La piccola casa dei ricordi perduti di Helen Pollard

Sia la copertina che il titolo di questo romanzo dispongono a uno stato d’animo rievocativo.

La piccola casa dei ricordi perduti suggerisce e prepara a una storia di nostalgie e passato mentre la lettura vera e propria, a partire dall’inizio, è una doccia d’acqua fresca che trasporta nel presente e proietta verso un futuro tutto da scoprire. La narrazione irrompe nel bel mezzo di una scena piuttosto imbarazzante, in una cornice vacanziera che è destinata a non rimanere semplice sfondo della vicenda, La Cour des Roses.

Una brutta sorpresa rischia di rovinare tutta la vacanza di Emmy (o Emmeline, come non vuole essere chiamata!) ma può diventare l’occasione per valutare anche altre possibilità che a priori ci eravamo preclusi. Capita che un evento indesiderato faccia aprire gli occhi sulla realtà che stiamo vivendo, nella quale ci siamo adagiati, e che pensiamo di aver scelto.

Non sempre la vita che conduciamo è quella che realmente desideriamo; a volte è il risultato di una serie di compromessi a cui ci siamo accomodati per ragioni di opportunità, di comodo, logistiche. Ma questo libro mostra proprio che un’alternativa è possibile e realizzabile contrariamente a quanto sembra. Innanzitutto recuperando se stessi, riscoprendosi nella propria individualità e nel proprio valore, spesso offuscato da prospettive che avevamo dimenticato di condividere veramente; e poi riappropriandosi del proprio tempo per cercare di capire che cosa ci rende davvero felici.

Romantico al punto giusto, con quel pizzico di piccante che non guasta, è un libro educato e divertente, coinvolgente in un’atmosfera da sogno rappresentata da questa villa francese immersa nel verde della regione della Loira, sapientemente ricreata con profumi, odori, sensazioni.

Il finale è proprio quello che ci aspettavamo e che volevamo per la protagonista, Emmy alla quale non possiamo non affezionarci. E con lei a tutti gli amici che abbiamo imparato a conoscere: Rupert, il proprietario della villa abbandonato dalla moglie, Madame Dupont di poche ma sagge parole, il giardiniere aitante Ryan, il contabile fascinoso Alain, Sophie la parrucchiera che fa miracoli, la madre generalessa in carica, il paziente padre, il fratello libertino, fino a quelli meno simpatici, ma che danno impulso alla storia e cioè Nathan l’ex fidanzato, e Gloria, la moglie di Rupert, che fuggono insieme.

Scritto in modo chiaro e scorrevole, con uno stile fresco e accattivante, merito anche della traduzione sicuramente, è stata un’ottima compagnia e l’ideale lettura estiva. Consiglio di leggerlo rigorosamente all’aperto, magari in un giardino circondato da rose in fiore sognando a occhi aperti “la vacanza della vita” e aspettando il seguito che l’autrice nelle ultime pagine ci preannuncia.

Link d’acquisto: La piccola casa dei ricordi perduti

 

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