Un incantevole aprile

Ciao booklovers,

Nuovo mese, nuove letture, nuove meraviglie Fazi Editore.

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In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molto diversa da quella che avevano sognato il giorno del matrimonio. Mrs Wilkins, timida e repressa, è sposata con un avvocato ambizioso che «lodava la parsimonia tranne quando si trattava del cibo che finiva nel suo piatto»; Mrs Arbuthnot, estremamente religiosa, è sposata a uno scrittore di biografie sulle amanti dei re: per una donna come lei, una cosa davvero sconveniente. Insieme decidono di rispondere a un annuncio per l’affitto di un castello a San Salvatore, piccola cittadina della Liguria, per tutto il mese di aprile. A loro si uniscono Mrs Fisher, un’anziana signora che incarna appieno la morale vittoriana nel portamento, nelle amicizie e nella rigida etichetta che esige sia rispettata, e Lady Caroline, giovane ereditiera di una bellezza sopraffina in cerca di requie dalla vita mondana e dagli innumerevoli spasimanti. Le quattro donne, che si conoscono a malapena, si lasciano così alle spalle la grigia e piovosa Inghilterra per godersi un mese di vacanza in Italia. Immergendosi nel calore della primavera italiana e nella bellezza placida del luogo, avvolte nei profumi dei glicini e dei narcisi che aiutano a mettersi a nudo, le signore imparano ad apprezzarsi, mentre ognuna, a turno, sboccia e ringiovanisce, riscoprendo l’amore e l’amicizia, ritrovando la speranza. Un delizioso e irriverente romanzo al femminile che, uscito per la prima volta nel 1922, fu subito un bestseller.
Da Un incantevole aprile, uno dei romanzi di maggior successo dell’autrice, sono stati tratti due film.

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L’ufficiale dei matrimoni

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi questo bellissimo romanzo #Beat.

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Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po’ di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall’aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l’intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di “ufficiale dei matrimoni”, di soldato, cioè, incaricato di verificare che le “fidanzate” dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in “mogli” siano “idonee” e di “buon carattere”, vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l’ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del ’43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un’affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d’occupazione…

Una storia di guerra e sofferenza, di degrado e di scelte estreme, ma anche la rappresentazione della bellezza del popolo napoletano con la sua spontaneità e sfrontatezza, dei sapori e dei profumi degli agrumi che caratterizzano la costiera Amalfitana e dei tramonti mozzafiato su un mare verde e limpido. Le brutture della guerra sono affievolite dai piaceri del palato e dalla storia d’amore tra Livia e James. Tra un bacio al sapore dell’aroma astringente di una foglia di menta, e il calore confortante dell’origano, i dispiaceri e i malumori legati alla guerra si fanno più leggeri. L’amore tra James e Livia è talmente passionale, che in camera da letto il loro rapporto diventa un banchetto appetitoso: “Imparò a conoscere i diversi sapori di lei: il gusto lievemente salato del collo;  la punta delle dita, che conservava il gusto dei piatti cucinati poco prima; il dolce nettare della bocca”.  Questa passione viene smorzata dalla devastante eruzione del Vesuvio. La caduta dei lapilli e la colata di lava lungo le colline abitate intorno ad esso, si presentano come “un flagello biblico”, che neanche le preghiere e le credenze popolari riuscono a fermare.

Questo romanzo storico ha la capacità di catapultarci nelle vicende romanzate e nel racconto di fatti realmente accaduti, con un linguaggio semplice, diretto, ma mai superficiale. L’autore ci conduce nei campi di battaglia, ci permette di vivere il conflitto a fuoco tra partigiani e tedeschi, ci rende consapevoli delle nefandezze della guerra, in cui lo stato d’animo dei protagonisti viene messo a nudo. Un romanzo che invita a riflettere sulla guerra, sul suo potere distruttivo, sulle motivazioni spesso fondate su desiderio di potere e conquista, ma soprattutto sulle conseguenze dei conflitti su chi ne è vittima, in particolar modo le figure femminili che spesso si ritrovano sottomesse a uomini che esercitano su di loro potere ed autorità.

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