Il labirinto degli spiriti

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi l’ultimo capitolo della Tetralogia di Zàfon. Ecco le sue impressioni.

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Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. E in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo “L’ombra del vento”, Carlos Ruiz Zafón torna con un’opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. “Il labirinto degli Spiriti” è un romanzo fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di, raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

“Una storia che non ha un principio né una fine, ma soltanto porte d’ingresso”

Il labirinto degli spiriti, è il quarto tomo dell’opera conclusiva della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati. La storia è ambientata in una Barcellona di fine anni ’50. Pagina dopo pagina, ho assaporato ogni avvenimento, ogni personaggio; più leggevo e più scoprivo dettagli,  particolari importanti della storia, girovagando attraverso le strade tenebrose di Barcellona, stregata di libri.

“Ci sono libri che ci fanno perdere la nozione del tempo introducendoci in un mondo di parole che ci trattengono tutta la giornata o tutta la vita.”

L’autore attraverso un linguaggio magnetico ci (ri) conduce nelle vite , colme di segreti e ricordi, di vecchi personaggi: la famiglia Sempere, Bea, Fermin, che abbiamo imparato a conoscere e amare nei primi libri.
Daniel Sempere, non è più il ragazzo innocente che abbiamo incontrato nei libri precedenti, ma un uomo offuscato dall’odio e dalla vendetta per la prematura morte di sua madre Isabelle e attende di conoscere solo la verità. Ecco che, con una magistrale scrittura, l’autore ci conduce alla scoperta di avvenimenti che si avvicendano in maniera impressionante e aggressiva, regalando al lettore  particolari importanti della storia.

“Il racconto si assembla come una matrioska in cui ogni trama ogni personaggio conduce a un altro e questo, a sua volta, a un altro ancora e così via.”

Nonostante la mole del libro, Zafón non delude i suoi lettori, ancora una volta la magia della storia ci  affascina e ci trasporta in situazioni in cui la menzogna e l’illusione avvelenano gli uomini.

“Un libro non si finisce mai e che, con un po’ di fortuna, è lui ad abbandonarci per non farci passare il resto dell’eternità a riscriverlo.”

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