Il piccolo negozio della felicità hygge

Un negozio di giocattoli può fare la felicità di grandi e piccini, inevitabilmente.

Il fascino esercitato da una vetrina addobbata per il periodo natalizio, con giocattoli di legno, sfondi colorati, puzzle compositi, scalda il cuore e fa ritornare bambini.

il-piccolo-negozio-della-felicita-hygge_9551_x1000

Attorno a questo negozio di giocattoli ruotano le vite di tante persone.

Louisa, la proprietaria, che lascia la sua vecchia vita per cercare nuove emozioni in Spagna; Gavin, che fatica a gestire il suo pub, appassionato di scarabeo, Lauren e suo figlio che hanno un sacco di tempo libero, Roz la tipica amica impicciona.

E poi ci sono loro: Clara che è piombata nel Suffolk dalla Danimarca quasi senza bagaglio e Joe, il figlio di Louisa, preoccupatissimo e stressatissimo.

Clara si offre come custode dell’appartamento e del negozio di giocattoli di Louisa mentre lei sarà via in cambio dell’ospitalità; la ragazza sembra prendere sul serio il suo incarico che in realtà si è procurata e mettendo a frutto le sue capacità creative e relazionali riesce a trovare il modo per ridare vita a quella bottega che sempre più clienti stavano cominciando a disertare.

Ma Clara ha una marcia in più ed è la ricetta segreta della felicità hygge, importata direttamente dalla Danimarca:

“…non esiste una parola nella nostra lingua che abbia lo stesso significato… ma significa qualcosa come “accogliente”. Vero Clara? Ecco perché accende sempre le candele. La teoria che si cela dietro questa parola è che, se si rendono gli ambienti accoglienti, belli e higheh, è più facile essere felici, e i danesi sono statisticamente le persone più felici del mondo…”[…]

“Non è soltanto una questione di candele e altri oggetti, è uno stile di vita. Credo si tratti in sostanza di stabilire delle priorità. Il concetto fondamentale è che, se stiamo a casa e siamo circondati da amici, famiglia, buon cibo e belle cose, possiamo trascorrere dei momenti hyggelig”. 

La ricetta della felicità hygge, il piacere delle passeggiate nella natura e il sapore delle piccole cose, contrastano fortemente con la logica degli affari e del guadagno di Joe , il figlio di Louisa che non si capacita di come la madre abbia lasciato casa e negozio nelle mani di una sconosciuta. Se l’attività non rende è bene convertirla in un capitale da reinvestire, perché da figlio responsabile e previdente Joe sa che prima di tutto deve pensare al futuro e al benessere di sua madre.

Clara e Joe parlano due lingue diverse, appartengono a mondi diversi e lui non capisce come possa Clara impegnarsi per risollevare le sorti della bottega di giocattoli senza un secondo fine. Clara vorrebbe convincerlo della sua buona fede, delle sue intenzioni disinteressate e convertirlo alla sua filosofia hygge.

Intanto dalla Spagna, da Majorca, in giro per le Canarie, Louisa segue tutto a distanza, facendosi raccontare dal fidato Gavin come stanno andando le cose. Le sue parentesi su quella vita di eterna vacanza, fatta di sole e mare, fanno da contrappunto all’aria rigida del Suffolk, alle giornate grigie e all’umore cupo dei suoi abitanti.

Ma il richiamo di casa è troppo forte, la nostalgia che fa ritornare Louisa, per riprendere in mano la sua vita, è la stessa che fa cercare a Clara un luogo dove sentirsi amata.

Chissà a volte i miracoli accadono, specialmente a Natale…

Annunci