L’evento Ladies and Gentleman by Le Salon de la Mode

“Il valore del made in Italy” con la manager del fashion conquista i paesi Emirati

“Le Salon de la Mode” Domenica 7 maggio, ha presentato “Ladies and Gentlemen” nel prestigioso “Palazzo Ferrajoli” domenica 7 Maggio 2017 a Roma in piazza Colonna 355.

Un appuntamento esclusivo con moda, arte, musica e cinema; un viaggio nel mondo della tradizione e dello stile: quello unico e inconfondibile del nostro Made in Italy.

Una serata magica con una grande kermesse di premiati ed ospiti importanti come uno dei più importanti esponenti del fashion system internazionale Mounir Laamari insieme ad una delegazione degli Emirati Arabi e del team di “The Castle”, organizzazione volta a creare Business nel Medio Oriente. Una realtà che oggi rappresenta una grande opportunità di crescita economica per il nostro Paese con la quale la brillante fashion manager Gabriella Chiarappa di Le Salon de la Mode ha stretto un accordo dichiarando:

“È un momento molto importante per le Salon de la Mode ed una grande opportunità per i nostri brand interessati al Business in Medio Oriente”.

Un appuntamento unico che evidenzia il valore del made in Italy e il potere dell’internazionalizzazione.

Alle ore 15:00, le meravigliose stanze di Palazzo Ferrajoli, hanno ospitato il Seminario “Il vero business in Medio Oriente” dove è stato presentato il progetto ed il team “The Castle” e si è parlato di evoluzione del business della moda, dei mercati in sviluppo, di qualità del made in Italy, di opportunità per molti brand. Ospite d’onore e Partner dell’evento la Maison Sarli New Land con Carlo Alberto Terranova uno dei designer più rappresentativi della moda del nostro paese.

Alle ore 18:30, si è svolta una performance di Istant fashion con Antonio Extempore, proseguendo con  la presentazione dei brand espositori accuratamente selezionati e rappresentanti dell’eccellenza e dell’artigianalità italiana –  Katia Tasselli, Carrara Home Design (oggetti d’arredo di lusso), l’eleganza intramontabile di Aisha e il suo sguardo al futuro, Reciti Luxury bags e la mini capsule collection “Tresor”, Bags Clybo con le sue originali borse ispirate alle costellazione e al mare Mediterraneo, Angelo Caroli  perfume “emozioni per l’anima”, Brutta Spose Couture, Re Legno papillon design di qualità, ‘Stybel’ di Stefania Belfiore, ‘Vero Italy’ un market place che si occupa di prodotti esclusivamente Made in Italy e ‘Caffè Filicori’.

Presente all’evento una giuria d’eccezione composta da: Marco Eugenio Di Giandomenico, critico della sostenibilità, Accademia delle Belle Arti di Brera; Roberta Ammendola, giornalista Rai Tg3 Regione Lazio; Pino Ammendola, attore e regista; e il noto stilista Carlo Alberto Terranova, che durante la serata ha assegnato dei premi di categoria ad illustri esponenti del mondo dello spettacolo e non solo.

Premio alla carriera sezione cinema all’attore Pino Insegno, premio sezione giornalistica alla giornalista Rai Adriana Pannitteri, premio sezione musica per il musical “il Figliol Prodigo” sostenuto da Papa Francesco a Fabio Perversi (Matia Bazar) e Gino De Stefani, premio per la musica al direttore d’orchestra a Cinzia Pennesi, ed infine un premio dedicato alla moda in ricordo dell’icona di stile Dalidà all’attrice italiana Maria Letizia Gorga.

Tra gli ospiti intervenuti: Maria Rosaria Omaggio, Antonella Salvucci, Lisa Marzoli conduttrice Rai Uno nel programma “Se fatta Notte” con Maurizio Costanzo che tornerà in onda il 20 maggio, la giornalista e critica di moda Mariella Milani, Amalia Grè nota cantante jazz, il make up artist Antonio Quattromani, la giornalista e scrittrice Anna Maria Piacentini membro del Sindacato Nazionale Gionalisti Cinematografici con il ruolo di Sindaco, Erika Emme Fodre membro della Camera di Commercio estera Repubblica Domenicana, Carla Montani e Lucio Dessolis, Giuseppe Ferrajoli, Massimiliano Baccanelli, Daniela Cecchini, l’attrice Francesca Stajano , il food blogger Marco Ricci , la Blogger Sonia Rondini, molti altri esponenti del settore Cinema, Tv, Moda, Media e Spettacolo.

Per finire l’eccellenza musicale di Italia Vogna accompagnata da Massimo Melodia, con le note da sogno in chiave brasilian jazz accompagnate da un elegante cocktail a cura di ‘La spigola della Sabina’.

Patrocinato dalle Camere di Commercio Estere Cuba e Rep. Domenicana e dalla Camera Nazionale della Moda Giovani Designer.

Con la collaborazione dei media partner Fabuk Magazine FABEU e Alpi Fashion Magazine, lo staff de Le Salon de la Mode, il make up artist Mauri Menga e ‘Studio11’ parrucchieri.

General Manager Gabriella Chiarappa

Telefono e-mail lesalondelamode@gmail.com

Ufficio stampa & Pr. Cristina Attinà e-mail cristiattina@hotmail.com

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Back to the 80’s!

Il detto “Non ripetere gli errori o, meglio, gli orrori del passato” sembra che non valga per la moda, che si ripete e ci ripropone ogni anno qualche must del passato che spesso invece di farci sentire belle, ci rende solo un po’ ridicole! A mio modesto parere ci sono diversi elementi del passato, soprattutto degli anni ottanta che non vorrei mai tornassero di moda:

  • I ciucciotti di plastica. Chi non si ricorda la moda odiosa degli anni ottanta di farsi enormi collane con appesi orribili ciuccetti di plastica? In colori sgargianti flou, che penzolavano dalle magliette senza alcuna dignità, decisamente anacronistici a prescindere dall’età di chi li porta.
  • Le treccine in testa. Un’altra moda caustica degli anni Ottanta era quella di farsi migliaia di treccine in testa, sui capelli lunghi, chiuse con altrettanti elastici minuscoli tutti colorati, che ci rendevano simili al mitico Ruud Gullit, femminili come una abat-jour, scomode, soprattutto nel momento di lavare e pettinare i capelli.
  • L’ombretto celeste. Era terribile colorare con l’ombretto celeste l’intera palpebra dell’occhio, che spesso non faceva cielo, ma occhio livido da incontro di box andato male, pesante anche per i lineamenti più delicati, che io mi sento di sconsigliare a tutti, anche a quelli con gli occhi chiari.
  • I pantaloni a zampa. Negli anni Settanta compaiono i terribili pantaloni a zampa ed è subito Cugini di Campagna: sono dei pantaloni che a meno che tu non sia una modella magra e alta due metri, ti fanno sentire un salsicciotto insaccato perché spesso erano da portare attaccati alla pelle, soprattutto i jeans. Qualche stilista li ha riproposti, consigliati solo alle più temerarie e nostalgiche del passato.
  • Il marsupio. Tremendo, sia per l’uomo che per le donne, era il marsupio, soprattutto quello colorato e di plastica, per l’uomo l’evoluzione del non più bello “borsello”, che ogni tanto vediamo ancora in giro a qualche turista tedesco in pendant coi calzini bianchi e il sandalo aperto, che ti strizzava il giro vita e aumentava la pancia, terribile portato con la camicia o sopra un paio di pantaloni eleganti .
  • Le tute di ciniglia. Tanto amate da diverse star televisive del panorama nostrano, le tute di ciniglia, per lo più Made in China, avevano la caratteristica di farti sudare a prescindere, perché completamente sintetiche, la ciniglia inoltre era di un colore lucido e cangiante che mentre correvi, o semplicemente camminavi, ti rendeva simile a un pagello impanato.

Con coraggio, faccio outing e dichiaro di aver messo ognuno di questi indumenti almeno una volta nella vita, volevo essere alla moda, non ho avuto un’infanzia travagliata, ma tutt’ora quando guardo le foto mi trovo terribile, per cui auspico ad un rinnovamento e innovazione della moda non a nostalgici tuffi nel passato che non rendono giustizia alla bellezza delle donne!

Vanessa Aresu 

Un piccolo negozio di fiori a Parigi

Ciao Pink Readers,

Pronti per una nuova lettura ambientata nella città più romantica del mondo?

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C’è un negozio di fiori, nel cuore di Parigi, che raccoglie una magia impossibile da spiegare a parole. Il suo nome è L’Étoile Manquante. L’anziano proprietario, Dominique Brulé, sa che ogni fiore può nascondere un vero e proprio balsamo per l’anima. Lui stesso, quando è venuta a mancare la stella della sua vita, ha scoperto tra i colori e i profumi di quella bottega un conforto inaspettato e ora si adopera per regalare agli altri la felicità. Un po’ filosofo, un po’ prestigiatore, sa intuire gli stati d’animo, consigliare il fiore giusto per ogni ferita del cuore, trovare le parole adatte ad accompagnare una gioia, un dolore, un’illusione necessaria. Ospiti fisse del negozio sono Mercedes e Tilde, partite dalla Spagna tanti anni prima per inseguire un sogno o la fortuna. Le loro giornate ruotano intorno a quella bottega, ancorate all’amicizia che le lega, scandite dalle irrinunciabili perle di saggezza di Brulé, il «traduttore di fiori». Un giorno, come un improvviso vento fresco, irrompe in quella lenta routine Violeta: vent’anni, incinta e con il cuore spezzato. Assunta come assistente fiorista, porterà lo scompiglio in quelle tre vite silenziose, risvegliando il profumo di emozioni che vogliono tornare a sbocciare. Mentre lei, accolta con affetto da quell’insolita famiglia, imparerà ad apprezzare i doni che ogni stagione può riservare, perché anche il buio dell’inverno che sta attraversando è destinato a rivestirsi dei colori di una nuova primavera. Un romanzo delicato, dove la felicità sta nelle cose semplici e le seconde chance non hanno età. Una storia dedicata a chi sa emozionarsi «per un bacio al cinema, alla fine di un film, per un caffè caldo, per una pioggia inaspettata che solleva l’odore dell’erba, per uno sguardo dentro una vetrina, per una sedia vuota nel bar preferito, per una canzone che piace, per un nuovo mattino.»

Link di acquisto: Un piccolo negozio di fiori a Parigi

Strade di notte

Ciao booklovers,

tra le novità editoriali di giugno, non potete lasciarvi scappare Strade di notte di Gajto Gazdanov in uscita l’8 giugno per Fazi Editore.

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Un tassista russo vaga per le strade buie della Parigi degli anni Trenta. È una Parigi misera e splendida, popolata da un sottobosco di personaggi ai margini: nobili decaduti, filosofi alcolizzati, emigrati afflitti da manie di persecuzione, prostitute che imparano la professione da frequentatrici del demi-monde finite in disgrazia. Sono animali notturni, le mille sfaccettature della disperazione umana. Incontri fugaci regolati dal caso, compagni di viaggio con cui condividere un pezzo di strada nell’inevitabile cammino verso la morte. Il tassista osserva, ascolta e si lascia trascinare nelle loro tragiche, insulse esistenze per sfuggire alla solitudine che lo attanaglia e all’amara consapevolezza della vacuità della propria vita, una vita priva di legami e di futuro, una vita da esule, da eterno viaggiatore in terra straniera. Sullo sfondo di questo pellegrinaggio senza meta aleggia lo spettro della grande Russia, patria perduta e rimpianta, della quale in queste pagine si respira tutto il fascino malinconico.
Un romanzo cupo e toccante che ha molto di autobiografico: Gajto Gazdanov trascorse gran parte della vita in Francia, dove si guadagnava da vivere svolgendo i lavori più umili, fra cui quello di tassista notturno. Considerato una delle voci più interessanti dell’emigrazione russa, definito un Nabokov senza Lolita e paragonato a un Proust che si fa tassista, oggi è un vero e proprio classico moderno.

Per ulteriori informazioni: Fazi Editore

Una corsa nel vento

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi un bestseller della scrittrice più amata dalle lettrici italiane, Jojo Moyes (Mondadori).

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Londra. Henri Lachapelle sta insegnando alla giovane nipote Sarah a cavalcare. Ma quando la tragedia irrompe, Sarah è lasciata sola a fronteggiare le terribili conseguenze. In un altro angolo della città l’avvocato Natasha Macauley è costretta a dividere la casa con il suo carismatico ex marito. Quando la sua strada incrocia quella di Sarah, la vita sembra di nuovo offrirle una possibilità. Natasha però non sa che Sarah custodisce un segreto in grado di cambiare per sempre le loro vite.

Una corsa nel vento è un libro che cattura l’interesse del lettore molto lentamente, pagina dopo pagina, è una storia talmente appassionante che è difficile staccarsene. Tra silenzi e rimpianti, l’autrice ci regale una storia in cui traboccano sentimenti di vita reale, cuciti su personaggi che potrebbero far parte della nostra vita. E’ un libro che racconta sottovoce una storia di solitudine e di segreti, di legami inscindibili e dell’amore verso gli animali.

Dopo la morte della nonna, Sarah vive sola col nonno, il quale le ha donato la passione per l’equitazione, insegnandole salti sorprendenti che sfidavano la gravità.

“Un cavallo può fare cose bellissime, incredibili, se si riesce di chiederglielo nel modo giusto. Si tratta di liberare le sue capacità… e poi farglielo mettere in pratica. E ancora di più, di convincerlo a farlo perché lo vuole. Perché solo così può raggiungere la sua perfezione ”.

L’unico rifugio per entrambi sono le scuderie di Cowboy Jhon, solo in questo luogo riescono a scappare dal rumore e dal caos incessante delle strade di Londra. Quando Sarah monta in sella, respira l’odore del corpo caldo del suo cavallo, libera la mente da ogni pensiero diventando tutt’uno col suo splendido animale. Guardando Sarah a cavallo, il nonno ricorda con rimpianto la sua esperienza da cavallerizzo al Cadre Noir di Saumur, “un’arcana organizzazione di cavallerizzi francesi d’élite che esisteva dall’inizio dell’Ottocento”. Dopo un’infanzia disordinata, unirsi alla cavalleria fu per Henri un’ancora di salvezza. Infatti, quando cavalcava si sentiva “un uomo con le ali” creando un legame armonioso col suo cavallo.

“Penso che, se diventerò un cavallerizzo, sarò un uomo con le ali”. Senofonte, Sull’equitazione.

Non aveva fatto i conti con l’amore. Così Henri, oggi ricorda i sogni di una vita passata con nostalgia e malinconia.
Purtroppo, un giorno il meraviglioso legame tra il nonno e Sarah viene bruscamente interrotto…

Forse sarò di parte perché adoro la Moyes, ma voglio dirvi che questo romanzo merita di essere letto, l’autrice affronta problemi sociali interessanti e attuali. Il rapporto di amicizia tra la protagonista e il suo cavallo è meraviglioso. Sarah e Boo sono talmente in sintonia da condividere o meglio sentire le proprie emozioni. Il loro rapporto è così prezioso da permettere a Sarah di inseguire il suo sogno, dimenticando tutto e concentrandosi sul puro piacere di essere in armonia col suo animale, riponendo in lui tutte le sue speranze e quelle del nonno.

Link di acquisto: Una corsa nel vento

ABC make-up: la cipria!

Beauty lovers, pronte per una nuova lezione?

Il prossimo step per creare un trucco perfetto è la cipria.

La cipria è fondamentale per fissare il make-up.

È uno dei prodotti essenziali per rendere il viso opaco, specialmente nelle zona T (fronte, naso, mento), che spesso risulta lucida.

La cipria nasce in varie tonalità e in varie texture.

  • La cipria in polvere compatta è sicuramente la più diffusa per la sua praticità; ha infatti una confezione, spesso dotata di piumino e specchietto, molto pratica da tenere in borsa. Questo tipo di cipria è colorata e quindi bisogna stare attente a scegliere un colore che sia il più simile possibile a quello del fondotinta che abbiamo applicato. È ottima per i ritocchi veloci. 
  • La cipria in polvere libera invece è trasparente o solo lievemente colorata. Con questo tipo di cipria, data la sua polvere finissima, otterremo sicuramente migliori risultati, perché  non altera  il colore del fondotinta.  È  in assoluto il prodotto più usato dai truccatori!

Entrambi le ciprie, in polvere compatta e in polvere sciolta, possono essere applicate sia con il pennello per creare un finish più leggero sia con la spugnetta per avere un effetto più intenso.

Spero di essere stata utile, se avete ulteriori dubbi contattami su

pinkmagazineitalia@gmail.com