Una corsa nel vento

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi un bestseller della scrittrice più amata dalle lettrici italiane, Jojo Moyes (Mondadori).

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Londra. Henri Lachapelle sta insegnando alla giovane nipote Sarah a cavalcare. Ma quando la tragedia irrompe, Sarah è lasciata sola a fronteggiare le terribili conseguenze. In un altro angolo della città l’avvocato Natasha Macauley è costretta a dividere la casa con il suo carismatico ex marito. Quando la sua strada incrocia quella di Sarah, la vita sembra di nuovo offrirle una possibilità. Natasha però non sa che Sarah custodisce un segreto in grado di cambiare per sempre le loro vite.

Una corsa nel vento è un libro che cattura l’interesse del lettore molto lentamente, pagina dopo pagina, è una storia talmente appassionante che è difficile staccarsene. Tra silenzi e rimpianti, l’autrice ci regale una storia in cui traboccano sentimenti di vita reale, cuciti su personaggi che potrebbero far parte della nostra vita. E’ un libro che racconta sottovoce una storia di solitudine e di segreti, di legami inscindibili e dell’amore verso gli animali.

Dopo la morte della nonna, Sarah vive sola col nonno, il quale le ha donato la passione per l’equitazione, insegnandole salti sorprendenti che sfidavano la gravità.

“Un cavallo può fare cose bellissime, incredibili, se si riesce di chiederglielo nel modo giusto. Si tratta di liberare le sue capacità… e poi farglielo mettere in pratica. E ancora di più, di convincerlo a farlo perché lo vuole. Perché solo così può raggiungere la sua perfezione ”.

L’unico rifugio per entrambi sono le scuderie di Cowboy Jhon, solo in questo luogo riescono a scappare dal rumore e dal caos incessante delle strade di Londra. Quando Sarah monta in sella, respira l’odore del corpo caldo del suo cavallo, libera la mente da ogni pensiero diventando tutt’uno col suo splendido animale. Guardando Sarah a cavallo, il nonno ricorda con rimpianto la sua esperienza da cavallerizzo al Cadre Noir di Saumur, “un’arcana organizzazione di cavallerizzi francesi d’élite che esisteva dall’inizio dell’Ottocento”. Dopo un’infanzia disordinata, unirsi alla cavalleria fu per Henri un’ancora di salvezza. Infatti, quando cavalcava si sentiva “un uomo con le ali” creando un legame armonioso col suo cavallo.

“Penso che, se diventerò un cavallerizzo, sarò un uomo con le ali”. Senofonte, Sull’equitazione.

Non aveva fatto i conti con l’amore. Così Henri, oggi ricorda i sogni di una vita passata con nostalgia e malinconia.
Purtroppo, un giorno il meraviglioso legame tra il nonno e Sarah viene bruscamente interrotto…

Forse sarò di parte perché adoro la Moyes, ma voglio dirvi che questo romanzo merita di essere letto, l’autrice affronta problemi sociali interessanti e attuali. Il rapporto di amicizia tra la protagonista e il suo cavallo è meraviglioso. Sarah e Boo sono talmente in sintonia da condividere o meglio sentire le proprie emozioni. Il loro rapporto è così prezioso da permettere a Sarah di inseguire il suo sogno, dimenticando tutto e concentrandosi sul puro piacere di essere in armonia col suo animale, riponendo in lui tutte le sue speranze e quelle del nonno.

Link di acquisto: Una corsa nel vento

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