La madre sbagliata di Sally Hepworth

Un coro a tre voci questo libro che celebra il mistero della nascita, della venuta al mondo degli esseri umani. Bisogna essere un po’ speciali per assistere una donna al parto e questo libro ci mostra tutta la gamma di emozioni e travaglio che esso comporta.

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Qui sono all’opera tre generazioni di ostetriche che raccontano il loro diverso modo di vivere la maternità, propria e quella che vedono esplicarsi attraverso la loro professione, antica come il mondo.

Si potrebbe dire che ero nata per fare l’ostetrica. Per tre generazioni le donne della mia famiglia avevano dedicato la loro vita a far nascere i bambini; ce l’avevo nel sangue, quel lavoro. Solo che il mio percorso non era stato poi così scontato. Non ero mia madre: una specie di hippie che intrecciava canestri e gioiva della magia di ogni nuova preziosa esistenza. E non ero mia nonna: saggia, sensata, con una fede incrollabile nell’energia del parto naturale. Non mi piacevano nemmeno granché i neonati. No, con la mia decisione di diventare ostetrica i bambini non c’entravano un bel niente. C’entravano le madri, piuttosto. 

Floss, Grace e Neva si alternano nella successione dei capitoli scandendo la narrazione dal loro speciale punto di vista. Un romanzo di donne ma non esclude gli uomini. Storie di donne che vivono la loro maternità con esperienze diverse.

Un riferimento ancestrale alla capacità procreativa femminile che diventa strumento di creazione e allo stesso tempo arma a doppio taglio per l’immenso potere di cui viene investita la donna e l’inestimabile tesoro di cui diventa depositaria.

Nipote madre e figlia: l’arte maieutica si è tramandata in linea più o meno diretta, lungo il ramo femminile della famiglia con sensibilità, metodi, convinzioni diverse, ma la stessa passione e dedizione che le rende operatrici del miracolo della vita con tutto il suo carico di gioie e di dolori. Neva e il suo bambino di cui non vuole rivelare la paternità; Grace alla ricerca della famiglia che non ha avuto, e Floss fuggita oltreoceano per ricominciare una vita nuova da sola con la sua bambina. Ognuna di loro è stata protetta da un segreto che può cambiare le loro certezze ma non l’amore che lo ha ispirato.

Laddove si indugia in modo anche impressionante sui particolari e la fisicità del parto naturale, questa storia finisce per veicolare il messaggio che la maternità non è solo quella biologica:

In una famiglia il legame biologico è solo uno dei tanti fattori in gioco

La vita è più forte di tutto.

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