Shake my colors

Ciao booklovers,

ecco a voi una novità in libreria firmata Sperling & Kupfer.

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Laura ha diciassette anni e ama il pattinaggio più di ogni altra cosa. È solo lì, sul ghiaccio, che si sente davvero se stessa. Perché, fin da quando è nata, non può vedere i colori e il mondo è spesso una trappola in bianco e nero. Paolo, il suo migliore amico, è l’unico a capire cosa tutto ciò significhi per lei ed è la sua àncora di salvezza. Sono cresciuti insieme in un paesino affacciato sul lago di Como, conoscono tutto l’uno dell’altra e custodiscono i reciproci sogni. Ora che una gara importantissima l’attende, Laura sa di poter contare su di lui, e che quando sarà il momento lo vedrà sugli spalti a fare il tifo per lei. E poi, un giorno, Laura incontra Geo. Capelli lunghi, stretti in una coda da cui sfugge qualche ciuffo ribelle, gesti decisi di chi sa quello che vuole e uno sguardo che la fa vacillare. Non riesce a vedere il colore di quegli occhi, ma le basta poco per capire che da quell’incontro la sua vita non sarà più come prima. Qualcosa li spinge l’uno verso l’altra, un’attrazione a cui non ha senso resistere. La passione che nasce è così travolgente da lasciarli senza fiato. Eppure ci sono dei silenzi tra loro, perché entrambi stanno nascondendo qualcosa. Laura non ha ancora trovato il coraggio di parlargli del suo problema alla vista, e Geo… cosa nasconde Geo? Cosa significano quelle ombre sul suo viso? E le sue fughe improvvise? Persino sul ghiaccio Laura non è più la stessa, e rischia di mandare all’aria il lavoro di anni. Un sentimento unico come quello che li lega dovrebbe poter vincere su tutto. Ma quando l’amore è un salto nel buio, avere coraggio a volte non basta.

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Orior: il debutto discografico di Valentina Casesa

Se qualcuno pensa che io abbia deciso di realizzare un disco, si sbaglia. Tecnicamente ho solo iniziato ad unire dei punti, situati in varie parti del tempo e del globo terrestre, per cercarne come un’essenza comune. Non è facile viaggiare costantemente, prendere aerei, fare bagagli, magari hai anche lavoro, casa, famiglia, devi vivere in qualche modo. Ma nulla ti vieta di viaggiare resistendo, anche ad occhi aperti, sentire gli odori dei luoghi in cui sei, fotografarne i colori“.

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Nasce così un nuovo album pianistico di Almendra Music, ancora una volta da percorsi, da geografie umane e artistiche, da sensazioni tradotte in musica e offerte all’immaginazione e alla sensibilità dell’ascoltatore: è Orior, debutto discografico di Valentina Casesa. Dopo Ambienti di Giovanni Di Giandomenico, per pianoforte, pianoforte preparato ed elettronica, la indie-label siciliana sottolinea con un nuovo disco la propria idea di “Almendra piano album”, caratterizzati ciascuno dal protagonismo dello strumento e da un approccio compositivo di volta in volta diverso ma coerente, riconoscibile, e dai risultati pregnanti sia intellettualmente che emotivamente.

Compositrice e pianista, Valentina Casesa (1981) è autrice di musica strumentale e d’opera, musica per le immagini e per la danza. Le sue composizioni sono narrazioni in continua evoluzione, senza certezza di sviluppo e fine, moti continui che avvolgono in calmi paesaggi o sorprendono con scarti improvvisi, e coinvolgono ascoltatori da qualsiasi background sollecitando emozioni e immagini profonde, complice anche una ricerca del colore strumentale sempre ben ponderata e spesso sorprendente. Diplomata con lode in pianoforte, composizione e direzione di coro al Conservatorio Bellini di Palermo, è co-fondatrice e pianista del Trio Artè, e ha scritto opere di vario genere e di notevole impatto – da Perceptions in onore di Sofia Gubaidulina a Aspettando Violetta, realizzata in Piazza Maggiore a Bologna in memoria delle vittime della strage del 2 Agosto 1980 e trasmessa da Rai TV. Orior è il suo primo album e anticipa un nuovo lavoro, di più lunga durata, previsto per il 2017.

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Già dal titolo – “orior, orieris” in latino significa nascere, cominciare – si percepisce il senso di novità, quasi primaverile, del lavoro della Casesa. Non solo un lavoro di presentazione, non un semplice biglietto da visita, ma l’inizio di un cammino, il primo passo di un percorso, un itinerario tra ricordi e note, che raccoglie sollecitazioni tanto dal suo lavoro come pianista per la danza (come nella traccia d’apertura, Untitled #1) quanto dall’esperienza sedimentata in Sicilia di memorie wagneriane (come nelle due diverse interpretazioni di Saracina), speziata anche da echi di Sakamoto e Satie, e sedimentazioni dal grande repertorio tardoromantico. Immaginazione che muta in musica in presa diretta, prodotto live-in-studio senza tagli ed editing. Come dichiara l’autrice: “Ogni partitura rappresenta un viaggio, per me e per chi ascolta, e così anche ogni registrazione, perché durante il lavoro in studio non hai mai una percezione definitiva, se non solo dopo aver affrontato un percorso, un viaggio, attraverso lo strumento. Riesco a scrivere soltanto immaginando. Ricreare attraverso il pianoforte un luogo, un accadimento, un profumo, colore, emozione, è il modo in cui cerco di comunicare col mondo, sentendone profondamente, a volte anche violentemente, ogni più lieve inflessione e sfumatura. Per questo la mia ricerca si fonda sull’essenza del suono, il quale essendo mezzo di trasmissione di energia, percorre non solo gli spazi ma è capace di entrare dentro l’anima fisicamente, ponendosi in risonanza con l’uomo”.

Orior è composto da cinque brani: una sorta di piccolo scrigno ‘modern classical’ che Valentina ha sigillato prima di partire per questa avventura discografica che la vedrà tornare in studio per il suo album di lunga durata nel 2017. Ciononostante, Orior è un’opera di significativa meditazione sul suono e sul suo significato più profondo, prendendo per mano l’ascoltatore: “La ricerca di “essenza del suono” è stata la estrema concentrazione sulla vita del suono e sulle sue trasformazioni, per ogni brano, per ogni singola frase musicale, ogni nota, ogni singolo respiro, la trasformazione degli armonici in altri armonici, anche con l’uso del pedale come ulteriore e specifico strumento all’interno del pianoforte. Mi è piaciuta molto l’idea – prima con la registrazione in presa diretta e poi col missaggio – di sentire ogni suono vivo, presente, e di portare l’ascoltatore dentro il suono avvolto dallo stesso, come se il mio suono fosse una calda coperta in una fredda sera d’inverno”. L’album è uscito il 27 dicembre 2016 in download e streaming su BandCamp e a seguire su tutte le piattaforme digitali (distr. The Orchard). Presto sarà disponibile anche in formato fisico: una preziosa edizione limitata, un cofanetto di legno contenente fogli, rami, memorie e tracce di percorsi, con download-code e invito al viaggio stampati sul fondo.

 Per approfondimenti:  Orior

 

 

Storia della pioggia

Quando un romanzo è intenso e coinvolgente, sa entrarti dentro per non uscirne più. Ecco quello che è successo alla nostra Antonella Maffione, che ha recensito per voi Storia della Pioggia di Niall Williams edito Neri Pozza adesso disponibile in edizione Beat.

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Ruth Swain, viso affilato, labbra sottili, pelle pallida incapace di abbronzarsi, lettrice di quasi tutti i romanzi del diciannovesimo secolo, figlia di poeta giace a letto, in una mansarda sotto la pioggia, “al margine tra questo e l’altro mondo”. Un giorno è svenuta al college, e da allora, malata, trascorre le sue ore in compagnia dei libri ereditati dal padre. Romanzi, racconti e versi attraverso i quali si avventura su sentieri sconosciuti, apprende cose che pochi sanno: che Dickens, ad esempio, soffriva d’insonnia e di notte passeggiava per i cimiteri; o, ancora, che da giovane Stevenson aveva attraversato la Francia dormendo sotto le stelle, in compagnia di un’asina. Mentre la pioggia batte sul tetto della mansarda, Ruth rovista così tra i libri e legge e raduna attorno a sé tutto quello che può: la vecchia edizione arancione di Moby Dick della Penguin, la copia di Ragione e sentimento con il ritratto di Jane con la cuffietta in testa, le memorie del Reverendo, il bisnonno che nella sua mente assomiglia al vecchio Gruffandgrim di Grandi speranze, gli appunti di Abraham, il nonno, che anziché abbracciare la chiamata del Signore abbracciò quella della pesca al salmone, i quaderni da bambino su cui Virgil, figlio di Abraham e suo amato genitore, annotava con la matita le sue poesie. Storie che, come tutte le storie, si raccontano e si leggono per scacciare il male di vivere o, come nel caso di Ruth, per mantenersi ancora “al margine tra questo e l’altro mondo”.

Leggendo Storia della pioggia è come se mi fossi perduta tra gli scaffali di un’ immensa biblioteca, sola, in compagnia di scrittori del diciannovesimo secolo, tra i libri consumati dai tanti lettori che se ne sono impossessati, come la protagonista Ruth. Ogni pagina di questo libro consente al lettore di scivolare in altre storie, di ascoltare il botta e risposta del poema dell’Eneide o i monologhi di Amleto, di viaggiare con la fantasia in epoche e posti diversi lasciando il mondo reale alle spalle. Ruth a causa di un fatale destino è costretta a stare a letto. L’unico posto dove trova conforto e serenità è la  sua stanza, con i suoi tremilacinquecento libri accatastati ovunque, con la pioggia che scorre sopra il lucernario, tanto da sembrarle d’essere dentro un fiume. I libri su di lei hanno un potere curativo, ama talmente tanto leggerli, che lo fa “con insaziabile voracità, come se fossero mele che nutrono ma allo stesso tempo fanno venire fame“.  Spesso l’umore di Ruth è colmo di tristezza tanto che neanche la voce briosa della sua mamma riesce a scacciare, allora prova a guardare i suoi libri e cerca di pensare a ciò che si è proposta: “riuscire a trovare suo padre” e per ritrovarlo può solo scrivere una storia su di lui.

Virgil, il padre di Ruth, era un sognatore, un lettore instancabile, non poteva permettersi di acquistare libri nuovi per cui si forniva di quelli usati. La mamma Mary era sua complice, anche se suo padre aveva bisogno di vestiti nuovi lei gli regalava solo libri, ed era  un modo per dimostrargli il suo grande amore. Virgil ha sempre amato perdersi nei libri, erano il suo nutrimento e quando Ruth era piccola amava tenerla tra le braccia mentre leggeva. Insieme sulla poltrona erano pronti a navigare in altri mondi, in posti lontani. “Non c’è nessun vascello che, come un libro, possa portarci in paesi lontane” (Emily Dickinson ).

Il cervello di Virgil non trovava mai pace, le parole scorrevano dentro di lui e quindi si convinse che la sua missione era scrivere poesie. Quando questa notizia si diffuse tra gli abitanti di Faha, ne furono talmente ammirati che cominciarono a regalargli libri: libri che avevano letto, libri che non avrebbe mai letto, libri ereditati.

Cari lettori, leggete, leggete! Leggere è un privilegio, leggere ci fa navigare dove vogliamo staccandoci dalla realtà, restando “al margine tra questo e l’altro mondo”.

Link di acquisto: Storia della Pioggia

L’incanto della bellezza che si rinnova – GDM Group

Vorrei raccontare la storia di Guido Di Marzo, un giovane professionista romano dalle grandi capacità che ha sviluppato nel mondo dell’hairstyle e che oggi ha rinnovato la sua già stimolante e innovativa attività con una nuova filosofia.

Il suo amore per l’estetica, la bellezza e la moda, lo porta a intraprendere la sua carriera all’età di 15 anni attraverso un’esperienza effettuata in diversi saloni del panorama romano degli anni ’80, dove comincia a formarsi. La sua crescita professionale prosegue con un viaggio durato quasi 4 anni tra Svizzera, Francia, Germania, Danimarca e Svezia dove ha modo di venire a contatto con le correnti internazionali della moda e dell’estetica. Infine, torna in Italia come formatore presso l’Accademia Polverini di Rimini.

Apre il suo primo salone di bellezza a Roma dove comincia a sperimentare con creatività tutto ciò che ha appreso nei suoi viaggi. Si affilia con Evos, azienda che si distingue per un’immagine glamour di alto livello, in seguito tra il 1999 e il 2001 la sua curiosità e il suo indiscusso talento, lo portano a fare degli stage a Washington DC.

Tornato nuovamente a Roma apre il suo secondo salone in via Tiburtina al quale decide, in seguito, di dedicarsi interamente con la creazione del GDM Group.

Dal 2011 a oggi, Guido Di Marzo si è distinto come formatore per varie aziende. Parallelamente ha formato un personale valido, professionale e attento, capace di occuparsi non solo di hairstyle e cura del capello, ma anche di tendenze ed alta moda, per donne moderne che amano stare al passo coi tempi. A partire dai capelli si spalanca infatti un panorama sconfinato, che incontra quello della bellezza e della cura dell’immagine e il salone Di Marzo lo sa fare privilegiando prodotti d’eccellenza di grandi marchi come la Schwarzkopf.

Unicità, sartorialià e arte sono i punti chiave della filosofia del GDM Group. L’obiettivo principale del gruppo è quello di far vivere alle proprie clienti un’esperienza ultra sensoriale con forme, colori e profumi che rendono l’ambiente caldo, accogliente e familiare.

E’ proprio questa filosofia che ha portato il nostro professionista a ristrutturare il suo salone in via Tiburtina rendendolo moderno, fresco e brillante.

Il 25 marzo ha inaugurato questa piccola perla di eleganza e professionalità, intitolando la serata: IL SALONE DI MARZO SI VESTE DI NUOVI COLORI.

Il salone oggi si presenta luminoso, bianco, lineare, con accenni naturali, ricreando un piccolo angolo SPA, altra novità è il logo, formato da due cerchi concentrici che racchiudono l’emblema del suo mestiere “le forbici e il pettine”.

Il rinnovo del GDM Group darà il via a tante iniziative come l’APERIPIEGA, un connubio tra musica dal vivo, ottimi drink e favolose acconciature, a seguire la BEAUTY NIGHT, dove le clienti potranno entrare in un ambiente rilassante, con luci soffuse, candele, incensi e tisane, affidandosi alle mani esperte di tutto il team per trattamenti di bellezza per corpo e capelli.

La novità sarà il CORAL HAIR SHOW, una serata all’insegna del glamour, dell’arte, e della moda, con la presentazione della prima collezione del GDM Group di tagli uomo, tagli donna, tendenze colore e acconciature haute couture per la prossima stagione estiva (nella pagina Fb del salone si possono trovare tutte le indicazioni sugli eventi).

Tutto questo e altro ancora è il mondo di GDM Group che Guido Di Marzo ha sapientemente saputo creare negli anni grazie alla sua esperienza, professionalità e passione. Il salone Di Marzo ha tutte le caratteristiche per diventare una meta dei fashionisti alla ricerca di nuovi trend e locations di culto. Guido, garbato e disponibile per natura e per professionalità è certamente in grado di soddisfare le richieste più esigenti delle clienti che intendono rinnovare il proprio look e il proprio stile. Grazie anche al suo staff preparato, il salone è pronto ad offrire la nuova idea che da tempo aspettavate per rinnovare voi stesse perché il cambiamento parte da fuori e poi si spinge nell’anima di ogni donna. Una ciocca di capelli e un sorriso cambiano la figura femminile donandole una nuova e più intensa personalità. Il salone Di Marzo è quello che serve per cambiamento, il miglioramento e l’evoluzione che ogni donna richiede ogni giorno alla propria femminilità.

Simona Teodori

Pink Magazine Italia – April Issue

The Pink Side of…Us!

Carissimi lettori, Pink cresce, si rinnova e diventa sempre più il punto di riferimento per chi ama i libri, il teatro, l’arte, la moda, il cinema e i viaggi. Ancora una volta mi trovo qui davanti a voi per fare un annuncio importante: a partire da questo numero, infatti, potrete leggerci ovunque e scaricare gratuitamente la versione digitale del nostro magazine sui vostri dispositivi elettronici per essere sempre a portata di mano e di click! Con l’occasione cambia un po’ anche la veste grafica e se siete abituati alle meraviglie del nostro team… aspettate e sfogliate, ne vedrete delle belle. Pensando a come presentare una rivista gratuita, io, Luigi e Isabella abbiamo raccolto tutto il meglio che ci offriva il panorama editoriale italiano. In questo numero troverete pertanto le nostre recensioni di libri appena usciti, un focus sulla letteratura russa, sulla traduzione letteraria, un primo resoconto della nostra Book Challenge, i migliori film del momento selezionati per voi mentre saremo da Tiffany a New York e assaporeremo la Grande Mela anche grazie alle bellissime illustrazioni di Megan Hess. Parleremo con Giammarco Sicuro, inviato del Tg2 e con il direttore delle collane da edicola Mondadori, Franco Forte (che ha in serbo per noi una bellissima sorpresa). Insomma, l’aria di primavera ci fa davvero bene!

Cinzia Giorgio

Leggi Pink gratuitamente cliccando qui: Pink Magazine Italia – Aprile 2017

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