Cartoline dall’universo

“Cartoline dall’universo / dov’è inquadrato uno spazio illimitato / dov’è inquadrato il caos”.

L’universo, lo spazio, il caos, il buio, la luce, il cielo, l’infinito, i numeri, il sole, il macro e il micro nel nodo gordiano che ne fa l’uno specchio dell’altro.

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La poesia di Stefania Rabuffetti è tutta incardinata in un flusso continuo, incessante che insegue (e ne è in ugual modo incalzata) il tempo, il mondo, le stelle, le devastazioni del mondo e la sua possibile fine, il perché della vita e dell’io, la condizione dell’io di fronte al tempo, al mondo, allo scorrere del tempo e alla consistenza del mondo. “Vedere per credere / toccare per verificare / ascoltare per riconoscere / pesare per quantificare / fotografare con gli occhi / per non dimenticare”. È come un viaggio tra scenari d’origine e immensità incommensurabili, vuoti invadenti e bui assoluti, cieli disadorni e sciami di stelle. Il viaggio vuole essere, insieme, una verifica del noto e dello sperimentato, una scoperta di ciò che esso stesso svela e, ancora, la scommessa e la sfida per ciò che non si conosce neppure attraverso il viaggio, e oltre il viaggio […].

La sensazione, il senso che se ne ricava è anche il gusto (la sorpresa) di una parola ancora semplice e intensa, che però non semplifica nulla proprio perché la sua complessità è deposta nella giusta superficie, accanto all’ossessiva affabilità interrogativa e alla fuggevole trasparenza figurativa, in un’epoca in cui le parole, che si dicono e si scrivono, sono per lo più ripetitive, inutili, auto celebrative.” Dalla Prefazione di Renato Minore

 

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Calendario dell’avvento di libri Newton

Ciao booklovers,

la Newton Compton Editori ha indetto un concorso natalizio su Instagram.

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Come partecipare?

– Fotografare un libro Newton in un contesto natalizio (anche solo un dettaglio, largo alla creatività)

– Usare l’hashtag #NataleNewton e taggare l’account dell’editore

A partire dal 1 dicembre saranno selezionate le più belle foto di Natale per un grande Calendario dell’Avvento digitale condiviso, che verrà pubblicato su Instagram.

Per chi non ha Instagram: saranno accettate anche le foto che arriveranno all’indirizzo social@newtoncompton.com

[Inserire come oggetto della mail: #NataleNewton specificando un recapito a cui inviare il nostro pacchetto nel caso in cui la foto venga selezionata]

 Le 24 foto scelte dalla redazione riceveranno un omaggio a sorpresa a gennaio.

Non c’è un limite al numero di foto con cui si può partecipare, saranno privilegiati la creatività e lo spirito natalizio!

Cosa aspettate? Via agli scatti!

Come struccarsi alla perfezione.

Struccarsi potrà sembrare il gesto più noioso al mondo, ma invece è essenziale per avere un viso curato .

I residui del trucco possono davvero rovinare il vostro viso, accentuando le piccole imperfezioni.

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Prima di svelarvi come struccarsi nel modo giusto vediamo cosa ci occorre.

Occorrente:

-dischetti in cotone

-struccante oleoso per occhi

-latte detergente

-tonico.

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Procedimento:

Versare qualche goccia di struccante oleoso su un dischetto e massaggiarlo con movimenti dolci sugli occhi.

Prendete un dischetto pulito e applicate su di esso il latte detergente, iniziate dalla fronte massaggiando delicatamente con movimenti circolari, stesso procedimento per le guance e il contorno occhi.

Infine con un altro dischetto picchiettate la lozione tonica , che preparerà la vostra pelle a ricevere la crema viso.

 

Volete consigli specifici su quali prodotti utilizzare in base al vostro tipo di pelle ?

Scrivete una mail a:  segreteriapink@gmail.com con oggetto “rubrica beauty”

Fille de Mestre by Marion Mestre

Eleganza, ricercatezza e grande cura dei dettagli: sono questi gli elementi che caratterizzano il marchio francese Fille de Mestre. Abbiamo chiesto a Marion, la titolare, di parlarci del suo brand e della sua filosofia.

Come è nato il marchio FilledeMestre?
Il marchio FilledeMestre riprende il mio cognome, ha le sue radici in Provenza ed è aperto alle molteplici influenze calde e colorate del sud della Francia. Questo marchio ha innanzitutto una storia di famiglia, ma ha potuto vedere la luce grazie a un vero e proprio lavoro di équipe e a una passione che mi ha animata fin da giovanissima. Nel 2014 come giovane creatrice mi sono diplomata alla Scuola superiore di arti e tecniche della moda, l’ESMOD di Lione, dove ho seguito il corso completo di abbigliamento femminile, con una specializzazione sugli accessori.
Durante le mie varie esperienze professionali, ho lavorato molto nel settore dei vestiti realizzati a mano, ho imparato a rispondere alle esigenze dell’alta moda e ho cominciato a familiarizzare con le marocchinerie. Dopo aver perfezionato la tecnica presso varie case di moda, ho voluto affermare la mia identità dando vita nel 2015 a FilledeMestre.
 Parlaci delle tue ultime creazioni e dei progetti a cui partecipi.
Al momento sto presentando la mia collezione estate 2017-18 di ispirazione beachwear, con modelli freschi e colori vivaci, che richiamano il ritmo dell’aria di mare. Seleziono tessuti di qualità e sono sempre alla ricerca di disegni originali. Il taglio dei miei vestiti è fluido ed elegante, ogni linea è pensata per rendere ideale il corpo femminile. Lavoro anche su abiti per gli sposi, i testimoni di nozze, le damigelle d’onore e gli invitati. Propongo inoltre una collezione di gioielli in rame e ottone, realizzati insieme a mio padre, che lavora i metalli.
Quest’anno ho ottenuto la qualifica di artista artigiano e depositerò un portfolio per ottenere una certificazione da parte degli Ateliers d’art francesi. Insieme ad alcune associazioni promuovo il “made in France” e il savoir faire artigianale. Progetto inoltre di aprire un mio atelier-showroom, insieme con vari artigiani della mia regione, per accogliervi i miei clienti o visitatori.
A chi ti ispiri, e che tipo di donna ti piace vestire?
Nel mio lavoro traggo ispirazione direttamente dal corpo femminile, dalle sue curve e dalle sue forme. Conservo tuttavia la leggerezza e la fluidità di ispirazione greca, nonché l’eleganza per le mie collezioni prêt à porter di alta gamma. Lavoro molto anche per realizzare il corsetto su misura. Mi ispiro molto a piccoli dettagli, luoghi, personaggi, epoche storiche.
Ammiro in modo particolare Jean-Paul Gaultier per la sua originalità stravagante e il suo notevole lavoro sul corpo femminile, i suoi caratteristici corsetti.
Sia all’inizio che durante il mio percorso professionale, la mia passione per la moda è stata guidata da Chanel, con il suo raffinato stile senza tempo, con la sua linea sempre elegante e il suo stile “coco” che per me incarna la forza e la passione. Chanel ha rivoluzionato la moda, ha liberato le donne e ha cambiato il loro rapporto con il corpo. Ho sempre adorato il lavoro, il taglio e lo stile inimitabile di Chanel.
La donna che io vesto è sedotta dall’idea e dall’universo di FilledeMestre. E soprattutto non somiglia a nessun’altra, per via di collezioni presentate in serie limitata e su misura. È una donna che ama il suo corpo, le sue forme, una donna leggera che ama mettere il sole nel proprio guardaroba. Una donna originale, spontanea, di ogni età ma che è consapevole di sé e afferma uno stile raffinato, sensuale e femminile.
Chi è secondo te la moderna icona della moda?
Secondo me oggi l’icona della moda è senza dubbio l’enigmatica Lily Rose Depp. Bellezza misteriosa, lancia un’immagine forte, affermando una personalità al tempo stesso infantile ma imperiosa. È originale, intrigante, è figlia di Vanessa Paradis e di Johnny Depp, è stata modella Chanel a soli 18 anni: tutto ciò non le ha impedito di mostrare un’apparente leggerezza, una rilassatezza che la rende ancora più bella. Sfila con grazia, la sua aria sbarazzina seduce lo sguardo, sembra arrivata da un altro pianeta.
Si è anche lanciata nel cinema, forte dei suoi 3,2 milioni di followers su Instagram: il broncio di Lily Rose ha saputo essere seducente!
Dove possiamo trovare e acquistare le tue creazioni?
Potete trovare tutti i prodotti del marchio FilledeMestre sul sito internet www.filledemestre.com. In Francia è presente una selezione dei miei modelli in numerose boutiques della Costa Azzurra: da Lunaël a Saint-Tropez, da La Maison française sull’isola di Bendor (l’isola di Paul Ricard), oltre che a St Rémy de Provence. Si possono seguire inoltre tutte le novità, gli ultimi shooting e la presenza nelle sfilate grazie alle relative pagine “filledemestre” sui social network Facebook e Instagram.

Persepolis

Persepolis è la storia della ragazzina Marjane a Teheran dai sei ai quattordici anni. Sono gli anni della caduta del regime dello Scià Reza Pahlavi, del trionfo della Rivoluzione Islamica e della guerra contro l’Iraq. I suoi genitori, di larghe vedute, pur di garantirle un’adeguata istruzione e maturazione, non esiteranno a mandarla a Vienna, dove lei si scontrerà con l’incomprensione altrui proprio come nella sua città natale. È un ritratto indimenticabile delle contraddizioni di un paese e di come, attraverso l’ironia e le lacrime si possa vivere l’adolescenza confrontandosi con le assurdità, i compromessi, la solitudine e i distacchi.

Marjane Satrapi è un’autrice di fumetti e illustratrice iraniana. Nata sulle rive del Mar Caspio, è vissuta a Teheran, Vienna, Strasburgo e Parigi. Discendente di una nobile famiglia, ha avuto un nonno e la madre attivisti politici, dai quali ha ereditato la passione politica. Ha passato la sua infanzia a Teheran dove ha conosciuto la rivoluzione e la guerra contro l’Iraq. Durante la guerra, Marjane ha dovuto lasciare il suo paese mal sopportando il clima instaurato dal nuovo regime: ad appena 14 anni viene mandata a Vienna in un liceo francese. Tornata in Iran, studia Belle Arti, ma i suoi progetti sugli eroi, e soprattutto sulle eroine, della mitologia iraniana, non convincono il regime ed è costretta a lasciare di nuovo il suo paese. Dopo aver studiato Arte a Strasburgo si trasferisce a Parigi, dove tutt’ora abita. Dal 1977 scrive e illustra anche libri per i bambini. La Satrapi ha acquisito fama mondiale grazie alla serie Persepolis, romanzo a fumetti autobiografico elogiato dalla critica, nel quale descrive la sua infanzia in Iran e la sua adolescenza in Europa attraverso una serie di intelligenti quanto avvincenti episodi di vita quotidiana. È stata insignita dell premio per il miglior albo all’Angoulême International Comics Festival del 2004 per il suo Broderies (in Italia Taglia e cuci), pubblicato l’anno precedente e per il più recente Pollo alle prugne.

Attualmente cura per il “The New York Times” una colonna illustrata, pubblicata nella sezione Op-Ed del giornale con frequenza apparentemente irregolare. Nel 2006 la Sony Pictures Classics ha trasformato Persepolis in un film d’animazione, la cui diffusione è iniziata nel 2007. Scritto e diretto da Vincent Paronnaud assieme alla stessa Satrapi, la pellicola annovera tra le sue voci quelle di Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, e Simon Abkarian.
Del 2011 è Il sospiro (Rizzoli Lizard).

Adele Crudele

 

Che si tratti di far arrabbiare i miei genitori, di torturare il mio stupido gatto,di lottare contro Giada e le sue compari o di spezzare il cuore a Goffredo… ho sempre pronta un’idea interessante!

Una buona dose di humour nero e un pizzico di tenerezza: ecco la ricetta di Adele, eroina di un nuovo genere…

Allacciate le cinture, si parte!

Edizioni Becco Giallo

L’alba dei papaveri

Frutto di un lavoro durato dal 2007 al 2014, la raccolta è nata da un’esigenza di “parlarsi” e successivamente di parlare, da un dialogo dell’autrice prima con se stessa e successivamente con l’altro, da una ricerca prima di valutazione e poi di condivisione su temi nei quali viene data al lettore la possibilità di riconoscersi, di individuare percorsi analoghi. Poesie d’amore e identità è il sotto titolo indicante due fulcri fondamentali su cui poggia lo sviluppo dei testi: l’amore con tutti i suoi volti, l’identità con la ricerca dei vari aspetti dell’Io relazionato al mondo. I sentimenti, gli stati d’animo, gli interrogativi, le certezze e i dubbi dell’autrice sono divenuti spinta per riflettere, valutare, capire. La vita è concepita come un’avventura magica, preziosa, unica, nella quale il mistero è stupore, la speranza è sostegno vitale.

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Hai svegliato me,
sei venuto arraffando a prendermi
nell’irripetibile d’eterno che tu sai.
Cosa mi hai svelato
cosa ora mi togli fra i capelli
come fossero magnolie
in mezzo attorcigliate!
Ingenuo è il mio essere e confuso.
Chi teneva le mie fibre imprigionate
prima di sentire tanto mare
giungere al verde delle selve?
Il sapore di te è quello che io tocco,
che mi investe della tua presenza sempre.

Un lungo, fatale inseguimento d’amore – Louisa May Alcott

In questo romanzo che raccoglie un po’ tutti i clichè della narrativa gotica (la bella, il bruto, la fuga) troviamo la caratterizzazione tipica degli europei in base alle loro peculiarità nazionali e una considerazione forse troppo semplicistica di distanze ed estensioni del Vecchio Continente. Intatto rimane il fascino esercitato dai paesaggi europei, in questo caso rappresentati da una cittadina della Costa Azzurra.

La cittadina cui la Alcott fa riferimento in questo passo è Valrose, o meglio Chateau de Valrose, sita vicino Nizza che all’epoca in cui fu scritto il romanzo, era annessa al territorio dello Stato italiano.

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A un miglio di distanza le azzurre acque del Mediterraneo venivano a lambire l’arco della costa, lungo cui sorgeva la città delle mura bianche con le sue cupole dorate, le sue palme piumose e le belle ville. Valrosa era la più bella di tutte; un vero “nido di rose”, che fiorivano rigogliose anche in gennaio in quel clima di eterna estate. Rose pendevano dall’arco d’ingresso e protendevano le loro corolle vellutate attraverso le sbarre del grande cancello, inducendo tutti i passanti a fermarsi e a desiderare di entrare nel giardino. Rose bordavano il viale che saliva serpeggiando fra piante di aranci e di limoni fino all’ampia terrazza che girava intorno alla villa. Rose coprivano i suoi muri di fiori, ornavano ogni cornicione, si arrampicavano su ogni colonna e crescevano a profusione sulla balaustra. Ogni angolo verde, dove comode panchine invitavano a sedersi e a sognare, era una massa di fiori; ogni fresca grotta aveva la sua ninfa bianca che sorrideva attraverso un velo di fiori; ogni fontana era circondata di bellezza; e dovunque si volgeva, l’occhio si posava su una bella e profumata fioritura.

(Ed. N&C, Roma, 1996, p. 47).

Monteriano di E. M. Forster

Liberamente ispirato a S. Gimignano come la cinta di torri lascia chiaramente intendere.

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Eccoli nuovamente fra gli ulivi: il bosco era finito, con la sua selvaggia attrattiva. Ma via via che salivano, il paesaggio andava aprendosi, ed ecco comparire, in alto, a destra su una collina, Monteriano. Il verde sfumato degli ulivi che si inerpicava verso l’alto, fino alle mura, e lei sembrava galleggiare isolata fra cielo e alberi, come una fantasiosa città-nave di un sogno. Era interamente di colore bruno, non mostrava una sola casa, nulla, tranne la stretta cerchia delle mura, e dietro, diciassette torri -tutto quanto era rimasto delle cinquantadue che avevano riempito la città all’epoca del suo splendore. Alcune erano solo tronchi, altre pendevano tutte d’un pezzo verso una probabile caduta, altre ancora erano erette, e simili ad alberi maestri svettavano nell’azzurro. Non si poteva definire bella, ma neppure brutta per via della sua stranezza.

(Ed. N&C, Roma, 1996, p. 39).