Cesare il conquistatore

Ciao booklovers,

In arrivo il 3 ottobre il nuovo romanzo di Franco Forte per #Mondadori

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Giulio Cesare non è morto, durante la congiura delle Idi di marzo. Stanco della vita fatta di intrighi politici, corruzione e continui scontri con i senatori della Curia, ha inscenato la propria morte insieme a Bruto. E dopo essere scomparso dalla vita politica di Roma, è tornato al comando di un manipolo di uomini ben addestrati e pronti a tutto, la Legio Caesaris, con l’intento di esplorare le terre oltre i confini dell’impero, per scoprire ricchezze e tesori, sottomettere le popolazioni barbare e, soprattutto, carpire il segreto della vita eterna. Perché Cesare ha uno scopo ben preciso in mente, ed è deciso a raggiungerlo: vuole ritornare trionfalmente a Roma per fare piazza pulita dei suoi nemici e regnare come imperatore assoluto. Per sempre.

Dopo la sua finta morte, perciò, si è imbarcato con la Legio Caesaris verso i regni degli dei del nord, alla ricerca della mitica isola di Thule, per confrontarsi con le creature eterne che governano il segreto dell’immortalità e strapparglielo con la forza. Lo scontro epico che lo ha visto impegnato insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri coraggiosi che hanno voluto seguirlo in quell’avventura, si è risolto in una cocente sconfitta, ma Cesare non è uomo che si arrende tanto facilmente. Capisce che l’unico modo per conquistare la vita eterna è scendere nell’Averno, il regno delle tenebre, e tuffarsi nelle acque del fiume Stige, che rendono immortali. Ma come raggiungerlo? Secondo le più antiche credenze, lo Stige non è altro che il nome con cui un tempo si indicava il Nilo. Decide così di intraprendere, sotto la guida esperta e ammaliante della regina Cleopatra, una difficile spedizione per risalire le acque del grande fiume, arrivare fino alla sorgente, individuare l’ingresso all’Averno e conquistarsi il diritto di immergersi nello Stige, combattendo contro gli dei e le terribili creature che popolano il regno degli inferi.

Dopo Cesare l’immortale, Franco Forte ci regala un nuovo, avvincente capitolo della saga che fa rivivere il condottiero romano, avventurandosi insieme a lui in territori – geografici e narrativi – sempre più imprevedibili.

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Letture per il weekend

Ciao booklovers,

ecco i nostri consigli di lettura per il weekend #Guanda

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I racconti di una lunga vicenda umana, politica e civile che ripercorrono oltre quarant’anni di storia personale e corale. Pagine in cui affiora di continuo il narratore di razza. Si affacciano in questo libro temi come l’amicizia – con Saramago, Soriano, Neruda e altri -, il ricordo dei maestri, l’impegno per l’ambiente, la lotta per la libertà e per la difesa degli ultimi. “Storie ribelli” si apre con il racconto dedicato alla memoria di Oscar Lagos Rios, il più giovane della scorta che quel tragico giorno restò fino alla fine accanto al presidente Allende nel palazzo della Moneda, e si chiude con il testo scritto a caldo in occasione della morte di Pinochet. Nella prefazione Luis Sepùlveda rievoca il momento emozionante in cui gli viene finalmente restituita, dopo tanto tempo, la nazionalità cilena.

 

 

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Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

Libri per bambini e ragazzi

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Capolavori Walt Disney al 25% di sconto

 

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Edizioni Spartaco

Ciao pink readers,

oggi vi segnaliamo alcune pubblicazioni delle  Edizioni Spartaco

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Marco Cocco, autore deluso, ex alcolista, dopo anni di rifiuti riesce finalmente a piazzare la trasmissione vincente: I favolosi anni ’85. La nostalgia è la chiave del programma, che ha subito un gran successo. L’idea semplice e per questo geniale sta nella costruzione di ricordi positivi in cui tutti possano riconoscersi: il profumo del piatto preferito da bambini, l’amore sbocciato da adolescenti su una spiaggia, la vittoria della Nazionale ai Mondiali di calcio. A dare voce alle storie è lo speaker arrivista, calcolatore ma bravissimo, Charlie Poccia. Sulle sue tracce cerca di mettersi Irene Castello. Manager in carriera, al culmine dell’affermazione professionale la giovane donna si ammala di una sindrome unica: non riesce più a decifrare le parole della gente, che per lei suonano come bisbiglii incomprensibili. Chissà se la dolcezza amara delle frasi ascoltate alla radio riuscirà a riportarla alla normalità.  (In uscita il 5 ottobre)

 

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In un mondo trans-globalizzato, le persone sono considerate alla stregua di prodotti finanziari. Dalla categoria dei derivati di classe B – gente letteralmente alla deriva – si sale fino ad arrivare ai tripla A, esseri eterni, sempre giovani, menti superiori. È a questi estremi che appartengono i protagonisti del romanzo. L’immortale racconta il suo tempo immobile, che viene rotto dall’insolita richiesta di una donna: «Scrivimi una canzone». Pur nella sua perfezione, egli si scopre incapace di mettere insieme parole e note, perché ha smarrito la sua umanità. Sul versante opposto, un cantautore di scarso successo, uomo di classe B, vive il declino dei cinquant’anni ed è costretto a lavorare nell’Archivio Digitale Permanente, dove si scelgono le canzoni da perpetuare e quelle da cancellare definitivamente. Si sottopone quindi a una terapia psico-musicale per ritrovare la sua ispirazione e così incappa in un’amara sorpresa: durante una seduta ascolta un suo brano dimenticato, che risulta però depositato vent’anni prima. La storia dei due finisce per convergere sulla figura di un misterioso cantore-poeta. Il tempo e la musica che lo scandisce, da sottofondo, diventano colonna sonora portante di un libro che ripropone temi pressanti: l’incedere dell’età, la paura di invecchiare, la liquidità di sentimenti e passioni, l’amore, la noia del vivere quotidiano, l’affanno di apparire giovani e la necessità di restare bambini.

 

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Traiano convoca a palazzo Plutarco: in Spagna sono state rinvenute alcune pergamene preziose perché scritte di proprio pugno dall’oratore e condottiero Quinto Sertorio. L’imperatore incarica lo scrittore e storico greco di mettere ordine in quei documenti risalenti al I secolo avanti Cristo, sfrondando e limando, per restituire dignità a un grande uomo di Stato condannato all’oblio. E così, attraverso un’autobiografia, Sertorio in prima persona racconta gli avvenimenti drammatici e affascinanti della sua vita: il legame con la madre e il pedagogo Filostrato, l’educazione rigida, gli studi, le amicizie, l’amore bruciante per Flavia, l’affermazione come oratore nella Capitale. Vicende familiari ed episodi di vita pubblica si intrecciano, sullo sfondo di una Roma spaccata in due fra popolari e aristocratici. Con la dittatura di Silla, al democratico Sertorio non resta che superare Alpi e Pirenei fino alla terra dei suoi antenati materni. Proprio qui l’eroe di Aquae Sextiae, orbo di un occhio, acclamato dal popolo come un nuovo Annibale, diverrà un ribelle contro l’Urbe dando ai suoi partigiani, iberici e non, usi e istituzioni romane, con l’intento non di abbattere la Repubblica, ma solo la corruzione che in essa si annida. Inferti gravissimi danni agli eserciti di Metello e Pompeo, alla fine cade vittima del tradimento. Storia, leggenda e invenzione letteraria si fondono in un libro avvincente. Personaggio straordinariamente attuale, Quinto Sertorio nei Paesi iberici è tuttora ritenuto un eroe nazionale ed è oggetto di saggi e racconti. È tempo che la sua figura sia riscoperta anche in Italia.

 

 

 

La rivincita di una libraia

Sliding doors ci insegna che nella vita è tutta questione di porte scorrevoli: in base a quale imbocchi il tuo destino può cambiare completamente.

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Ma perché accettare supinamente il fatalismo se il libero arbitrio ci consente di opporci? Kitty ha 38 anni e gestisce una libreria insieme alla sua amica Frida. Non ha una relazione sentimentale ed è una single insoddisfatta perché convinta di aver perso la sua occasione e di non aver scelto quella condizione.

Gli affari alla libreria vanno male, i genitori sono partiti per una vacanza, Kitty inizia a sognare di notte un’altra esistenza, un’altra situazione che la vede sposata, moglie amata e madre di tre gemelli. La cosa si ripete ogni sera appena si addormenta non può impedire di venire visitata da quel sogno che sembra così reale e le fa credere di stare conducendo una doppia vita.

Le mie scorrerie notturne tendono al fantastico, mi proiettano al di fuori del tempo e dello spazio convenzionali. Sono arrivata alla conclusione che questo è dovuto al fatto che leggo molto

Ma se all’inizio Kitty si bea di quanto è coccolata dal marito, della bella casa in cui abita e della vita che conducono, ben presto scopre che in quell’altro mondo però ci sono delle storture, dei segreti, dei problemi che incrinano quell’apparenza tutta di perfezione.

Uno dei suoi figli è autistico, la sua amicizia con Frida è rovinata per sempre e i genitori sono morti in un incidente aereo.

Kitty non è più sicura di voler vivere la vita dell’altra e comincia a temere di rimanere intrappolata, invischiata in tutti i problemi e le difficoltà di Katharyn. E soprattutto comincia a domandarsi, tra le due situazioni, quale sia la realtà e quale il sogno.

Una storia originale, basata sulla quotidianità che spesso non ha nulla di avventuroso ma è dannatamente difficile da affrontare.

In una formula avvincente che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina, si trova riversato un flusso incessante di ricordi che si confondono tra passato, presente e futuro.

La verità è molto più semplice di quanto sembri, ma non è tutta rose e fiori, fino ad arrivare a diventare un incubo.

Non a caso il libro si apre con questa citazione di Katherine Anne Porter (Lettere)

Fidati della tua felicità e della ricchezza della tua vita in questo momento. Sono reali e ti appartengono come qualunque altra cosa ti sia mai capitata.

Il Drago Verde

Candidata al premio Orange e al South African Boeke Prize, premiata nel 2002 come “Miglior Nuovo Scrittore” agli Elle Style Awards, la Thomas continua a far appassionare ai suoi romanzi lettori di ogni età e di tutto il mondo, creando dei veri capolavori della narrativa contemporanea. E il suo ultimo romanzo non delude le aspettative.

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Effie Truelove è un’alunna dell’Accademia Tusitala per Ragazzi Dotati, Problematici e Bizzarri, un edificio strano e misterioso dove imperversa un’insegnante così terribile che fa venire gli incubi ai suoi studenti. Effie crede nella magia, proprio come suo nonno Griffin, che però non vuole parlarne né insegnarle nulla. Un giorno il nonno tanto amato è vittima di un’aggressione e finisce in condizioni critiche all’ospedale. Così incarica la nipote di prendersi cura della sua biblioteca. Ma un oscuro collezionista di libri antichi le ostacola la strada appropriandosi di tutti quei volumi, tranne uno. Quando Effie apre quel libro misterioso viene catapultata in un altro mondo, affascinante e al tempo stesso pericoloso. Qui si troverà ad affrontare la Diberi, un’organizzazione segreta che pianifica di distruggere l’intera umanità. Per Effie è impossibile farcela da sola e dovrà chiedere aiuto a degli amici molto speciali…

 

Il Drago Verde è come ruzzolare giù lungo una nuova tana del bianconiglio, che ammalia e strega. Un universo vicino al lettore, nuovo e, a tratti, familiare, un mondo nel quale avventurarsi e perdersi. E, all’ultima pagina, lascia il lettore con un profondo senso d’abbandono per quella parola “fine”.

Fin dalla prima pagina, Effie cattura la nostra simpatia, portandoci per mano nella sua vita, facendoci provare il profondo dolore per la perdita del nonno e della biblioteca che le era stata donata. Ci fa provare quel desiderio di entrare a far parte di quel mondo al quale sente di appartenere ma che, fin dall’infanzia, le è stato negato. E lo fa con una semplicità e una bontà d’animo che è impossibile non amarla. E con lei, i suoi compagni d’avventura, ragazzi buffi e fedeli, pronti ad aiutarla, affrontando ognuno le proprie paure con un unico fine: trovare l’amicizia e la magia.

Il ritmo del libro è incalzante e non consente al lettore di alzare gli occhi da quelle parole stampate, tenendolo incollato alle pagine. I personaggi vengono descritti con suprema maestria, con le loro paure, debolezze e forze, rendendoli familiari come i più cari e vecchi amici.

È una nuova frontiera del fantasy, un universo unico e affascinante dove le principesse non attendono l’arrivo del cavaliere che le salvi dal drago, ma lo affrontano e lo sconfiggono, con astuzia e intelligenza. I protagonisti non sono i classici eroi, consapevoli del proprio del destino e pronti ad affrontarlo: sono giovani adolescenti, pieni di paure e desideri, pronti a correre verso quel futuro misterioso e, al contempo, affascinante, pronti a mettersi in gioco, a conoscere se stessi come i ragazzi di tutto il mondo.

In fondo, come Effie e i suoi amici scopriranno, conoscere se stessi è come leggere le pagine di un libro: conosci l’inizio del racconto e lo scopri ad ogni pagina, ad ogni capitolo. E l’importante, come dice Griffin Truelove, non è leggere un libro ma “essere l’Ultimo Lettore”.

Il blues del ragazzo bianco

Esce oggi una novità Fazi Editore letta in anteprima da Maria Capasso.

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«Questa è la storia di Gunnar Kaufman, «il negro demagogo»: ultimo discendente di una dinastia di «devoti leccaculo servi dei bianchi» – un padre ufficiale di polizia e una madre autoritaria che canta le lodi dei suoi discutibili antenati –, Gunnar trascorre un’infanzia serena e priva di tensioni razziali nell’agiata Santa Monica. Tanto che, quando la madre prospetta a lui e alle sue sorelle la possibilità di andare in vacanza in un campeggio per soli neri, la risposta è univoca: «Nooooo!». Il motivo? «Perché loro sono diversi da noi». Risposta sbagliata. In un attimo la madre li carica tutti in macchina e la famiglia si trasferisce a Hillside, ghetto nero di Los Angeles dove i vicini ti salutano con un insulto e il pestaggio è sempre dietro l’angolo. Qui ha inizio la scalata di Gunnar, che da outsider riuscirà non solo a inserirsi nella comunità, ma a diventare poco a poco un idolo delle folle, in una strenua battaglia contro tutti i capisaldi della società americana. Fra basket e poesia, gang di strada, mogli giapponesi comprate per corrispondenza e suicidi di massa innescati da fraintendimenti, Paul Beatty si diverte e ci fa divertire pagina dopo pagina con la sua vivida immaginazione.
Un esordio potente, audace e rivelatore, per quella che ormai è considerata una delle voci di spicco della letteratura americana contemporanea.

Il romanzo narra della triste e avvincente storia di un giovane poeta ribelle che convince i neri americani a rinunciare alla speranza e a uccidersi in un crescendo di furia autodistruttiva.  Gunnar è un ex-ragazzino figlio di un padre poliziotto che sapeva stare agli scherzi dei bianchi, giocando e stando al loro gioco, è cresciuto in quartiere bianco e abbastanza civile di Santa Monica. Una novità sconvolge la sua ruotine e stile di vita da “bianco”, viene poi scaraventato in un ghetto nero di Los Angeles dalla madre, e lui e le due sorelle affermano che non avrebbero voluto andare in un campeggio per soli neri, perché loro non si riconoscono in loro, ma nei bianchi.  Per il giovane Gunner il colore nero era motivo di abbandono e disprezzo.  A Hillside, quartiere dove abitano orde di mongoli americani depauperati: latinos, asiatici e negri duri come rocce, la sua esperienza da ragazzo nero, con violenza e azioni poco piacevoli. Man mano che Gunnar diventa grande, più si sente intrappolato nella sua “razza” e inizia a scrivere poesie disperate.  Ma ciò che mi ha più colpito e fatto intristire, è il rifiuto di un’identità, perché non vorrei mai indossare questo disprezzo per la mia radice.

Una potente satira sulle origini e sulla vita in cui ci ritroviamo a vivere, scritto con una vena comica che rende scorrevole anche le scene più dolorose.

Il blues del ragazzo bianco è un libro da leggere e far scorrere dentro, anche se fa male, perché Beatty è un maestro nel mettere a nudo i pregiudizi di razza, denunciando il continuo “mobbing” alla quale sono sottoposti a causa di un colore.

 

Io e Marylin

Letizia Asciano, uno dei volti di Pink, ci racconta del suo mito…

“Dai a una ragazza le scarpe giuste e conquisterà il mondo”. Quante donne sono state ispirate da questa frase dell’icona e simbolo di bellezza Marilyn Monroe? Sin da piccola sono stata stregata dal suo sguardo e dalla sua ambizione, la sua essenza è qualcosa di assolutamente unico, magico, qualcosa che non può essere spiegata a parole, come disse il regista Jean Negulesco.

Norma Jeane Mortenson Baker Monroe, in arte Marilyn Monroe, ha salito ogni gradino della sua vita come se fosse una scalata ripidissima sin dall’infanzia, da quando venne “sbattuta” da un orfanotrofio all’altro e cambiando continuamente famiglia, non avendo praticamente alcun modello familiare su cui contare. Si è fatta strada nel difficile mondo del cinema lavorando inizialmente come modella su consiglio di un fotografo che l’aveva notata. Non ha avuto grande successo dalla critica nei primi anni in cui ha passato la maggior parte della sua vita a recitare parti minori a volte non comparendo affatto nei credits, ma molte di queste pellicole le consentirono di accrescere sempre di più la sua fama. Nel 1953 divenne una delle più grandi dive del cinema grazie a pellicole come Niagara e Gli uomini preferiscono le bionde, e successivamente si consacrò la Marilyn che tutti noi oggi conosciamo: icona assoluta di eleganza, sensualità e perfezione. Tutti sanno che però dietro a tutto quello che lei rappresentava e che tutte noi vorremmo essere si nascondeva qualcosa di molto più grande di lei. Tanta insicurezza e fragilità causate sia dalla mancanza di figure familiari sia dai molteplici mariti che l’hanno abbandonata. Cercava l’amore, quello vero, cercava qualcuno al quale abbandonarsi completamente, ma questa storia ha un finale molto triste. Lei però, nonostante tutte queste paure e difficoltà (pensate che aveva paura del palcoscenico, motivo principale dei suoi ritardi sui set!), si è sempre rialzata e ha sempre mostrato al mondo intero quel suo sorriso così sgargiante, quella sua energia, quei suoi modi di fare così dolci e allo stesso tempo così accattivanti che ce ne hanno fatto innamorare, me per prima!

Io sono stata influenzata da lei non solo come modello di eleganza e femminilità ma prima di tutto come lavoratrice, insegnandomi che nella vita niente ti viene regalato ma solo con ambizione e fatica si raggiungono i risultati. Io ho iniziato studiando teatro a scuola, e negli anni successivi mi sono sempre più appassionata al mondo della recitazione. Il teatro mi piaceva, ho preso anche lezioni di canto, ma ciò che più mi affascinava era il meraviglioso mondo del cinema. Tutto ciò che c’è dietro a un film mi incanta, dalla stesura del copione agli effetti sonori, dalle luci alla scenografia, dal magico momento in cui senti “Azione” ai video di backstage. Sento di poter dire che ciò che desidero più al mondo è fare di questo la mia quotidianità. A 24 anni sono decisa e determinata a voler intraprendere questo percorso, ho lasciato molte cose alle mie spalle per continuare su questa strada perché sono sicura di me e di quello che voglio, che è ciò che aveva lei! Ha girato moltissime pellicole, alcune minori altre di grande successo, ma ciò che ammiro di più è il fatto che non importava se il film era bello o brutto perché il film era lei, tutto le girava intorno; rendeva speciale qualsiasi cosa con la sua presenza, poteva rendere anche il più brutto dei film un capolavoro, ed io ambisco proprio a questo: vorrei essere come lei, sentirmi protagonista di un mondo magico, sicuramente pieno di insidie, ma speciale. Marilyn ha iniziato la sua carriera posando come modella e chissà se il mio percorso non sarà lo stesso, per ora il cammino è ancora lungo ma l’ambizione e la voglia sono un fuoco dentro di me. Siate decise e ricordate sempre:

“Non accettate le briciole. Ci hanno fatto donne, non formiche”.

Letizia Asciano

Eventonic.it Una vita di eventi

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Basato su un’intuizione geniale è il sito che cercavi se vuoi organizzare un evento, una cerimonia, una riunione aziendale. Da un’idea giovane e lungimirante può nascere un grande progetto che sfrutta le molteplici potenzialità del web tramite l’abbattimento di tutte le barriere.

Avvalendosi di una piattaforma che mette in comunicazione la domanda e l’offerta nel campo delle strutture ricettive, Eventonic.it ha come obiettivo quello di assistere e coadiuvare i professionisti che operano nel settore facendoli incontrare con la clientela che necessita di avvalersi delle loro location e delle loro prestazioni d’opera.

Sei un operatore e desideri promuovere il tuo hotel o ristorante? in Eventonic.it puoi trovare la vetrina adatta per pubblicizzare la tua attività.

Sei un professionista che si occupa di musica, fotografie, addobbi floreali? La tua competenza specializzata potrebbe essere molto richiesta da chi organizza una cerimonia.

Sei un privato che deve organizzare una festa o un matrimonio? Scegli la formula che fa per te (location o catering), tramite la mappa individui l’operatore o la struttura più vicina e ti documenti con gli approfondimenti contenuti nel blog.

Per ogni progetto scegli la cornice ideale: vuoi ambientare un matrimonio da favola in un casolare antico o cerchi il ristorante per una serata intima in riva al mare? Basta esprimere un desiderio e avviare la ricerca. Al resto pensa Eventonic.it.

Scopri i segreti dell’offerta enogastronomica e alberghiera più qualificata.

Un’ottima opportunità da sfruttare, ancora per poco in offerta gratuita.

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Abc make-up: i colori adatti alle bionde

Avete i capelli biondi e la pelle candida ?

Quando vi truccate vi sembra che non utilizzate i colori giusti?

Oggi vi aiuterò a scegliere i giusti colori !

Se avete le pelle chiara o medio chiara, il fondotinta deve essere beige dorato o leggermente ambrato.

Per gli occhi evitate le tinte vivaci, scegliete colori tenui e caldi potete scegliere tra le varie tonalità di marrone, arancio dorato e tutte le tonalità dell’oro.

Per le gote, il blush da scegliere è nelle sfumature degli aranciati, ambrati, albicocca e mattone tenue.

Per le sopracciglia, che generalmente sono chiare, utilizzate una brown pencil castano chiaro.

Infine per le labbra scegliete i colori dal terracotta ai mattoni con il contorno tono su tono, anche i rossi sono ottima scelta!

Avete ancora dubbi?

Contattatemi su pinkmagazineitalia@gmail.com