Storia della pioggia

Quando un romanzo è intenso e coinvolgente, sa entrarti dentro per non uscirne più. Ecco quello che è successo alla nostra Antonella Maffione, che ha recensito per voi Storia della Pioggia di Niall Williams edito Neri Pozza adesso disponibile in edizione Beat.

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Ruth Swain, viso affilato, labbra sottili, pelle pallida incapace di abbronzarsi, lettrice di quasi tutti i romanzi del diciannovesimo secolo, figlia di poeta giace a letto, in una mansarda sotto la pioggia, “al margine tra questo e l’altro mondo”. Un giorno è svenuta al college, e da allora, malata, trascorre le sue ore in compagnia dei libri ereditati dal padre. Romanzi, racconti e versi attraverso i quali si avventura su sentieri sconosciuti, apprende cose che pochi sanno: che Dickens, ad esempio, soffriva d’insonnia e di notte passeggiava per i cimiteri; o, ancora, che da giovane Stevenson aveva attraversato la Francia dormendo sotto le stelle, in compagnia di un’asina. Mentre la pioggia batte sul tetto della mansarda, Ruth rovista così tra i libri e legge e raduna attorno a sé tutto quello che può: la vecchia edizione arancione di Moby Dick della Penguin, la copia di Ragione e sentimento con il ritratto di Jane con la cuffietta in testa, le memorie del Reverendo, il bisnonno che nella sua mente assomiglia al vecchio Gruffandgrim di Grandi speranze, gli appunti di Abraham, il nonno, che anziché abbracciare la chiamata del Signore abbracciò quella della pesca al salmone, i quaderni da bambino su cui Virgil, figlio di Abraham e suo amato genitore, annotava con la matita le sue poesie. Storie che, come tutte le storie, si raccontano e si leggono per scacciare il male di vivere o, come nel caso di Ruth, per mantenersi ancora “al margine tra questo e l’altro mondo”.

Leggendo Storia della pioggia è come se mi fossi perduta tra gli scaffali di un’ immensa biblioteca, sola, in compagnia di scrittori del diciannovesimo secolo, tra i libri consumati dai tanti lettori che se ne sono impossessati, come la protagonista Ruth. Ogni pagina di questo libro consente al lettore di scivolare in altre storie, di ascoltare il botta e risposta del poema dell’Eneide o i monologhi di Amleto, di viaggiare con la fantasia in epoche e posti diversi lasciando il mondo reale alle spalle. Ruth a causa di un fatale destino è costretta a stare a letto. L’unico posto dove trova conforto e serenità è la  sua stanza, con i suoi tremilacinquecento libri accatastati ovunque, con la pioggia che scorre sopra il lucernario, tanto da sembrarle d’essere dentro un fiume. I libri su di lei hanno un potere curativo, ama talmente tanto leggerli, che lo fa “con insaziabile voracità, come se fossero mele che nutrono ma allo stesso tempo fanno venire fame“.  Spesso l’umore di Ruth è colmo di tristezza tanto che neanche la voce briosa della sua mamma riesce a scacciare, allora prova a guardare i suoi libri e cerca di pensare a ciò che si è proposta: “riuscire a trovare suo padre” e per ritrovarlo può solo scrivere una storia su di lui.

Virgil, il padre di Ruth, era un sognatore, un lettore instancabile, non poteva permettersi di acquistare libri nuovi per cui si forniva di quelli usati. La mamma Mary era sua complice, anche se suo padre aveva bisogno di vestiti nuovi lei gli regalava solo libri, ed era  un modo per dimostrargli il suo grande amore. Virgil ha sempre amato perdersi nei libri, erano il suo nutrimento e quando Ruth era piccola amava tenerla tra le braccia mentre leggeva. Insieme sulla poltrona erano pronti a navigare in altri mondi, in posti lontani. “Non c’è nessun vascello che, come un libro, possa portarci in paesi lontane” (Emily Dickinson ).

Il cervello di Virgil non trovava mai pace, le parole scorrevano dentro di lui e quindi si convinse che la sua missione era scrivere poesie. Quando questa notizia si diffuse tra gli abitanti di Faha, ne furono talmente ammirati che cominciarono a regalargli libri: libri che avevano letto, libri che non avrebbe mai letto, libri ereditati.

Cari lettori, leggete, leggete! Leggere è un privilegio, leggere ci fa navigare dove vogliamo staccandoci dalla realtà, restando “al margine tra questo e l’altro mondo”.

Link di acquisto: Storia della Pioggia

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