Letture per il weekend

Ciao booklovers,

eccoci all’appuntamento settimanale con le nostre segnalazioni per gli acquisti in libreria del fine settimana. Buona lettura!

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Tina vive con serenità i suoi ultimi anni di vita lontana dall’Italia e dalle sue radici. Un giorno in apparenza come gli altri, una telefonata sconvolge la sua tranquilla esistenza. Da quell’eco di una voce lontana dall’accento inconfondibile, un uomo sembra riportarla al suo passato e a suoi ricordi. L’Italia, Napoli, la sua terra, gli odori e i sapori che aveva amato da bambina e adesso credeva di aver dimenticato, riaffiorano tutti insieme all’improvviso travolgendola come un fiume in piena. Tina così decide di scrivere una lettera a quell’uomo riemerso dal suo passato ma non si tratta delle solite righe di convenevoli, ma di una lettera d’amore lunga tutta una vita.

 

 

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Quest’opera-mondo, che racconta la creatività umana, la letteratura, il pensiero, le arti figurative e la musica, dai lirici greci a Bob Dylan, da Catullo a Maria Callas, dal Gilgamesh a Roberto Bolaño – ognuno può trovare il ”da/a” che preferisce, il più divertente, il più coerente, il più assurdo, il più iperbolico – è forse, prima di tutto, un atto d’amore. Amore verso la vita, prima ancora che verso la lettura, perché non c’è pagina, che parli di poesia T’ang, di sapienti indiani, di Marziale o di Friedrich Nietzsche, in cui non si intraveda nitidamente la vita del ragazzo, del giovane, dell’uomo che su quelle pagine si è entusiasmato, si è interrogato e ha sognato, e che di quelle pagine si è nutrito fino a tramutarle in sua carne e suo sangue.

 

 

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Dal momento in cui si stabilì in Francia, nel 1903, fino alla sua morte a Neuilly-sur-Seine nel 1946, la celebre scrittrice americana fu una figura centrale e fondamentale del mondo dell’arte parigino e non solo. La sua casa al 27 di rue de Fleurus, che condivideva con la compagna Alice B. Toklas, divenne il luogo delle frementi “arti moderne” d’inizio secolo, facendo incontrare alcuni tra gli artisti più importanti del Novecento, come Henri Matisse, Juan Gris e Pablo Picasso. In questo saggio, Stein racconta, con la sua lingua monologante, le sue poche virgole e le sue parole marcate e fluviali, la città di Parigi come culla dell’espressione artistica, musicale, mondana e civile. Una concentrazione urbana in divenire che si trasformò in quegli anni in rifugio accogliente per pensatori da tutto il mondo.

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