Afrodite bacia tutti di Stefania Signorelli

Ma non è mica vero che gli dei greci vivono solo sull’Olimpo.

In Afrodite bacia tutti, dei e dee sono uomini e donne dei giorni nostri alle prese con i problemi e la quotidianità di questi tempi nemmeno poi così strampalati.

cover-web.jpgLe caratteristiche impersonate da Afrodite, Narciso, Achille, Ettore, sono sempre valide, perché connaturate alla natura umana e quindi destinate a incarnarsi in tipologie antropologiche prodotte dalla società moderna.

Mariti separati, mogli abbandonate, uomini traditi, donne alla ricerca di amore: la vita offre un campionario di situazioni terra terra, affatto idilliache.

Questo libro mostra, con una sorta di verismo plastico, gli aspetti meno romantici delle relazioni umane con i loro difetti e le loro incapacità, ai limiti del patologico.

Si tratta di una raccolta di racconti che hanno come protagonisti gli eroi e le eroine della mitologia greca che per l’occasione però, vestono i panni di persone comuni; perciò può accadere che Afrodite sia una bambina che regala baci a tutti ma da grande diventa una donna che non dona il suo cuore a nessuno, o che Achille sia uno spietato capoufficio la cui ira può scatenarsi in modo terribile.

“La bambina più bella che abbia mai visto” dicevano un po’ tutti… Lei ci mise un po’ a capire che Bellissima non era il suo nome di battesimo. Anche perché Afrodite lo si usava poco, era un nome da adulta, il nome che avrebbe portato ma che ora le stava come un vestito della madre.

O, viceversa sui potrebbe anche dire che il mito si aggiorna, si attualizza e si cala nella vita che ci circonda: Ulisse, re di tempeste e di bugie, diventa un marito fedifrago che infrange più di una promessa e non si decide a tornare dalla sua Penelope tradita, le fatiche di Ercole sono dover sopravvivere a un divorzio che ha prosciugato tutte le sue energie.

Il cielo ha l’aria di avere esaurito i fiocchi di neve e riposa come se sgravarsi l’avesse reso più gelido. Ercole cammina, rabbia e neve sparse attorno. Dai giorni del divorzio occupa un monolocale nel centro storico, in un quartiere che sembra un abito smesso, ancora abbastanza buono per non farsi buttare da chi non può disporre d’altro.

Un’idea originale, confezionata con uno stile asciutto, assolutamente efficace e diretto, che ottiene un risultato curioso e ha il pregio di rispolverare antiche reminiscenze classiche di liceo per decretarne l’assoluta e vera immortalità.

 

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