L’altro figlio di Sharon Guskin

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi un romanzo forte e intenso edito Neri Pozza.

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Janie, architetto newyorkese, è una madre single che vive per il piccolo Noah, nato da una notte di passione consumata su una spiaggia di Trinidad con un perfetto sconosciuto. A quattro anni, Noah mostra di conoscere cose di cui nessuno gli ha mai parlato. Un bambino prodigio, e tuttavia un bambino con oscuri comportamenti che sgomentano la madre. Janie non riesce quasi mai a lavargli le mani, poiché Noah è talmente terrorizzato dall’acqua da incorrere in vere e proprie crisi d’asma. Spesso poi fa brutti sogni, incubi da cui si sveglia di soprassalto con gli occhi vitrei, chiedendo di poter tornare nella sua «vera casa», di riabbracciare la sua «vera madre». Il giorno in cui viene convocata dalla preside della scuola materna, allarmata dal fatto che Noah abbia rivelato alla sua insegnante di essere rimasto con la testa sott’acqua talmente a lungo da aver «perso i sensi» – un’espressione assai inconsueta per un bambino di quattro anni – Janie crolla e comprende che, per garantire al figlio una qualche prospettiva di vita normale, non le resta che sottoporlo a una perizia psichiatrica. L’esistenza dello psichiatra Jerome Anderson, invece, è da tempo priva di prospettive. Dopo la morte della moglie e la terribile diagnosi di afasia primaria progressiva, un tipo di demenza degenerativa che colpisce le aree del linguaggio, il medico ha deciso di abbandonare per sempre le proprie, infruttuose, ricerche sulla vita dopo la morte.

“Da molti anni il dottor Anderson studia bambini che sembrano ricordare dettagli di una vita precedente e, a soli due o tre anni, dichiarano di provare nostalgia per gli ambienti e persone che…”

L’altro figlio è un romanzo che, con delicatezza, affronta in modo appassionante l’argomento della reincarnazione, di una nuova vita dopo la morte. Una lettura che scuote il lettore emotivamente, soprattutto perché i singoli casi descritti nel libro sono spiegati scientificamente. La scrittrice, con una scrittura scorrevole e semplice, affronta temi molto delicati, quali ad esempio l’elaborazione del lutto e il desiderio di giustizia. Noah è un bambino precoce, con un cervello miracoloso che sembra captare informazioni ovunque; afferma di chiamarsi Tommy e di essere morto annegato. Da qui prende il via una storia meravigliosa e piena d’amore, dando vita a tanti personaggi, dei quali riusciamo a percepire la sofferenza. Pagina dopo pagina la lettura diventa sempre più coinvolgente e appassionante, tanto da sentirsi stringere la gola con un cappio.

Link di acquisto: L’altro figlio

I cosmetici fatti con la natura: Phytorelax Laboratories

Oggi vi presenterò una linea cosmetica tutta da scoprire. Prodotti naturali con certificati bio vegan, un Made in Italy che nasce nel cuore di Bologna: cosmetici potenziati dal potere della natura senza parabeni, delicati e efficaci.
Ma capiamo meglio che cos’è la Phytorelax Laboratories parlando con Filippo Corsini, Amministratore Delegato di Harbor S.p.A.

Buongiorno dottor Filippo Corsini, ci racconti di com’è nata la vostra azienda?
Negli anni ’80, nel cuore di Bologna viene fondata l’azienda di cosmetica naturale Harbor. Era un’azienda a conduzione familiare, come la maggior parte delle aziende di quell’epoca. Fin dalle origini i valori fondativi di Harbor sono legati all’innovazione e alla cultura del benessere naturale. Nel corso degli anni l’azienda ha registrato una progressiva crescita ed evoluzione: oggi il marchio Bolognese Phytorelax Laboratories viene esportato in 35 paesi nel mondo, affermandosi come uno dei migliori brand europei di cosmetica naturale. Il suo messaggio è internazionale: Phytorelax Laboratories rappresenta un concetto di bellezza ricercato ma accessibile, declinato in prodotti innovativi ed efficaci perché frutto di un dialogo continuo tra Natura, Scienza e Design.

E il nome Phytorelax?
Il Brand Phytorelax nacque negli anni ’90, in occasione del grandissimo successo di un prodotto molto innovativo per il mercato tricologico dell’epoca: una fiala per capelli formulata con un mix di 33 ingredienti naturali suddivisi sapientemente tra estratti vegetali e oli essenziali. Un vero trattamento vegetale di bellezza dedicato al mondo professionale, che fino ad allora non aveva mai apprezzato le potenzialità dei cosmetici naturali. È grazie a questo successo commerciale che nasce il nome Phytorelax: un nome che racchiude in sé la sua stessa filosofia, ovvero benessere e relax che scaturiscono dall’impiego di attivi e fitoestratti funzionali.

Qual è il vostro prodotto preferito?
Siamo molto orgogliosi delle nuove linee BIO firmate PHYTORELAX, hanno infatti riscosso un grande successo. È difficile scegliere un prodotto: posso dire che in questo periodo uso quotidianamente il Siero LUX LIFT ARGAN, lo trovo un siero ideale per le mezze stagioni, infatti il Siero Multi-attivo Illumina & Idrata Viso-Occhi, la sua texture è fluida e piacevole da massaggiare sul viso e contorno occhi, preparando la pelle ad assorbire tutti i nutrienti della Crema Viso.
I principi attivi di questo siero sono tra i miei preferiti: Olio di Argan Biologico, con azione anti-età, idratante, protettiva e riparatrice; Omega 3 e 6 che apportano salute e bellezza alla pelle e soprattutto il Fiore di Pesco che grazie alla sua specifica composizione in flavonoidi, aiuta a proteggere la pelle dall’esposizione quotidiana dell’inquinamento atmosferico, una triste realtà a cui dobbiamo dedicare molta attenzione al giorno d’oggi.

In effetti ho provato anch’io questo prodotto e lo trovo eccezionale, ha una texture delicata e leggera e lascia la pelle del viso morbida e idratata. Consiglio questo prodotto sia a donne giovani che a donne un po’ più mature, infatti il potere dell’argan permette alle pelle segnate di ritrovare una nuova luce.

Ringrazio il Sig. Filippo Corsini per averci concesso questa intervista.

Beauty lovers, siete pronte a scoprire i prodotti?,  se avete curiosità o volete consigli sulla vostra beauty routine contattatemi scrivendo a pinkmagazineitalia@gmail.com

Insperati incontri

Ciao booklovers,

in uscita il 4 maggio un saggio da non perdere edito Gaffi.

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Dalla A di Avalle alla Z di Zanzotto: un viaggio nell’alfabeto incarnato in persone; una collezione d’incontri che prendono la forma del dialogo reale o immaginario, del racconto, del ritratto, del viaggio. Appaiono così Vico Basile e Leopardi, insieme agli scrittori e poeti del Novecento, e ai pittori e agli attori e ai registi e ai preti e ai reporter e alle città (soprattutto l’amata Napoli). Un caleidoscopio di suoni dove la voce altrui si mescola a quella dell’autore.

“All’inizio la scena è vuota. Nessuna speranza che gli incontri avvengano. Né uno né tanti. Sono ancora piuttosto giovane. Ho vissuto in città diverse. Sono nato in una e sono stato portato in altre. I primi incontri, quelli con i familiari e poi con gli amici, sono avvenuti nella naturalezza dell’inizio. Poi quell’inizio si è frantumato. Ci sono state nostalgie e sogni di ricomposizione. Ma, come si dice, il dado era tratto. È iniziato il lavoro del linguaggio. La scena non è stata più vuota. Di volta in volta sono arrivate persone e con loro parole e gesti e intonazioni. E ho capito che mi piaceva ascoltare la parola altrui; e che anzi quella parola spesso facevo in modo che venisse, la stimolavo ponendo domande. La “nessuna speranza” iniziale si è trasformata in una collezione d’incontri insperati. Ne è nato questo libro. E se doveste chiedermi che statuto abbia, non saprei rispondervi. Ci sono le voci degli interlocutori e c’è la mia voce. È un’opera composita e polifonica; e s’affida alla sequenza alfabetica per fare ordine. Da A a Z, come se A e Z (e tutte le altre lettere) fossero anch’esse persone personaggi parole con un corpo.”

Link di approfondimento: Insperati incontri

Società oversize

Come antidoto alle perenne crisi economica, alla tanta proclamata austerity europea che impone un rigore economico che non lascia tanto spazio alla fantasia e alla leggerezza, finalmente impazzano nei giornali e nei social, le morbide e abbondanti modelle curvy! Sarà per la recessione, per le terribili guerre a pochi km di distanza dall’Italia e dall’Europa, ma tutti noi, uomini e donne, abbiamo bisogno di essere rassicurati, con figure accoglienti e floride che ci riportino al benessere, all’abbondanza, alla maternità, ai tempi e alle forme curvilinee dei tempi del dopoguerra, della ricostruzione, ad una figura di donna abbondante e tonda, in cui si ha un riconoscimento immediato, che non fa paura, ma aiuta ogni donna a guardarsi allo specchio con clemenza!

NEW YORK, NY – DECEMBER 12: 2016 Sports Illustrated Swimsuit Cover Model Ashley Graham attends the Sports Illustrated Sportsperson of the Year Ceremony 2016 at Barclays Center of Brooklyn on December 12, 2016 in New York City. (Photo by Slaven Vlasic/Getty Images for Sports Illustrated)

Ed ecco sui social e sulle copertine impazzare finalmente modelle bellissime come Ashley Graham, modella curvy che ha fatto impazzire l’America, che non fa mistero della sua cellulite ma la esibisce fiera in molte foto, diventando un’icona di bellezza super size per ogni donna ed un modello rassicurante che ci fa sentire un po’ più a nostro agio dentro una taglia 44/46, che è la più venduta, ed ha aperto un nuovo mercato per tutti gli stilisti, di vestiti plus size alla moda che aiutino a sentirsi belle tutte le donne un po’ in carne ! Per fortuna sta cambiando proprio il mercato, e finalmente nei negozi si trovano le taglie che ci aiutano a sentirci belle in vestiti alla moda e comodi. Si è aperto anche alle donne normali, un po’ in carne, la possibilità di avere un guardaroba moderno e alla moda e a sorridere di fronte allo specchio. Sono tantissime le donne con problemi alimentari e credo che modelli più sani possano essere utili a volersi più bene e ad accettarsi, credo che finalmente sia arrivato il momento di piegare il mercato della moda alle esigenze delle donne e non il contrario, finalmente le donne non dovranno più mortificare il loro corpo e il loro animo per assomigliare a modelli di donne perfette che nella realtà non esistono perché spesso sono solo il frutto di foto super photoshoppate che creano una perfezione che nella realtà sarebbe impossibile da ottenere. Il merito delle modelle curvy è quello di aver reso legale il gelato e la pizza, di aver tolto a molte donne la paura di mangiare, per cui adesso se andate a cena con il vostro uomo, non abbiate più paura di prendere il dolce, né la necessità di dividerlo con lui, mangiate con un sorriso il vostro dessert, senza l’ossessione o la paura di ingrassare, non mortificatevi in diete avvilenti perché anche se avete gli addominali da lasagna o il culo trapuntato farà sempre meno paura di chi mangia una quinoa scondita o un grano saraceno, perché se il signore avesse voluto che fossimo uccelli ci avrebbe dato a tutti le ali!

Vanessa Aresu

Dimenticando Santorini

Ciao pink readers,

ci avviciniamo alla bella stagione, alle vacanze al mare e alle letture perfette da portare con noi in spiaggia. Laura D’Amore ha letto per voi il romanzo di Marta Lock, Dimenticando Santorini.

Prima di copertina Dimenticando Santorini

Jade e Damian, si conoscono e si innamorano da adolescenti nella splendida isola greca ma il destino decide di separarli. Il dolore per il distacco sembra insopportabile ai due ragazzi innamorati, incapaci di accettare una sorte tanto crudele così, prima della partenza della ragazza, si dichiarano amore eterno. Con il tempo e la distanza però Jade si rassegna a vivere senza quel sentimento forte e intenso, costruendosi un futuro con Cooper, un compagno di scuola adorato dal padre; i due hanno una figlia, Sofia, l’unica vera gioia in un’esistenza che la donna non sente sua fino in fondo. Il suo pensiero torna però periodicamente a Damian e al loro amore puro e forte, finché una strana casualità non decide di riportarla di nuovo a Santorini. Un nuovo incontro fa riaffiorare tutti i sentimenti messi a tacere fino a quel momento e i due si lasciano di nuovo andare a quell’amore. Il destino beffardo continua a farli incontrare senza mai poter stare insieme, separandoli ancora e ancora, in un perpetuo ritrovarsi e perdersi, riavvicinarsi e allontanarsi, tra gli eventi familiari che segnano la vita di entrambi, scelte professionali che scrivono nuovi corsi, in un crescendo di colpi di scena fino all’incredibile e impensabile finale.

Leggendo questo romanzo, si pensa subito a quanto, a volte, il destino possa essere beffardo.

Damian e Jade si incontrano da ragazzini su una delle isole più romantiche della Grecia e si fanno una promessa in riva al mare che sembrano impossibilitati a mantenere. Si amano profondamente ma,ancora minorenni, sono obbligati a separarsi. Eppure, dopo vent’anni, si scontrano proprio tra le vie della loro isola, scoprendo che i loro sentimenti non si erano mai davvero spenti, ma solo assopiti. Trascorrono così un mese di intensa passione e di forti emozioni, trovandosi però a dover compiere una scelta difficile che li porta a separarsi di nuovo. Il destino non vuole vederli lontani e stavolta è Damian a dover andare in America. Quando si ritrovano di nuovo insieme, i loro sentimenti sono lì a aspettarli e a ricordare a entrambi che la distanza e il tempo non può nulla contro il vero amore. Le esigenze di Damian portano però Jade a una ennesima scelta, probabilmente sbagliata ma più sicura che li porta a una separazione, apparentemente definitiva. Il fato però non è d’accordo con i protagonisti.

Perché agli appuntamenti con il destino non si può mai mancare!

Il libro affronta diverse tematiche importanti, grazie agli altri personaggi della storia. Troviamo il papà di Jade, un uomo austero che non condivide l’amore spensierato oltre oceano della figlia, così come non condivide la sua vena artistica che la vorrebbe stilista di moda; è proprio questo padre possessivo ed antiquato a vietare a Damian qualsiasi contatto con Jade e a obbligare la figlia a un corso di studi pratico e facilmente redditizio. Abbiamo poi la mamma di Jade che, sopraffatta dall’uomo con cui è sposata, non riesce a sostenere la figlia nelle proprie scelte, lasciando che lui si imponga tutto. C’è Cooper, il marito di Jade, che nonostante l’amore incondizionato che prova per la moglie sa che lei non lo ha mai davvero ricambiato. Poi c’è Sofia, la figlia, una ragazza già donna che sostiene entrambi i genitori rendendosi conto, forse prima di loro, che senza un amore profondo e passionale un rapporto non può vivere per sempre. Accompagna così la mamma come un’amica sincera e fedele verso la realizzazione di quello che è il suo sogno. Dulcis in fundo, troviamo l’isola greca per eccellenza. Spiagge vulcaniche nere, contrapposte ad abitazioni bianche con i tetti azzurri, il tutto circondato da tramonti mozzafiato sul mare.

Link di acquisto: Dimenticando Santorini