni, non hanno intimità vera, non hanno nulla e Mrs Vanbourgh si spegne ogni giorno di più e i suoi nervi diventano sempre più deboli, portandola all’isteria che scoprirete a seguito della lettura. Poi salta in scena Anne (il personaggio per cui ho provato più tenerezza) è accolta come istitutrice presso la famiglia di Lady Lundie, amica d’infanzia della sua sfortunata madre, e diviene inseparabile dalla figlia di lei, Blanche. Qui incontra Geoffrey Delamayn che la corteggia, portarla contro i suoi principi. Anne è disposta a tutto pur di salvare il suo onore e progetta un matrimonio segreto, pur di “riparare” al tutto. Ma… una serie di eventi porteranno Anne in un guaio ancora più grande: finisce con l’essere accusata di aver sposato Arnold, il fidanzato della sua cara amica Blanche. La situazione non è delle migliori e Anne è avvilita, ma la verità viene fuori e tutto si chiarisce. Come accade in storie già macchiate in partenza, la verità si rivela come la peggiore delle condanne, e Geoffrey la tratterà come una prigioniera, nel tentativo di ucciderla e sposare una donna ricca, dato che lui dipende dalla sua famiglia e un matrimonio con qualche ereditiera è la sua salvezza.
La sorte della vicenda è nelle mani della anziana cuoca, che mi ha disturbato come personaggio.
Collins ha esposte tutta l’inferiorità della donna, di come veniva tratta e considerata: un complemento.
Un libro che dovrebbero leggere sia uomini che donne, perché, nonostante l’evoluzione e l’epoca moderna in cui viviamo, ci sono mura domestiche che sono diari di donne che soffrono l’umiliazione del non contare nulla, del non sentirsi nulla, e di dipendere da un uomo che dimentica di essere un marito e si ritrova, con piacere, a fare il padrone.

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