Tutta colpa di Mr Darcy

Tutta colpa di Mr Darcy di Shannon Hale, edizioni Piemme, è un romanzo spigliato e accattivante.

Di genere moderno, con ritmi e soggetto moderni -si passa dall’aeroporto alla carrozza- asseconda quel sogno d’evasione delle lettrici più romantiche e che conoscono bene i romanzi di Jane Austen, in particolare Orgoglio e Pregiudizio.

81OsF9HtooL

Avendo in questo caso già visto il film dal titolo originale altisonante di “Austenland” per noi tradotto con “Alla ricerca di Jane”, si conferma la mia convinzione: che è sempre meglio leggere prima il libro che del resto è la base di partenza. Qui le due versioni si completano e arricchiscono a vicenda. In questo caso almeno la versione cinematografica sicuramente aiuta l’immaginazione solleticata dagli scenari e dalle caratterizzazioni dei personaggi solo accennati sulla pagina scritta con rappresentazioni concrete e perciò più apprezzabili.

Il risultato è godibilissimo, una storia mai monotona e che rimane originale, ispirata alle e dalle opere di Jane Austen, ricca di citazioni letterarie in generale, ma anche in special modo austeniane, con richiami particolari a situazioni desunte da Orgoglio e Pregiudizio di cui Mr Darcy è l’eroe maschile, ma anche dagli altri romanzi Emma, Mansfield Park, Persuasione (anzi, a tal proposito c’è una curiosa espressa esclusione di Northanger Abbey dal novero delle fonti di ispirazione).

L’assunto di fondo su cui si basa il libro non lo condivido. Ognuno può leggere e amare Jane Austen a suo modo. È il segreto della sua straordinaria longevità e freschezza a duecento anni dalla morte ma farla diventare una santona dispensatrice di ricette d’amore per trovare l’uomo ideale personificato da Mr Darcy sembra un pochino forzato.

L’impulso alla storia consiste nel cercare di affrancarsi da questo ideale contro cui tutti i possibili fidanzati e futuri mariti di Jane, la protagonista, sono destinati a soccombere. Quindi la vacanza in questo ricreato mondo ottocentesco dovrebbe essere la medicina per farle una volta per tutte o smettere di sognare o finalmente trovare il suo Mr. Darcy. In una strenua lotta tra realtà e finzione, ideali e persone concrete, verrà messa a dura prova la lucidità di Jane, soprattutto relativamente ai propri sentimenti.

Un romanzo gradevole e simpatico, sicuramente da leggere: per sorridere e sognare.

 

Annunci

Il manifesto del libero lettore

Ciao booklovers,

Alessandro Piperno finalmente ha dato voce a tutti noi lettori e amanti del romanzo. Il libro definitivo, quello che nobilita il lettore nella sua unicità e che restituisce ai libri il loro ruolo primario.

81kvVesNTpL

“I libri sono strumenti di piacere, come la droga, l’alcol, il sesso, non il fine ultimo della vita.” Questo l’assunto da cui muove “Il manifesto del libero lettore”. Un grido di gioia, un’invocazione al capriccio, alla voluttà, ma anche all’indolenza e all’insubordinazione: perché leggere è un vizio, mica una virtù; diritto, intima necessità, non certo un obbligo istituzionale. Ecco chi è il libero lettore: un individuo un po’ strambo, allo stesso tempo credulone e diffidente, squisito e volgare, sentimentale e cinico, devoto e apostata; un rompiscatole che diffida della gente ma ha un debole per i personaggi, che alle fauste bellezze della natura preferisce le gioie segrete della fantasia, convinto com’è che non c’è verità senza eleganza, né arte senza rigore. È così che Alessandro Piperno ripercorre la storia di un precoce amore mai venuto meno, quello per i romanzi, lungo le rotte tracciate da otto giganti della narrativa universale: Austen, Dickens, Stendhal, Flaubert, Tolstoj, Proust, Svevo, Nabokov. Affrontandoli “con amore, certo, ma senza alcun ossequio, con il piglio del guastafeste ansioso di svelare i segreti del prestigiatore”. Del resto, il genio letterario è un mago spregiudicato e immaginifico. Jane Austen ha creato dal nulla un genere tutto suo, tra fiaba e romanzo, che non smette di incantarci; l’arte di Tolstoj di introdurre i personaggi non ha precedenti né epigoni all’altezza; l’ossessione di Proust per i tempi verbali illustra come nient’altro la dedizione a un passato irrecuperabile. “Il manifesto del libero lettore” è un’opera che esprime l’entusiasmo di chi, non dimenticando le ragioni per cui, appena adolescente, contrasse il vizio di leggere, ritiene che i grandi romanzi, per essere assaporati, pretendano il piglio, l’ironia e il disincanto della maturità.

81wFh1WKo7L