ABC make-up: Il correttore

Evidenzia lo sguardo, esalta la bellezza dai tuoi occhi!

Beauty lovers, si inizia con la prima lezione trucco!  Oggi parleremo di un prodotto indispensabile che ogni beautycase dovrebbe contenere :il correttore.

Il correttore o copri-occhiaie, è un prodotto che maschera le occhiaie, illumina lo sguardo e ha l’effetto ottico di lisciare la pelle intorno agli occhi, ma è utile e indispensabile anche per nascondere altri inestetismi.

Esistono varie tonalità e varie texture di correttori: arancio, beige, verde.

Ma vediamo meglio come vanno utilizzati.

Occhiaie

Le occhiaie sono gli inestetismi più odiati dalle donne, possono essere croniche o derivare da uno stile di vita poco sano:  fumare e dormire poco, per esempio.

Se avete problemi di occhiaie, non abbiate paura: munitevi di un correttore arancio. Se volete un’alta coprenza scegliete un prodotto in stick,  mentre per una media coprenza utilizzate un correttore liquido. Ricordatevi sempre di stendere sempre bene il prodotto; non usate quantità eccessive e applicatelo picchiettando con i polpastrelli dall’interno verso l’esterno, fissando il tutto con un po’ di cipria trasparente.

Se non avete grossi problemi di occhiaie ma volete  solo uniforme l’incarnato  della zona perioculare utilizzate un correttore in crema illuminante beige.

Brufoli rossi e couperose

Entrambi gli inestetismi tendono al rosso,  quindi il modo migliore per renderli meno evidenti è applicare su di essi un correttore verde. Utilizzate sempre poco prodotto e sfumatelo bene sulla zona da trattare.

Macchie della pelle

Le macchie della pelle sono di solito di un marrone scuro quindi scegliete un correttore beige simile alla vostra carnagione.

Spero di essere stata utile e se volete ulteriori consigli, contattatemi su pinkmagazineitalia@gmail.com

 

Io viaggio da sola

In una società aperta e libera come la nostra, sicuramente la donna trova mille opportunità e mille stimoli, ma siamo sicuro che siano egualitari a quelli degli uomini? Io direi proprio di no! Ci sono ancora molti tabù e limiti per noi donne, uno di questo è per esempio, viaggiare da sole. Se un uomo viaggia da solo per lavoro o per piacere nessuno si preoccupa, né corre grossi rischi, una donna che viaggia da sola, soprattutto per piacere è ancora vista con sospetto, corre molti più rischi di un uomo e deve limitarsi molto di più, si ha la stupida credenza che se sei in viaggio da sola sei in cerca di qualcosa, di avventure o esperienze estreme che possono in qualche modo metterti in pericolo, ecco perché vi do qualche regola per tutelare i vostri viaggi e viaggiare da sole in tranquillità, non rinunciando al vostro divertimento:

1 – innanzitutto cercare di arrivare nella città che si visita, con un volo aereo del mattino o al massimo del pomeriggio, in modo da avere tutto il tempo con la luce del sole e in orari molto frequentati, di trovare con comodo il vostro albergo.

2- prenotare sempre prima l’albergo, il bad and breakfast o l’airbn, in modo da essere tranquille ed avere dei punti di riferimento quando arrivate nella città sconosciuta.

3- la notte preferibilmente muoversi con il taxi, per chi ama guidare e ha un buon rapporto con il navigatore, si può facilmente affittare una macchina a noleggio, sarà sempre più sicuro di passaggi con sconosciuti o mezzi pubblici .

Queste sono le regole principali che io seguo quando viaggio da sola, e capita spesso, per tutto il resto, è divertente e appagante trovarsi sola in una grande città e godersela a pieno, sia per lavoro che per piacere, è bello perché ti misuri solo con te stessa e con i tuoi limiti per affrontare sorprese o imprevisti che sono sempre il sale della vita, per cui mi sento di dirvi, non rinunciate a viaggiare da sole, perché si possono vivere e incontrare emozioni e persone magiche che ti aiutano a diventare una donna migliore, si possono conoscere tante persone e vedere ed incontrare luoghi magici in cui perdersi per poi ritrovarsi. Per cui divertitevi e andate in giro per il mondo senza paura di sentirvi sole o indifese, perché ogni donna ha una forza e delle risorse molto più grandi di quelle di un uomo, basta solo ricordare la maternità, credo che dio quando abbia fatto l’esempio del cammello che passava nella cruna di un ago pensasse al parto, se sei riuscita nello stesso anno a partorire, accudire il bimbo, la casa, fare sport e tornare in forma, supportando e sopportando tuo marito, credo che non ti possa fermare niente e che ti sia giustamente meritata una vacanza solo per te!

 

 

Doris, quando l’amore ti fa vivere di nuovo

Molto spesso sottovalutiamo la commedia americana moderna, considerandola superficiale, banale, a tratti triviale. Questo stranamente accade oggi più spesso con grandi produzioni con grandissimi nomi del momento, mentre una larga fetta di commedia meno nota al grande pubblico porta spesso con simpatia tematiche e riflessioni che non ci aspetteremmo.

Questo è il caso di Hello, my name is Doris, una commedia stralunata come l’hanno definita in molti, che riporta sul grande schermo una scatenata e disarmante Sally Field, nota negli ultimi anni soprattutto per i suoi ruoli televisivi (Nora Walker di Brothers & Sisters per dirne uno degli ultimi).

Senza fare spoiler su questa pellicola del 2015 che dovete assolutamente recuperare (per gli appassionati di Netflix lo trovate sulla piattaforma), Doris, interpretata dalla Field, è una stramba signora single sulla sessantina, che dopo la morte della madre, che ha accudito per tutta la vita, si accorge delle occasioni perse, e decide di recuperarle nel minor tempo possibile, innamorandosi di un suo collega molto più giovane di lei. Ve lo assicuro, non vi ho fatto spoiler di nulla, perché tutto questo accade nei primissimi minuti del film, quindi quello che dovete davvero vedere è come Doris riuscirà o fallirà in questa impresa.

Una commedia brillante, positiva, che fa riflettere, sulle occasioni perse, sul coraggio che dobbiamo tirar fuori per non perderle, sul ricominciare e sul rimettersi in gioco, a qualunque età, specie se non ci siamo mai messi davvero in gioco.

Un’analisi sugli over moderni, che devono destreggiarsi tra i social, mondo sconosciuto a molti di loro (sempre meno negli ultimi mesi), le nuove tendenze, il nuovo modo di rapportarsi con l’altro sesso, tutto in bilico tra rispetto della propria età e del proprio bagaglio, e il rischio di cadere nel ridicolo.

Il personaggio di Doris è tutto questo, è quel pizzico di stravaganza necessario per sopravvivere, quel plus che si necessita oggi per non sparire nella folla.

L’interpretazione di Sally Field è superba, e rende una pellicola di nicchia, una piccola gemma nel panorama della commedia indipendente.

My Vision, la terza collezione di Drusilla

Lucilla Ferretti, in arte Drusilla, presenta la propria visione del mondo in sei abiti: “Combatto l’ipocrisia continuando a sognare l’eliminazione delle barriere. La moda, come le altre arti, può essere uno strumento per fare politica”
Unione e contraddizione. Questi sono i temi della terza collezione della stilista Lucilla Ferretti, in arte Drusilla. Dopo “Precious” e “Melting Pot” è sempre il controverso animo umano al centro della verve creativa della giovane designer. E’ qui che Drusilla presenta la propria visione del mondo, di un’arte che non si arrende alla costruzione di barriere, che si rifugia in sé stessa per far esplodere il proprio credo e proiettarlo in tutto il mondo. My Vision è un mix di speranze tradite che riflette e combatte un’Europa sempre più in contrasto con l’Oriente e con le altre parti del mondo. Un continente che sbandiera la propria unità, ma dove convivono una serie di anime pronte e desiderose di prevalere le une sulle altre. Un caos accettato forse troppo passivamente dalla nostra comunità e mostrato senza filtri da Drusilla.  Gli abiti sono indossati dall’attrice Maria Valentina Principi, protagonista dell’ultimo video di Gigi D’Alessio “Ti innamori e poi”, e dalla modella Verdiana Meneghini.
“Il mito del melting pot è crollato – afferma la giovane stilista romana -. I popoli della Terra non si sono fusi in un unico crogiolo, non hanno creato quell’armonia tanto agognata dai grandi pensatori dell’Umanità. Le razze ancora oggi si limitano a convivere, mantenendo barriere le une con le altre. I nostri mari sono solcati da mezzi di fortuna carichi di disperati, che sperano invano nell’accoglienza di popolazioni strozzate da un’economia che crea paura, tensione sociale e – anche qui – divisione. Eppure non smettiamo di sognare un mondo di bellezza, dove tutto possa acquetarsi, assumere senso. Dove si possa ricomporre una disgregazione che prima di tutto è dentro di noi, ma che la nostra anima allontana, rifugiandosi nell’arte.  La mia collezione riflette tutto questo – prosegue Drusilla – La moda, come le altre arti, può essere uno strumento per fare politica. Ho concepito infatti tre abiti dove la stoffa senegalese si mescola, senza fondersi, con l’alcantara, come un Sud del mondo mai veramente accettato dall’Occidente opulento e conservatore. Tagli asimmetrici, colori accesi che virano dal blu al marrone-giallo, simboli di popoli affamati di vita, compongono dei capi pret-à-porter di ispirazione classica, estivi e versatili, concepiti per essere indossati in qualunque ora del giorno. Gli altri tre capi della collezione sono invece abiti lunghi da sera, più legati all’alta moda, e rappresentano l’immagine che ho io dell’Europa attuale, culturalmente ricca e variegata, piena di potenzialità, ma incapace di pensieri e obiettivi realmente unitari. Anche qui ho dunque lasciato convivere le contraddizioni, mescolando stoffa scozzese con altre stoffe di provenienza occidentale. La cartella colori parte da un magenta spento, passando per un verde scuro, e finisce con l’incontro di rosso e nero dell’ultimo abito, che sottolinea in modo ancora più enfatico l’incontro-scontro degli opposti. Ogni abito è un pezzo unico”.
Il sito ufficiale della stilista www.drusillaclothing.com

Pronti per il Salone Internazionale del Libro di Torino?

«L’immagine dell’edizione numero trenta è un libro che scavalca un muro: non è, chiaramente, di questi tempi, un’immagine neutrale. Non è un’immagine oleografica, perché la cultura – per chi la intende come la intendiamo noi – non è un oggetto da mettere in vetrina ma una forza viva, trasformativa, che modifica il paesaggio circostante, che qualche volta cambia addirittura le carte in tavola, o le regole del gioco, che non ti lascia come ti aveva preso, che ti consente di fare esperienza».

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È con queste parole che il direttore editoriale Nicola Lagioia battezza il suo primo Salone Internazionale del Libro di Torinol’edizione numero trenta della manifestazione che dal 18 al 22 maggio 2017 celebra il prestigioso traguardo “anagrafico” scavalcando il perimetro della tradizionale e sempre vasta offerta editoriale per sconfinare in una programmazione culturale a tutto tondo che caratterizzerà per cinque giorni l’intero territorio cittadino.


I numeri del 30° Salone

I numeri offrono la prima panoramica di ciò che avverrà nei 45 mila metri quadri di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere: circa 11 mila i metri quadri commerciali (il 10% in più dello scorso anno) allo stato attuale occupati da 469 titolari di stand (nel 2016 erano 338), a cui si sommano i 9 stand dei progetti speciali. Complessivamente il trentesimo Salone del Libro propone ad oggi 1.060 case editrici, dando vita a un programma che conta circa 1.200 appuntamenti disseminati nelle 30 sale a disposizione del pubblico, che vanno dai 600 posti della più grande, la Sala Gialla, ai 20 dei laboratori didattici.

Il totale delle case editrici è rappresentato dalle 469 con stand proprio, da oltre 300 editori italiani e stranieri ospitati da stand di colleghi, dalle presenze di 10 fra case discografiche ed editori musicali accolti nell’area ad essi dedicata e da quelle inserite nei 12 spazi regionali di Piemonte, Toscana (regione ospite), Basilicata, Calabria, Friuli, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta, oltre all’area di Matera 2019, e nei tre stand internazionali di Cina, Romania e Marocco, che insieme accolgono all’incirca ulteriori 300 realtà editoriali dei loro territori.


Le sezioni tematiche

Ispirato nelle sue sezioni tematiche dal filo conduttore “Oltre il confine”, come recita il titolo di quest’anno, magistralmente illustrato da Gipi nell’immagine guida, il programma intessuto per l’edizione 2017 da Nicola Lagioia con i quattordici consulenti del Salone e lo staff della Fondazione per il Libro, si apre verso nuove dimensioni sia in termini di contenuti, sia dal punto di vista degli spazi fisici e degli orari, caratterizzando in tal senso la consueta passerella di grandi autori e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale.

Varcando la soglia del trentesimo Salone del Libro di Torino sarà il pubblico stesso ad essere condotto “oltre il confine”: per scoprire il volto autentico degli Stati Uniti con la sezione “Another side of America”; per incontrare donne che stanno cambiando il mondo, protagoniste di “Solo noi stesse”; per lasciarsi sorprendere dai reading di “Festa Mobile”; per affacciarsi sul futuro con gli appuntamenti de “L’età ibrida”; per conoscere l’Italia che risorge dal terremoto, ospite della programmazione “Il futuro non crolla”; per riconsiderare il vero valore del cibo e dell’alimentazione negli spazi di “Gastronomica”; per imbattersi nell’arte e nell’illustrazione di grandi maestri con “Match. Letteratura vs Arte”; per confrontarsi con la letteratura di frontiera dei “Romanzi Impossibili”; per trovare settantuno festival culturali italiani riuniti nel “Superfestival”; per farsi trasportare dalle sonorità dello spazio “Music’n’Books”; per assaporare la quiete autentica entrando dentro “L’isola del silenzio”; per far crescere i propri figli e nipoti con un libro in mano grazie al “Bookstock Village”; per superare i confini della fantasia con le iniziative per Tolkien e King. Ma ancora, per udire le mille lingue della letteratura mondiale, per celebrare grandi personaggi ed eventi del passato di cui ricorrono gli anniversari, per fermarsi ad ascoltare l’autore più amato, per approfondire gli argomenti di chi ha fatto dell’editoria il proprio mestiere. E al centro dell’attualità i dibattiti del ciclo Anime Arabe, che torna dopo il grande successo del 2016 con un momenti di riflessione sul caso Giulio Regeni.

E poi, per vivere l’evento al di là dei padiglioni del Lingotto e dei suoi orari di apertura, perché il Salone si dilata popolando l’intero territorio cittadino con un fitta serie di incontri, concerti, reading, esibizioni, feste ecc. per animare ogni giorno e fino a tarda sera le location più suggestive del capoluogo subalpino. È il programma del Salone Off, che mai come quest’anno, in cui il Salone chiude i battenti alle ore 20, diventa un elemento integrante del programma della manifestazione, invadendo Torino ed espandendosi in altre 15 località del territorio provinciale e regionale. Oltre 150 luoghi coinvolti nei modi più disparati: alcune sono location insolite, come quelle occupate dal programma esterno di “Festa Mobile” (fra i tanti, la mongolfiera di Borgo Dora o il Sommergibile Andrea Provana al Parco del Valentino), oppure vere e proprie sedi distaccate del Salone come l’area dell’Ex-Incet per i concerti serali. Fra gli eventi fuori sede anche le “Narrazioni Jazz” organizzate con la Città di Torino, il cui concerto della serata di mercoledì 17 maggio all’Auditorium del Lingotto inaugurerà il Salone con “Jass. Ovvero quando il jazz parlava siciliano” (accesso gratuito con possibilità di prenotare il ticket a 5 euro).

L’Ibf – International Book Forum, l’area professionale per la compravendita dei diritti editoriali, occuperà quest’anno le sale del Museo Carpano di Eataly dove i 370 gli operatori dell’editoria ad oggi iscritti – di cui 128 stranieri da 29 Paesi, daranno vita a contrattazioni e appuntamenti commerciali. Ad essi si aggiunge la presenza di 40 realtà italiane e internazionali del comparto dell’audiovisivo di Book to Screen, sezione che Ibf dedica alle produzione televisive, cinematografichenew media, con alcuni dei marchi più importanti del settore a livello mondiale.


I consulenti per le sezioni del Salone

Andrea Bajani, consulente per Romanzi Impossibili; Giulia Blasi, consulente per i workshop sulla scrittura digitale; Paola Caridi e Lucia Sorbera, consulenti per il ciclo Anime Arabe; Ilide Carmignani, consulente per il ciclo L’AutoreInvisibile; Giuseppe Culicchia, consulente per Festa Mobile; Giorgio Gianotto, consulente per L’età ibrida e Prospettive digitali; Alessandro Grazioli, supporto al coordinamento editoriale e di comunicazione; Alessandro Leogrande, consulente per la parte relativa agli anniversari; Loredana Lipperini, consulente per le due feste per J.R.R. Tolkien e Stephen King, per l’approfondimento Il futuro non crolla e per Solo noi stesse insieme a Valeria Parrella; Valeria Parrella, consulente per Solo noi stesse insieme a Loredana Lipperini; Vincenzo Trione, consulente per Match, arte vs letteratura; Fabio Geda ed Eros Miari, consulenti per il programma bambini e ragazzi del Bookstock Village; Mattia Carratello e Rebecca Servadio, consulenti per il progetto IBF-International Book Forum.

Consultate il programma qui: Programma Salone del Libro

L’Esquilino legge

 

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Festival di letture nei giardini
22-28 maggio 2017
7 autori lungo la “Trama verde” del Rione Esquilino a Roma 

Dal 22 al 28 maggio 2017 a Roma nel Rione Esquilino prende il via il FestivalL’Esquilino leggeun’occasione informale di incontro tra lettori e autori attraverso una rassegna di appuntamenti negli spazi verdi del Rione.

Prendendo spunto dal progetto della “Trama Verde”, di recupero e connessione di questi spazi urbani, il Festival, promosso dall’Associazione PaRoLiNcOnTrO, grazie a un finanziamento dell’Assessorato Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, con il Patrocinio del Municipio Roma I Centro, si svolge in stretta collaborazione con la rete di associazioni e soggetti pubblici e privati del Rione. Conclude un progetto che ha visto la realizzazione di Gruppi di lettura con 36 incontri gratuiti sui libri degli autori e un Concorso di scrittura rivolto alle scuole dell’Esquilino e delle aree limitrofe.

A parlare dei loro libri con i lettori, nei giardini dell’Esquilino, saranno 7 autori nella settimana del Festival che si concluderà con una Festa dedicata alla lettura nel cuore diPiazza Vittorio. Tra gli ospiti: Fabio Stassi, Silvana Gandolfi, Anilda Ibrahimi, Stefano GuerrieroFrancesca Melandri, Lei Chen, Sergio Sabbadini. L’incontro con Marco Lodoli si svolgerà il 1 giugno alle ore 17 al Punto Einaudi di via Merulana.

A concludere il Festival, a Piazza Vittorio, domenica 28 maggio dalle ore 10.30, una festa di lettura che coinvolgerà i cittadini, premierà i giovani scrittori del Concorso e vedrà la partecipazione del Coro di Piazza Vittorio.

Qui il programma del Festival: www.facebook.com/parolincontro/

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Novità Funambolo Edizioni

Ciao booklovers,

oggi vi parliamo di una delle novità Funambolo Edizioni in uscita il 16 maggio.

prima di copertina Fame plastica grande

Fame plastica è lo sguardo cinico del protagonista che si posa su una metropoli del 2053 sopraffatta dalla depravazione fisica e morale. I mali dell’esistenza incombono senza pietà: la corruzione politica, la mercificazione della donna, le fragilità dell’essere umano, il dominio incontrastato della droga, il bisogno di mostrarsi
sacrificando persino la propria dignità. L’autore si abbandona alla scrittura come fosse una sequenza di istantanee di un film, ogni scena narrata delinea il male del nostro secolo, con quella veridicità e fedeltà alla realtà tipiche della Beat Generation.
Ogni incontro lascia un solco nella vita del protagonista che sembra incapace di provare emozioni, e si mescola con le scene successive fino a farsi nuovo incontro. Ma la realtà è così come noi la leggiamo oppure si tratta solo del racconto delirante del protagonista? Quel che è certo è il filo conduttore che tiene uniti i frammenti deturpati della vita umana: l’amore. O meglio, la lontananza dell’amore, quell’intervallo di tempo in cui si vive la mancanza della persona amata come una mano stretta sul collo che impedisce di respirare.

Le “super donne” della casa editrice vi aspettano al Salone del libro di Torino, Padiglione 3, stand T81.

Scoprite tutto il catalogo qui: Funambolo Edizioni

 

Ritratto di dama

Ciao Pink Readers,

vi consigliamo un bellissimo romanzo CartaCanta editore.

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 Parigi, notte di San Lorenzo
Seduta su una panchina di fronte alla cattedrale di Notre Dame, una misteriosa ragazza ha tutta l’aria di aspettare qualcuno.
Uno studente di storia dell’arte – Guillaume – la nota da lontano, apparentemente per caso. Appena incrocia il suo sguardo ha un sussulto: è identica alla famosa Belle Ferronnière ritratta da Leonardo da Vinci, quadro a cui è molto legato.
Sono estranei eppure non si comportano come tali. La complicità che li coglie sin dal primo istante li sconvolge, come se avessero vissuto mille vite insieme da qualche parte nel tempo ma nessuno dei due ne conservasse la memoria. Comincia così – quasi per gioco – la loro passeggiata attraverso la Ville Lumiere, mentre le stelle cadenti rigano il cielo. Dal cimitero di Père-Lachaise fino al cortile del Louvre – passando per gli Champs Elysées, dai giardini delle Tuileries e da un bistrot dove tutto pare essersi fermato alla Belle Époque – i due discutono di ciò di cui è fatta la vita: libri, fato, desideri, morte. Ma soprattutto d’amore.
Quello di cui la ragazza non parla è il segreto che custodisce da sempre, in bilico tra il reale e l’impossibile. Chi è lei veramente? Troverà il coraggio di aprire il suo cuore a Guillaume e sfidare il destino?
L’alba incombe, la scelta è vicina. Poi niente sarà più come prima.
Ecco un estratto dal romanzo:
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[…]
«Non c’è niente tra noi» tagliò corto lei, «cosa si potrebbe mai rovinare?». Poi sbuffò. «Lascia stare. Nessuno mi amerà così disperatamente come tu ami quel quadro. E io non sarò mai felice.»
«Lo sarai.»
«Come fai a esserne sicuro?»
«Perché altrimenti la vita non avrebbe senso. Hai appena vent’anni, Pélagie. Puoi essere ciò che vuoi.» Resistette alla tentazione di girarsi per rassicurarla. Illuderla che sarebbe rimasto con lei era l’ultimo dei suoi propositi. «Ciò che desideri davvero è là fuori. Vuoi essere felice? Scopri il motivo per cui ti svegli al mattino. Quello su cui rimugini prima di addormentarti la sera. Poi inseguilo, a ogni costo. E smettila di avere paura.»
L’autrice vi aspetta al Salone Internazionale del Libro di Torino.
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Scheda libro sul blog dell’autrice (con estratto extra)http://tinyurl.com/gs426r4 

Ogni cosa a cui teniamo

Ciao Pink Readers,

Una nuova coinvolgente storia di Leggereditore in arrivo!

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L’aiuto cuoco Aimee Tierney ha trovato la ricetta per la vita perfetta: sposare il ragazzo che ama fin da quando è una bambina, creare una famiglia e poi chissà, un giorno rilevare il ristorante dei genitori. Il futuro che aveva sognato le passa però davanti in un lampo, come strappato dal vento, quando il suo fidanzato James perde la vita in un incidente in barca. Dal giorno in cui la chiesa che avrebbe dovuto ospitare il loro matrimonio è diventata il triste scenario per il funerale di James, Aimee non ha pace. Sa che per rimettere assieme i pezzi della sua vita deve scendere a patti con il dramma che l’ha colpita e far piena luce sulle circostanze della morte di James. Cos’è realmente accaduto quel giorno maledetto, su quella barca? Aimee scoprirà così un abisso di segreti che metteranno in discussione quanto credeva di aver costruito nella sua vita, perché sotto la superficie della sua esistenza potrebbe nascondersi una verità inattesa, che potrà liberarla dalle catene del passato o imprigionarla per sempre.

Un romanzo profondo, che con tocco delicato esplora le pieghe dell’animo umano.

Link di acquisto: Ogni cosa a cui teniamo

La donna che sparì con un libro

Ciao booklovers,

oggi Laura D’Amore vi racconta una novità Garzanti.

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È l’ora di pranzo in un piccolo parco di Copacabana. Una donna rotondetta con i capelli grigi si ferma sotto un mandorlo. In mano ha una valigia e in bocca un sigaro. Sale su un ramo dell’albero e lentamente si inerpica fino in cima. Questa è l’ultima volta che Beatriz Yagoda, famosa scrittrice brasiliana, è stata vista. Emma Neufeld, la sua traduttrice americana, resta allibita a questa notizia: la scena della scomparsa ricorda troppo da vicino uno dei primi racconti dell’autrice. Beatriz non può essere semplicemente sparita: Emma prende il primo aereo per Rio, decisa a cercarla. Ma decifrare gli indizi che la scrittrice ha disseminato nei suoi libri si rivela più pericoloso del previsto. Perché anche un pericoloso aguzzino sta cercando Beatriz per un debito di gioco. E trovarla potrebbe anche significare ucciderla…

Il romanzo è un’avventura incentrata sulla scomparsa della scrittrice brasiliana Beatriz Yagoda. I figli e la traduttrice americana, faranno di tutto per ritrovarla in un mix di eventi e di imprevisti. Ognuno di loro si ritroverà ad affrontare le proprie mancanze sia nei confronti della loro vita personale, sia nei confronti dell’unica donna che li accomuna.

Sarà proprio Emma, la traduttrice, a pensare che la scomparsa di Beatriz non sia solo un caso. Contatterà Raquel e Marcus che, messi alle strette, investigheranno sulla madre scoprendo un manoscritto incompleto e dei grossi debiti di gioco. Minacciati ed impauriti, chiederanno aiuto al suo primo editore, Rocha, che farà di tutto per aiutarli pur di mettere le mani su questa nuova creazione.

Non può comunque mancare l’aspetto sentimentale. Raquel dovrà affrontare il rapporto controverso che ha con il suo collega di lavoro. Mentre Emma si ritroverà travolta dalla passione con Marcus, accantonando per un pò Miles, il suo uomo di sempre.

Che fine avrà fatto Beatriz? Sarà ancora viva? Riusciranno a trovarla? E soprattutto qual è il vero motivo per cui si è allontanata da tutti?

La scrittura è semplice e scorrevole. Alla fine di alcuni capitoli, troviamo delle note che ricordano le definizioni dei vocabolari e degli annunci della radio locale su notizie dei protagonisti.

Link di acquisto: La donna che sparì con un libro