La cicala dell’ottavo giorno

Una leggenda giapponese racconta che le cicale rimangano sette anni nella terra e, una volta ricomparse, vivono soltanto sette giorni.
71vlWFs0zAL
“Ma come la mettiamo se una sola cicala sopravvivesse oltre quel fatidico settimo giorno? Che cosa succederebbe se tutte le altre morissero e solo lei restasse in vita? […] Quella cicala dell’ottavo giorno avrebbe la possibilità di vedere cose che tutte le altre non hanno potuto vedere. Certo, forse alcune di quelle cose avrebbe preferito non vederle mai, ma altre, non così orribili, potranno darle almeno un po’ di gioia.”
Kiwako nonostante abbia vissuto un personale dramma d’amore e d’odio, è riuscita a sopravvivere un giorno in più, a ‘‘quell’ottavo giorno”, che se pur per poco, le ha permesso di vivere un intenso momento di gioia; regalandole emotivamente una carica in più per avere a disposizione un altro giorno, e poi per un altro ancora, il più a lungo possibile, per creare un legame profondo con la piccola Kaoru.
Kiwako, una brillante donna in carriera, è stanca della sua relazione clandestina con un suo collega,basata solo su bugie e false speranze, nonché sulle continue telefonate vessatorie della moglie di lui che, spinta dall’odio, decide di compiere un gesto orribile.
“A volte capita che una donna possa perdere la testa per uno sporco bugiardo e traditore, per uno che non sa mai prendere una decisione”.
Neanche la sua gravidanza riesce a cambiare in meglio questa particolare relazione, anzi Kiwako si fa convincere ad abortire e le conseguenze che ne susseguono sono catastrofiche: Kiwako non avrà più la possibilità di avere altri figli.
L’autrice pagina dopo pagina ci racconta una storia struggente e di forte tensione emotiva, che non va né giudicata e né commiserata, ma va letta e ascoltata con umanità. Al centro della storia le vere protagoniste sono le donne, vestite della loro sensibilità e fragilità, con un forte desiderio di maternità, talmente forte da commettere azioni sbagliate.
L’accurata analisi nel raccontare i comportamenti, permette al lettore di entrare in empatia con i personaggi, di catturare e somatizzazione in maniera eccezionale ogni tipo di emozione. Kiwako, esprime talmente bene il suo disagio, la sua vulnerabilità, la paura di essere scoperta e l’amore verso la bambina, che è tangibile. Infatti, quando prende la bambina tra le braccia, il calore e la morbidezza che prova sulla sua pelle lo avverte anche il lettore tanto da rimanere vivo per un po’ sulla pelle.
“Non posso andarmene via e lasciarla qui…le vorrei un bene dell’anima e la proteggere i in eterno…Ti proteggerò per sempre, piccolina, dal dolore, dalla tristezza, dalla solitudine e da ogni preoccupazione, e anche dalle cose brutte e crudeli della vita. Ti proteggerò…”
Recensione di Antonella Maffione
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...