Il serpente dell’Essex

Recensione a cura di Antonella Maffione.
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La lettura di questo libro ci conduce in un periodo storico particolare, fine ‘800; a Londra si combattevano la fame e le terribili ingiustizie, si pativano gravi malattie e si cercava di sopravvivere alla corsa dell’evoluzione facendo emergere nuove idee.
Attraverso una scrittura elegante e descrittiva l’autrice ci regala un romanzo che tra storia e fantasia racconta come nelle acque di Blackwater, nella regione dell’Essex a nord di Londra, fosse nascosta un’aberrazione della natura in attesa di attaccare. Questa oscura creatura era stata liberata da un violento terremoto e minacciava gli abitanti che risiedevano lungo la costa. Tale leggenda custodita e tramandata per  anni, condizionò così tanto gli abitanti di Aldwinter, da trasformare la loro paura in isteria, tanto da decidere di affidarsi a gesti e rituali scaramantici per scacciarla. Dal pulpito della sua chiesa,  l’austero reverendo Ransome armato della sua conoscenza religiosa, cerca di sconfiggere le paure degli abitanti attraverso la fede in Dio, considerandoli vittime di una oscura superstizione.
Proseguendo nella lettura ci immergiamo in un paesaggio ricco di mistero e descrizioni incantevoli, tanto da riuscire a sentire il lamentato del serpente, il profumo dei tigli lungo i viali e vedere la fitta nebbia della palude, che appare talmente penetrante da avere la sensazione che “le case siano state sollevate da un banco di nubi”. 
“ La luna non era ancora tramontata, il cielo a est era chiazzato di sole, e dai campi di levava la foschia. In alcuni punti quest’ultima si faceva più spessa e sembrava andargli incontro; gli alita a bagnata sulla guancia e poi si dissipata come un sospiro.”
L’autrice va avanti con queste pennellate realistiche anche nella descrizione dei personaggi, facendoci carpire le loro sensazioni, gli stati d’animo e i loro sentimenti, come se tendendo la mano riuscissimo a sentirli fisicamente.
Il personaggio principale del romanzo è Cora, la quale dopo la morte del marito, un uomo che aveva cercato di plasmarla a suo piacimento, tanto da diventare una sua creazione, decide di assaporare la libertà e abbandonare Londra e la sua lussuosa abitazione.
“ La cosa meravigliosa dell’essere vedova e che non sei più costretta a fare la donna…”
Appassionata di paleontologia e fossili decide di trasferirsi a Colchester dove libera di indossare vestiti maschili e affondare i suoi stivali nella palude, cerca di trovare “frammenti di vita vissuta migliaia di anni fa”. 
Attorno alla figura di Cora ruotano tanti altri personaggi interessanti con una personalità forte, ognuno descritto con maestria che fanno allontanare l’attenzione del lettore dal “serpente”. Ma non lo distolgono dal romanzo ricco di dialoghi e confronti soprattutto sulla ragione e la fede, dimostrando che una non esclude l’altra, e non mancano temi come politica e medicina.
“C’è dell’altro, Cora. C’è dell’altro, al di là della conta degli atomi, del calcolo nell’orbita del pianeta, del conto alla rovescia  degli anni che mancano al ritorno della cometa di Halley: c’è qualcosa che pulsa dentro di noi, accanto al battito cardiaco…”
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Chiacchierata con Michela Alessandroni #Flower-ed edizioni

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Carissima Michela,

se esistesse il teletrasporto verrei a trovarti in montagna per fare una bella chiacchierata davanti a uno scoppiettante focolare e sorseggiando una tazza fumante di…

A proposito quale bevanda scegliamo come sottofondo aromatico di questa conversazione? Cioccolata, tisana o rimaniamo fedeli al classico, corroborante tè?

Cara Romina, benvenuta nella casa invernale di flower-ed. Sceglierei il classico tè bollente per restare fedele alle mie radici inglesi e ai nostri amati libri.

Siamo appena entrati nel 2018 e a me l’idea di avere un intero anno davanti suggerisce l’immagine stimolante di un lungo percorso pieno di sorprese da scoprire; è così anche per te? Come appare il nuovo anno dalle finestre di Flower-ed?

Ci saranno tante belle occasioni di incontro con i lettori anche quest’anno: un 2018 ricco di libri e di appuntamenti tesi allo sviluppo ulteriore di quanto abbiamo già realizzato più che al cambiamento. Una profonda e appassionata ricerca letteraria è stata e sarà ancora alla base di tutto.

Hai dichiarato, se non erro, di aver compiuto una scelta editoriale precisa d’ora in avanti riguardo alle nuove pubblicazioni: ci vuoi spiegare le tue motivazioni?

Con il 2017 si è concluso per me un ciclo importante, quello dedicato alla scoperta di nuove voci nell’ambito della narrativa italiana. La mia scelta non nasce dal disinteresse per i nuovi talenti e i trenta titoli di narrativa contemporanea pubblicati lo dimostrano; semplicemente sento che è giunto il momento di concentrare tutte le mie energie verso i territori, alcuni molto battuti e altri inesplorati, dei classici della letteratura, declinati nei vari generi: biografia, critica letteraria, narrativa.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Nel futuro di flower-ed vedo tanti libri e tanta interazione con i lettori: il mio grande obiettivo è rendere la casa editrice un punto di riferimento culturale importante e fondamentale per le tematiche di cui ci occupiamo.

Mai nome più azzeccato si rivelò quello attribuito alla collana Five Yards: ne sono state accorciate di distanze dall’inaugurazione di quella prima tappa! Puoi trarre un bilancio o condividere con noi le tue considerazioni?

“Five Yards”, la collana dedicata ai classici della narrativa, comprende al momento sei volumi: i quattro romanzi incompiuti di Charlotte Brontë tradotti da Alessandranna D’Auria, i meravigliosi racconti di Louisa May Alcott di “Una ghirlanda per ragazze” e il romanzo di Walt Whitman, ritrovato negli archivi nemmeno un anno fa, “Vita e avventure di Jack Engle” tradotti da Riccardo Mainetti. Abbiamo pubblicato opere mai tradotte in italiano e l’intento è quello di proseguire su questa strada: posso anticipare che l’autrice del prossimo volume è la straordinaria Lucy Maud Montgomery.

Quando intraprendi una nuova impresa segui il tuo gusto personale, l’affinità con un autore o anche per te alcuni autori sono una scoperta?

Seguo il mio fiuto da segugio da cui mi lascio condurre nelle ricerche editoriali e nelle scelte importanti. A volte mi sembra di avere un numero eccessivo di stimoli e interessi da seguire, per cui devo fermarmi e riflettere su quanto raccolto, valutare, selezionare.

Ma fai proprio tutto da sola? E come ci riesci?

No, non faccio tutto da sola. Innanzitutto ci sono gli autori e i traduttori della casa editrice. E poi mi affiancano nelle attività quotidiane due persone fondamentali: Giorgia nel lavoro di redazione e Marta in quello di amministrazione. Lavorano dietro le quinte, ma la loro presenza è per me importantissima.

Penso di interpretare il pensiero di tantissime lettrici come me nel dirti che una menzione a parte meritano le copertine di flower-ed, che potrei definire con un gioco di parole, fiore all’occhiello della sensibilità e del gusto della tua casa editrice, e ne sono diventate segno distintivo. Vuoi parlarci del lavoro che c’è dietro?

Il lavoro sulle copertine rappresenta una delle fasi più creative del mio lavoro, tanto che in quei momenti mi sembra quasi di ritirarmi dal mondo e dipingere una tela. Nella mia vita mi sono occupata più della parte testuale che di quella visiva, ho dato il titolo a diverse centinaia di libri, eppure questa visione d’insieme tra immagine e testo mi affascina moltissimo e sembra proprio che ai lettori il risultato stia piacendo. Dare una veste preziosa ai nostri testi è importante perché i libri di flower-ed sono tesori destinati a rimanere per sempre nelle case e nei cuori dei lettori.

La tua casa editrice, oltre all’insospettabile talento di indovinare i desideri più reconditi dei lettori, ha anche il pregio di essere molto vicina al pubblico con mille premure e attenzioni: oltre al blog, la newsletter mensile rimarrà un appuntamento fisso o dobbiamo aspettarci qualcosa in più? Hai pensato a istituire una mailbox?

La newsletter resterà un appuntamento mensile, in cui presenterò le notizie sulle uscite e gli altri appuntamenti. A questa si affiancheranno gli articoli del blog, in cui desidero raccontare passo passo tutto ciò che accade nel mondo di flower-ed e fornire al contempo informazioni utili sull’editoria. Il mio obiettivo è rendere il sito non solo un luogo in cui comprare prodotti, ma anche pagine da leggere per comprendere come quei prodotti siano nati e perché. Insomma, non solo un luogo commerciale ma anche editoriale. Vorrei inoltre aprire un canale diretto con i lettori: un indirizzo mail a cui scrivere per suggerire libri da tradurre e biografie da scrivere.

Le passeggiate letterarie hanno avuto molto successo e sono già state riprogrammate: ci racconteresti qualcosa?

Il primo ciclo di passeggiate letterarie è stato dedicato alla Roma degli Inglesi. Abbiamo esplorato la casa di Keats e Shelley a Piazza di Spagna, il Cimitero acattolico di Piramide, il Museo degli strumenti musicali e, nel periodo natalizio, abbiamo camminato sui passi di Charles Dickens, ripercorrendo una parte importante del suo viaggio romano. Le passeggiate riprenderanno con la primavera e questa volta ci dedicheremo a due personaggi italiani: Gabriele d’Annunzio ed Ersilia Caetani Lovatelli, della quale abbiamo pubblicato diversi saggi di storia romana. Lo scopo di queste passeggiate letterarie è quello di creare un momento di condivisione dell’esperienza culturale uscendo all’aria aperta, percorrendo le strade di Roma, incontrando autori e lettori dal vivo, vivendo di persona i luoghi della letteratura.

Vorresti regalare alle amiche di Pink Magazine una gustosa anteprima esclusiva?

Cominceremo l’anno dedicandoci a Charlotte Brontë e Jane Austen. Inoltre, come raccontavo prima, la prossima uscita “Five Yards” vedrà come protagonista Lucy Maud Montgomery. Ad aprile, infatti, è prevista la pubblicazione, come sempre in ebook e cartaceo, di “The Story Girl”, tradotto dall’eccellente Riccardo Mainetti.

Grazie Michela e buon lavoro!

Grazie a te!

 

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