Addio unghie fragili.

Ciao a tutti, oggi vi spiegherò come trattare le unghie fragili.

Cause

Le unghie fragili, che si sfaldano sono spesso, sono determinate da una disfunzione della produzione di cheratina o possono presentarsi dopo  l’utilizzo di detersivi o di  sostanze  irritanti. Spesso si manifestano  dopo un trattamento con smalto semipermanente o di una colata rimossa in modo aggressivo.  Le cause possono essere molteplici ma l’importante è rimediare.

Rimedi

Le unghie fragili hanno bisogno di cura e attenzione, quindi il primo consiglio che vi do è di evitare di applicare lo smalto semipermanente e di optare per la manicure semplice.

Acquistate uno smalto rinforzante ricco di calcio e cheratina, applicatelo una o due volte alla settimana.  Quando usate lo smalto colorato, abbiate cura di passare sempre prima una base protettiva; non comprate smalti economici ma usate prodotti di buona qualità! Per la rimozione, scegliete sempre un solvente senza acetone.

Volete altri consigli? Contattatemi su pinkmagazineitalia@gmail.com

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Atlante delle Emozioni Umane

Ciao booklovers,

oggi vogliamo consigliarvi un bellissimo saggio pubblicato dalla Utet. Uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere e consultare quotidianamente.

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 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai

Siamo tutti in grado di riconoscere la differenza tra rabbia e paura, tra desiderio e invidia. Sappiamo anche che è meglio non confondere l’affetto con l’amore, il rimpianto con il rimorso, l’euforia con la felicità.

Quello di cui non ci rendiamo conto, però, è che lo spettro delle emozioni umane è ancora più sfumato di così: esistono sensazioni che tutti noi abbiamo provato, stati d’animo molto precisi e inconfondibili, e a cui però spesso non abbiamo saputo dare un nome.

Eppure in qualche angolo del mondo, in qualche lingua a noi ignota esiste una parola che li definisce: per esempio, solo gli inuit chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l’arrivo di ospiti a casa, o la risposta a una mail importante; per i finlandesi, kaukokaipuu è l’inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l’imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui.

Tiffany Watt Smith attraversa storia, antropologia, scienza, arte, letteratura e musica in cerca delle espressioni con cui le culture di tutto il mondo hanno imparato a definire le proprie emozioni, e nel frattempo ci rivela come siano complesse e sorprendenti anche quelle che credevamo di conoscere bene. Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio di questo libro divertente, colto e curioso, metà enciclopedia e metà atlante, che mentre mappa le differenze affettive tra i popoli ci ricorda che proprio nell’universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali.

Un viaggio nel mondo delle emozioni, ma soprattutto un viaggio interculturale. La scrittrice, di emozione in emozione, ci racconta attimi di un’ umanità globale che sembra perduta. Pagina dopo pagina impariamo a conoscerci meglio, a decodificare e definire le nostre emozioni, anche quelle che ci sembrano così scontate. Scopriamo di aver provato emozioni che non riuscivamo a tradurre con il nostro linguaggio e se ne rivelano altre che sentiamo sconosciute. Un libro che ci racconta nella nostra vera essenza di esseri umani.

Link di acquisto: Atlante delle Emozioni Umane

Festa della Mamma con un libro

Ciao amici lettori,

domenica sarà la festa della mamma, quale migliore occasione per regalare alla donna più importante della nostra vita quello che noi amiamo di più: libri!

Anche perché se amiamo la lettura di certo un grazie dobbiamo dirlo anche alle nostre mamme ( e papà).

Ogni giorno è quello giusto per regalare un libro, ma approfittiamo delle ricorrenze per regalarne ancor di più!

Ecco una piccola selezione per voi, se siete ancora indecisi.

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Ambientato nella comunità nera della California del Sud, il romanzo d’esordio di Brit Bennett è un libro sull’amore, sui desideri, sulle luci e le ombre – scandagliate senza retorica e con coraggio – dell’essere madri. A narrarci la storia dei giovani, poi adulti, Nadia, Luke e Aubrey, sono “le madri”, il cuore della comunità della Upper Room Chapel, che danno voce al coro senza tempo delle donne, a volte pettegole e spietate ma più spesso capaci di ascoltare le parole non pronunciate, di scrutare i segni dei tempi, di portare nel loro grande cuore il segno di un destino difficile. Nadia Turner ha diciassette anni, frequenta l’ultimo anno di liceo in un college di Oceanside, non lontano da San Diego, e porta nel cuore il peso insopportabile del suicidio della sua mamma, avvenuto pochi mesi prima. Nadia vive, o sopravvive, insieme al padre, uomo buono ma incapace di una relazione con lei, e nonostante tutto le ricordi il dolore e la colpa di sua madre, Nadia si ribella e guarda avanti, aspettando di sapere se è stata ammessa a una delle università cui ha fatto domanda e innamorandosi di Luke Sheppard. Anche lui, proprio come lei, ha qualcosa da dimenticare: figlio del pastore della chiesa che entrambi frequentano, era un campione nella squadra di football del college, ma una brutta frattura ha spezzato la sua gamba e la sua promettente carriera. La loro storia è emozionante e trasognata come tutti gli amori a quell’età, fino a che Nadia non rimane incinta, e le sembra che abortire sia la sola scelta giusta: è così facile, ogni ragazza oggi sa che è un diritto per il quale generazioni di donne hanno lottato. Nadia nasconde il suo segreto a tutti, compresa Aubrey, la nuova grande amica che condivide con lei il dolore di una madre perduta. Da giovani gli anni corrono veloci, senza quasi accorgersene Nadia, Luke e Aubrey diventano adulti: e quando Nadia torna a Oceanside per il matrimonio di Aubrey, l’ombra delle scelte compiute durante quella lontana estate in riva al mare cala improvvisamente su di loro come un debito da pagare, come una domanda che esige risposta. Una domanda bruciante: quando diventiamo adulti, è possibile sfuggire al peso delle scelte compiute dai noi stessi più giovani che siamo stati?

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Sulla cima della collina si scorge un piccolo paese che domina il panorama lucano. E lì che Ida, Beatrice e Rossella sono cresciute. Accanto a loro Sasi, l’amico di sempre, che un giorno però ha sconvolto le loro vite. Beatrice allora ha deciso di partire senza guardarsi indietro. Ha detto addio alla sua terra e alle sue sorelle, eppure ora è lì che vuole che i suoi figli passino l’estate. Abituati alla grande città, in paese trovano tutto diverso. I coetanei sembrano lontani anni luce, anche se sono i loro cugini. Ma il linguaggio dei giovani è uguale in ogni parte del mondo, e saranno proprio loro a rompere quell’equilibrio di bugie e segreti che ha paralizzato la famiglia. Beatrice, Ida e Rossella, messe davanti alle loro scelte passate, scoprono che non esiste mai una sola verità. Sono insieme come se fosse la prima volta. In quella che per loro e i loro figli sarà l’estate più bella di tutta la vita.

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Kathryn Brooker è la moglie del preside. Mentre suo marito Mark passa le giornate cercando di arginare l’esuberanza di frotte di adolescenti indisciplinati nelle grandi sale dell’edificio scolastico dove lavora, Kathryn prepara focaccine per la partita di cricket del figlio nel cottage all’interno del cortile della scuola. La sera, quando torna a casa, Mark si complimenta con lei e la bacia, mentre i figli li prendono in giro per quelle melense dimostrazioni di affetto. Kathryn Brooker sembra davvero rispondere all’immagine di moglie e madre soddisfatta. Se qualcuno riuscisse a sbirciare attraverso la finestra della loro casa ordinata, vedrebbe quattro figure sedute comodamente intorno al tavolo della cucina a chiacchierare: l’immagine di una famiglia felice, un’oasi di amore e serenità. Quel qualcuno di certo proverebbe invidia per Kathryn e per la sua vita perfetta. Ma si sbaglierebbe di grosso. Kathryn è intrappolata in un incubo. Ed è arrivata a un punto di non ritorno, tanto da essere pronta a compiere un passo che solo una donna veramente disperata sarebbe in grado di fare…

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Un minuto è sufficiente per cambiare la vita di Antonio, un giovane musicista che vive a Parigi grazie a una borsa di studio. Il minuto in cui suona il telefono e la voce angosciata del suo eccentrico amico Jean Charles lo coinvolge in una ricerca nella quale finirà per perdersi. L’amicizia tra Antonio e Jean Charles era stata perfetta fino all’arrivo di Ophélie, una donna esplosiva, complicata. Lei credeva nell’amore, Jean Charles nell’amicizia, antonio in entrambe le cose. Solo che nulla è semplice e la complessità dei sentimenti trascina i protagonisti in un labirinto di grandi amori e piccoli tradimenti. Eugenia Rico scrive con una prosa esatta, misurata e una voce matura che conquista il lettore e gli fa vivere la storia di un triangolo amoroso in cui ognuno, a modo suo, cerca di esorcizzare i fantasmi della solitudine.

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Emily Dickinson è un’autrice esplosiva, un “vulcano silenzioso” che con la sua inarrestabile vena creativa ha rivoluzionato il linguaggio poetico. Eppure, finora della “bella di Amherst” sapevamo soprattutto che ha trascorso un’esistenza ritirata, quasi reclusa, scandita da rare apparizioni pubbliche. In questa biografia, Lyndall Gordon spinge il lettore a varcare la soglia delle mura domestiche di Emily Dickinson per addentrarsi nel nodo della sua vita familiare, nel quale individua una magmatica fonte della sua opera letteraria. Il groviglio di passioni che lega l’autrice all’austero fratello Austin, sposato con Susan, da sempre amica e confidente di Emily, e a Mrs Mabel Todd, l’amante di Austin che arriva a sconvolgere l’apparente serenità dei Dickinson, diventa la scena originaria che alimenta l’invenzione poetica di Emily. Un dramma, una faida su cui Lyndall Gordon – come scrive Nadia Fusini nella prefazione – «ci istruisce non certo per amore del pettegolezzo, ma perché queste vicende di guerra intestina gettano luce su una storia sacra per noi devoti lettori; e cioè, su come venga a comporsi quel corpus di opere che veneriamo – le sue poesie, le sue lettere. Noi vogliamo, certo, sapere della sua esistenza mondana, ma in quanto è legata alla sua opera. La biografia di un poeta è come la biografia di un santo: vogliamo capire come il santo o il poeta giungano a compiere i loro diversi miracoli». Gordon inserisce nella sua narrazione le prodigiose poesie di Dickinson, riportate in gran numero nel volume, rileggendole in una chiave innovativa e convincente, anche alla luce di una sua intuizione su una malattia, finora mai ipotizzata, di Emily, e ricostruisce sapientemente la burrascosa vicenda della spartizione tra gli eredi della sua opera, che molto ha influito sulla nostra ricezione della sua poesia.

L’affascinante saga dei Cazalet

Ciao amici lettori,

abbiamo aspettato tanto il quarto capitolo della saga dei Cazalet e come sempre non ha deluso.

Perché amiamo questa famiglia? Dobbiamo dare il merito alla scrittrice, Elizabeth Jane Howard, che riesce, come una pittrice, a dipingere il quadro dei personaggi ponendo l’attenzione su ogni singola sfumatura.

Una saga familiare che attraversa il Novecento in tutte le sue trasformazioni e che ci regala un microcosmo di personalità e caratteri, insicurezze e determinazione, segreti e malinconie.

Il lettore, pagina dopo pagina, volume dopo volume, diventa spettatore delle scelte di vita dei personaggi e delle loro vicissitudini sentendoli amici, parenti, vicini.

Volete entrare anche voi nel mondo dei Cazalet? Di seguito troverete le sinossi dei vari volumi.

Mi raccomando mettetevi presto in pari con la lettura perché l’ultimo capitolo della saga sarà pubblicato da Fazi Editore entro il 2017 e presto verrà anche prodotta una serie televisiva.

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È l’estate del 1937 e la famiglia Cazalet si appresta a riunirsi nella dimora di campagna per trascorrervi le vacanze. È un mondo dalle atmosfere d’altri tempi, quello dei Cazalet, dove tutto avviene secondo rituali precisi e codici che il tempo ha reso immutabili, dove i domestici servono il tè a letto al mattino, e a cena si va in abito da sera. Ma sotto la rigida morale vittoriana, incarnata appieno dai due capostipiti affettuosamente soprannominati il Generale e la Duchessa, si avverte che qualcosa sta cominciando a cambiare.

Ed ecco svelata, come attraverso un microscopio, la verità sulle dinamiche di coppia fra i figli e le relative consorti. L’affascinante Edward si concede svariate amanti mentre la moglie Villy si lacera nel sospetto e nella noia; Hugh, che porta ancora i segni della grande guerra, forma con la moglie Sybil una coppia perfetta, salvo il fatto che non abbiano idea l’uno dei desideri dell’altra; Rupert, pittore mancato e vedovo, si è risposato con Zoë, un’attrice bellissima e frivola che fatica a calarsi nei panni della madre di famiglia; infine Rachel, devota alla cura dei genitori, che non si è mai sposata per un motivo ben preciso. E poi ci sono i nipoti, descritti mirabilmente nei loro giochi, nelle loro gelosie e nei loro sogni, in modo sottile e mai condiscendente, dalle ingenuità infantili alle inquietudini adolescenziali.
Ma c’è anche il mondo fuori, e la vita domestica dei Cazalet s’intreccia inevitabilmente con la vita di un paese sull’orlo di una crisi epocale. Mentre le vicissitudini private dei personaggi vengono messe a nudo e vicende grandi e piccole intervengono a ingarbugliare le loro esistenze, si comincia a mormorare di una minaccia che viene dal continente, e che assume sempre più spessore nelle consapevolezze dei protagonisti, fino a diventare tangibile: la seconda guerra mondiale è alle porte.

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È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l’ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, in lontananza si sentono gli spari e il cielo non è mai vuoto, nemmeno quando c’è il sole. Ognuno cerca di allontanare i cattivi pensieri, ma quando cala il silenzio è difficile non farsi sopraffare dalle proprie paure.
A riprendere le fila del racconto sono le tre ragazze: Louise insegue il sogno della recitazione a Londra, dove sperimenta uno stile di vita tutto nuovo, in cui le rigide regole dei Cazalet lasciano spazio al primo paio di pantaloni, alle prime esperienze amorose, a incontri interessanti ma anche a una spiacevole sorpresa. Clary sogna qualcuno di cui innamorarsi e si cimenta nella scrittura con una serie di toccanti lettere al padre partito per la guerra, fino all’arrivo di una telefonata che la lascerà sconvolta. E infine Polly, ancora in cerca della sua vocazione, risente dell’inevitabile conflitto adolescenziale con la madre e, più di tutti, soffre la reclusione domestica e teme il futuro, troppo giovane e troppo vecchia per qualsiasi cosa. Tutte e tre aspettano con ansia di poter diventare grandi e fremono per la conquista della propria libertà. Insieme a loro, fra tradimenti, segreti, nascite e lutti inaspettati, l’intera famiglia vive in un clima di sospensione mentre attende che la vita torni a essere quella di prima, in quest’indimenticabile ritratto dell’Inghilterra di quegli anni.

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È il 1942: da quando abbiamo salutato i Cazalet per l’ultima volta è trascorso un anno. I raid aerei e il razionamento del cibo sono sempre all’ordine del giorno, eppure qualcosa comincia a smuoversi: per le giovani Cazalet la lunga attesa è finita e finalmente Louise, Polly e Clary fanno il loro ingresso nel mondo. Quella che le aspetta è una vita nuova, più moderna e con libertà inedite, soprattutto per le donne. Le cugine si avviano su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più disinvolto, in cui le donne lavorano e vivono la loro vita amorosa e sessuale senza troppe complicazioni. Mentre Louise si imbarca in un matrimonio prestigioso ma claustrofobico, sul quale incombe l’ingombrante presenza della suocera, Polly e Clary lasciano finalmente le mura di Home Place per trasferirsi a Londra e fare i loro primi passi nell’agognata età adulta, che si rivela ingarbugliata ma appagante. Per quanto riguarda il resto del clan, fra nascite, perdite, matrimoni che vanno in frantumi e relazioni clandestine che si moltiplicano, i Cazalet vanno avanti a testa alta e labbra serrate, sognando, insieme ai loro amici e ai loro amanti, la fine della guerra: «il momento in cui sarebbe iniziata una vita nuova, le famiglie si sarebbero ricongiunte, la democrazia avrebbe prevalso e le ingiustizie sociali sarebbero state sanate in blocco».

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È il 1945 e la guerra è finita. Il momento tanto atteso e sognato dai Cazalet per anni è finalmente arrivato. Eppure l’eccitazione di fronte alla notizia che le armi sono state deposte è ormai sopita, e l’Inghilterra è ancora paralizzata nella morsa della privazione. Mentre l’impero si disgrega, a Home Place i Cazalet si apprestano a trascorrere quello che ha tutto il sapore dell’ultimo Natale insieme: il sapore malinconico del tempo che passa. I bambini sono ormai cresciuti, le ragazze si sono fatte donne, gli adulti cominciano a invecchiare.
La lunga convivenza forzata è finita e la libertà obbliga a prendere delle decisioni: dovrebbe essere un momento felice, ma la guerra ha lasciato una ferita profonda, e ricominciare non è facile. Il futuro è incerto e una patina triste ammanta le giornate. Per ognuno è giunto il momento di prendere la propria strada, e inevitabilmente ciò porterà i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro.
In questo riassetto difficile, gli amori faticano più di tutti: le coppie che erano state divise dalla guerra stanno lottando per rimettere insieme i pezzi, mentre per quelle che la guerra aveva tenuto insieme forse è ora di ammettere il proprio fallimento. Ma nelle ultime pagine comincia a soffiare un vento nuovo: ce ne accorgeremo nel finale a sorpresa, che riaccenderà la speranza…

Per tutte le curiosità e per acquistare i titoli sia in formato digitale che in formato cartaceo potete consultare il sito dell’editore Fazi Editore\ Saga dei Cazalet

Novità Becco Giallo edizioni

Ciao booklovers,

oggi vi segnaliamo delle bellissime novità edite Becco Giallo.

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Una voce lontana intona “Reginella”, una canzone popolare napoletana, e Anna Magnani la insegue tra i vicoli di Roma senza mai riuscire a raggiungerla. Quando si sveglia è l’alba di un giorno importante: poche ore dopo riceverà il premio Oscar per l’interpretazione magistrale ne “La rosa tatuata” di Tennesee Wiliams. Intervistata sul prestigioso riconoscimento, Anna ripercorre alcune tappe della sua vita: il teatro con Totò, il primo ruolo importante con Roberto Rossellini in “Roma città aperta”, la relazione con lo stesso regista, la rivalità con Ingrid Bergman, il primo viaggio in America in occasione della proiezione di “Bellissima” dell’amico Luchino Visconti, fino all’ultimo cameo nel film “Roma” di Federico Fellini.

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Lo Yemen è conosciuto dall’opinione pubblica per essere la fucina del terrorismo di Al Qaeda e per i rapimenti di turisti stranieri. Ma è anche il Paese che fu la culla della regina di Saba, che stregò così tanto Pasolini da portarlo a girare i suoi film storici in questa terra. La reporter Laura Silvia Battaglia ci racconta lo Yemen in prima persona, attraverso la vita delle piccole comunità locali, nei piccoli gesti quotidiani che oltrepassano pregiudizi e barriere. Lo Yemen si rileva uno straordinario mondo da scoprire, ricco di cultura, storie e contraddizioni.

Per approfondimenti: Becco Giallo