Collezione ORLY La La Land – Primavera 2017

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Los Angeles è il luogo in cui i tuoi sogni possono diventare realtà. Da ogni parte del mondo le persone raggiungono questa magica città per realizzare i loro desideri più arditi e trasformare la loro vita… perché qui tutto è possibile! È vero, alcuni potrebbero pensare che gli abitanti di L.A. abbiano la testa fra le nuvole ma cosa c’è di male? In fondo è proprio lì che dovrebbe stare!

La collezione ORLY La La Land – Primavera 2017 traduce l’ottimismo e la gioia di vivere californiani in 6 colori freschi e luminosi come il cielo cristallino di Los Angeles e l’acqua di Venice Beach.

Head in the Clouds – rosa pastello chiaro cremoso
As Seen on TV – color lilla cremoso
Cool in California – vivace rosa papavero cremoso
Anything Goes – base semitrasparente holografica e opalescente con microglitter, macroglitter tondi e stelline rosa e celesti
Big City Dreams – cremoso verde menta pastello
Forget Me Not – cremoso azzurro cielo pastello

Formato 18ml. Tutti gli smalti ORLY sono 3-Free: non contengono Formaldeide, DBP e Toluene.

La Collezione Smalti ORLY La La Land è disponibile anche come:
Mani Mini Kit – contiene quattro Smalti Mini da 5,4ml (Cool in California, Forget me Not, As Seen on TV e Anything Goes). Ideale come kit da viaggio o da portare in borsetta.

Copyright by PerfettoME.RU

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La libertà e un gin tonic. Intervista a Massimo Dapporto

Drinking with L. A.
Un drink con Alessandra Lumachelli
di Alessandra Lumachelli

Massimo Dapporto, la libertà e un gin tonic

massimo-e-alessandraPioggia, ancora. “È inverno: deve piovere!”. La pioggia gioca con i miei anfibi (o sono io che scovo pozzanghere ovunque, sapendo di non correre troppi rischi). Il rumore ipnotico della pioggia sul mio ombrello è uno dei pochi udibili, nella serata mesta di metà settimana. È ancora inverno: la natura si racchiude in se stessa, proteggendo i semi che fioriranno in primavera, e l’umanità dovrebbe ripiegarsi e riflettere, per permettere alla creatività e al calore di poter germogliare a breve. Mi avvicino al teatro, arrivo in anticipo, chiedo e poi mi siedo in attesa. Gioco col telefonino, mentre arriva il mio ospite, l’attore Massimo Dapporto, che mi si rivolge subito dandomi del tu. Ci dirigiamo nella platea del teatro, e dalle poltroncine rosse iniziamo il viaggio delle 4 domande fisse di “Drinking” più una ritagliata sul soggetto. Eccole.

Se Massimo Dapporto fosse un supereroe, che supereroe sarebbe e che superpoteri avrebbe?
Ho sempre amato Superman! Pensa che avevo i primi 100 numeri della collezione. Costavano prima 25 lire, poi 30 l’uno. La mia preoccupazione è la stessa di Superman: incontrare qualcuno che in tasca ha la Kryptonite, che può indebolirmi! Ci sarebbero tante cose da fare, come supereroe. Basterebbe chiedere a chi ci sta leggendo: “Se fosti Superman, potendo volare ed avendo superpoteri, che faresti?”. Lascio alla fantasia dei lettori. Certo è che ci sono tante persone da “sistemare”, con la forza di passare muri e confini, tenendole in braccio. Perché volando, si fa presto. Comunque, io giro questa domanda a chi ci legge, perché è interessante come domanda, e ognuno di noi ha dei desideri o delle frustrazioni, che, potendo essere Superman, riuscirebbe a vincere.

Se avessi la macchina del tempo, dove andresti? Passato, presente, futuro?
Andrei nel passato: vorrei poter vivere una giornata per ogni secolo passato, a partire dalla preistoria! Ci sarebbero tanti giorni ad aspettarmi! E poi un’occhiata nel futuro, ma “un’occhiata” di un giorno, tra 800-1000 anni nel futuro, e ritornare nella via dove abito, per capire i cambiamenti che ci sono stati: se sono rimaste le case, casa mia, se è stata venduta, dentro chi ci sarà un extraterrestre!

Che cos’è per te, o come vorresti che fosse, la libertà?
La libertà, come vorrei che fosse? Mi piacerebbe che fosse totale, ma non riusciamo ad avere la libertà totale, perché la useremmo male. Per cui dovrebbe essere una “libertà totale controllata”, nel senso che si può arrivare fino ad un certo punto, con la libertà, poi ci sta una morale che ci deve interrompere, deve farci capire che stiamo sbagliando. Però la libertà, è chiaro, è bellissima! Io mi sento abbastanza libero, quando lavoro. Il mio lavoro mi dà una grande libertà, anche di pensiero. La libertà è una parola cara a tutti, soprattutto a chi, in questo momento, vive senza libertà: non parlo dell’Italia, ma di altri Paesi. L’Italia ha una sua forma di democrazia, una sua forma di libertà. C’è chi si lamenta, parlando di “dittatura”. Io vorrei vedere, con le azioni che commettiamo giornalmente, se fossimo in un altro Paese, che cosa ci farebbero!

Qual è il tuo drink preferito?
Il gin con l’acqua tonica, che lo diluisca, e ghiaccio, shakerato, mi piace molto. Ma non so come si chiami [ndr. Gin tonic], perché non ho il vizio del bere… ma quando mi capita, e mi danno questo tipo di gin, lo bevo molto volentieri!

Che cosa può fare Massimo Dapporto per salvare o per migliorare il mondo?
Non ho una pretesa così importante, cerco sempre di coinvolgere chi ci legge: ognuno di noi può migliorare il mondo, non salvarlo, ma migliorarlo. Ma, migliorandolo, probabilmente lo salva! Bisogna comportarsi bene, bisogna avere una propria dirittura morale, un’etica. Non essere bacchettoni, assolutamente. Se non si è coerenti con ciò che invece si dice (“io sono una brava persona… sono questo e quest’altro”) e si hanno dei vizi, si faccia in modo che tali vizi rimangano segreti! Perché altrimenti, quando si scoprono, si fanno figuracce, e la gente poi è pronta a lapidare.

Allora, amici, in alto i baloons, coltiviamo una sana libertà, e alla prossima!

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Who’s who
Per chi non lo sapesse…

dapportoAttore e doppiatore, Massimo Dapporto è figlio dell’attore teatrale Carlo. Interpreta vari ruoli per il cinema: si ricordano, fra gli altri, “Il trafficone” di Bruno Corbucci, “Soldati. 365 giorni all’alba” di Marco Risi, “Mignon è partita” di Francesca Archibugi, “Celluloide” di Carlo Vizzani. Lavora anche in TV: si ricordano, per esempio, “Distretto di Polizia 7”, “Giovanni Falcone” (candidatura agli Emmy Awards), “Il mercante di Venezia”, “Amico mio”, “Il commissario”, “Casa famiglia”. Molti sono gli attori da lui doppiati in italiano: è suo anche il doppiaggio del personaggio di Buzz Lightyear nel famoso film di animazione della Disney, “Toy Story”, e di Tim Curry in “Mamma ho riperso l’aereo”. È attualmente in tournée teatrale, al fianco di Tullio Solenghi, con “Quei due (Staircase)” di Charles Dyer.

Le novità Elliot edizioni

Ciao booklovers,

oggi vi faremo entrare nel magnifico mondo Elliot edizioni.

Romanzi eccezionali che sapranno conquistarvi sin dal primo istante.

Tra le tantissime ultime uscite, ve ne segnaliamo due, che sono balzate in cima alla nostra classifica delle migliori letture di inizio anno.

ragazza-che-amavaJuliet Appleton è la giovane figlia di un ufficiale, che si ritrova costretta a cercare di sopravvivere dopo la morte del padre. Come molte delle ragazze ai primi del Novecento, anche Juliet impara a fare la dattilografa, usando la macchina da scrivere, sinonimo in quei decenni di emancipazione e progresso, uno strumento in grado di creare una schiera di giovani impiegate: le type-writer girls. Juliet diventa una di loro e trova lavoro in un ufficio legale, ma la vita con il capo e i colleghi è difficile: è considerata una ragazza eversiva, perché vive da sola, frequenta il Girton College, fuma sigarette e gira in campagna con la sua bicicletta, anch’essa simbolo di una dirompente forma di libertà femminile. Dopo varie avventure la giovane dattilografa riuscirà a trovare un buon impiego e l’amore, ma non senza difficoltà. Un romanzo incredibilmente moderno e pioneristico che sa parlare di donne, conquiste e nuove libertà.

dickensKate ha undici anni ed è un’assidua lettrice di Charles Dickens. Nessuno scrittore ha segnato l’infanzia della sua generazione come l’autore di Oliver Twist. Tutti in famiglia sono amanti dell’autore di Grandi sperante, tanto che i due cani di casa si chiamano Pip e Pocket come i suoi celebri personaggi. Durante un viaggio in treno per Boston, Kate ha la fortuna di ritrovarsi seduta accanto al suo idolo. Inizia così un indimenticabile scambio di battute tra i due, che la futura scrittrice in seguito raccolse in questo delizioso memoir, che ci ricorda l’importanza della lettura nell’infanzia e il ruolo dei “maestri” letterari nella costruzione della nostra personalità.

Visitate il sito della casa editrice per consultare il catalogo e iscrivervi alla newsletter http://www.elliotedizioni.com/

 

 

Tour in libreria

boom-librerieCiao booklovers,
Oggi iniziamo il nostro viaggio alla scoperta delle librerie indipendenti. Luoghi magici dove si possono scovare tesori di carta.
Nel mio recente viaggio in Olanda, mi sono imbattuta per caso, grazie ai miei amici, in una bellissima libreria antiquaria.

Un piccolo angolo di paradiso in una cittadina bellissima Roermond.

Girovagando tra gli scaffali si viene avvolti dall’inconfondibile odore dei libri usati, delle edizioni antiche, ma anche dalla bellezza dei colori.

Tantissimi volumi dei generi più disparati in lingua tedesca, olandese e inglese.

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Il libraio è una persona eccezionale, ci ha accolto con calore nonostante fosse orario di chiusura. Il mio amico Marcel gli ha detto che sono “pazza di libri” e lui ci ha fatto entrare con grande entusiasmo.

Purtroppo mi ha confermato il triste destino di questi luoghi di cultura, sempre meno frequentati.

Ovviamente non potevo andar via senza un libro! Devo a questo incontro speciale la mia prima copia in tedesco di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen che si aggiunge alle mia collezione.

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Curiosi di scoprirne di più? Visitate il sito web boom.boekwinkeltjes.nl
Se anche voi avete vissuto delle esperienze speciali in una libreria indipendente, parlatecene:

ufficiostampa.pinkmagitalia@gmail.com

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Fiori di Zucca – Spettacolo di Teatro e Danza – Ability

fiori-locandinaAlla fine di ogni incontro del DanceAbility TheatreLab sentivo il bisogno di scrivere sul mio diario di bordo frasi e parole che erano emerse durante il lavoro in sala e da queste subito nascevano nei miei pensieri immagini e disegni che scatenavano in me il desiderio di realizzare, cosi un giorno ho raccolto il tutto in un insieme e ciò che mi sono ritrovata davanti era uno spettacolo nel vero senso della parola.

Questo progetto, ho pensato, può essere una possibilità, perché l’Arte ama è da libertà. Preferisco parlare di progetto più che di spettacolo preferisco parlare di gruppo più che di compagnia, FIORI DI ZUCCA è un viaggio itinerante sbocciato già in due differenti versioni, e ancora diverso potrà divenire, proprio per la sua capacità di trasformarsi e adattarsi ai corpi che lo portano in scena.

Il pensiero da cui nasce la sua scrittura, la sua danza e la sua musica è l’integrazione tra relazione spazio tempo e designe cioè i principi base della DanceAbility nonché dell’Arte.

Il 21 gennaio, presso il Centrale Preneste Teatro, otto performer dalle diverse abilità si sono esimiti in una storia inedita di e con Giovanna Barbero che ne ha curato parole e danze il tutto accompagnato dal musicista Vito Caporale.

“Ciò che abbiamo provato a regale è la verità così com’è senza paura di usare parole per i più indicibili, senza nasconderci dietro ipocrisie ma mostrando con leggerezza e ironia quante le occasioni che ci possono essere se solo modifichiamo i punti di vista e di ascolto andando oltre a quel limite che spesso sentiamo come ostacolo che può diventare invece fonte di ricchezza e bellezza per la comunità, riuscire a lasciare lo sguardo degli occhi per accogliere quello del cuore.”

Una storia cornice di un padre a cui nasce un figlio con una disabilità, la sua paura e la solitudine sociale lo porta a disperarsi pensando ai gesti peggiori.

danceability-2È nel gioco, nel gioco della vita, che troverà gli strumenti per poter essere un buon padre. Dislessia, esclusione dal gruppo, ostacoli pratici per la propria indipendenza, indifferenza e isolamento, pericoli improvvisi che travolgono il vissuto di chiunque. Storie vere raccontate con ironia, corpi danzanti che si uniscono senza distinzione e realtà amare soffiate tra sorrisi che possono stupire appaiono, come in un sogno, a questo padre che rifiuta di vedere i diversi colori e le infinite sfumature. Ma alla fine accade qualcosa a cui il vero sguardo del suo cuore non potrà sottrarsi.

Un pubblico attento, in sintonia con ciò che accadeva in scena, ridendo alle battute, battendo le mani per sostenere momenti ritmati e dagli occhi lucidi che spesso non potevano trattenere le lacrime. Una forte energia riempiva il teatro dai corpi in scena ai corpi in ascolto.

“Sì, il feedback del pubblico è stato forte e inaspettato, gli applausi e le belle parole fanno piacere, ma quando queste sono piene di curiosità ed emozione è una bella soddisfazione e regala tanta forza. Tutto questo è accaduto perché il gruppo che mi ha circondata e che ha creduto in me, da chi era in scena a chi dietro le quinte, è un gruppo di bravi Artisti e Professionisti ma soprattutto di Belle Persone. Insomma siamo degli ottimi di Fiori di Zucca, quei fiori che hanno una peluria che allontana e infastidisce ma quando si schiudono sono un giallo caldo e si protendono chiedendo di essere colti; quei fiori che parrebbe strano vedere in un vaso per farsi ammirare eppure senza alcun timore pronti a sconvolgere facendo qualcosa che nessuno si aspetterebbe, come farsi friggere e mangiare! Noi siamo i Fiori di Zucca i Fiori non Fiori.”

danceabilityIl pubblico ha lasciato il teatro cantando alcune parole di una delle canzoni dello spettacolo che recitano così : “Togli la tua d’attore e guarda a te stesso con amore il viso strucca sei un fiore di zucca!”. Il progetto prosegue e nuove idee continuano a crearsi, grazie a tutte le persone che incontro durante i workshop, gli stage e il laboratorio.

Giovanna Barbero

www.giovannabarbero.com

www.facebook.com/giovannabarberoLAB

 

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Remember

Ciao booklovers,
Oggi Laura D’Amore ci parla del nuovo successo Wattpad edito DeAgostini Libri.

rememberDopo una tempesta arriva sempre il sereno. Levi ne è convinto. Per tutta la vita ha osservato la pioggia e ha rincorso gli arcobaleni, credendo ciecamente nel lieto fine. Ma un giorno tutto è cambiato: il giorno in cui la sua ragazza è morta in un terribile incidente. Da quel momento il temporale l’ha inghiottito, e la luce non è più tornata. Così Levi ha smesso di parlare. Preoccupata per lui, la madre gli propone di prendersi una pausa e di raggiungere il padre, nel Maine. Levi non ha voglia di lasciare l’Australia, ma ancor di più non ha voglia di lasciare i propri ricordi. Alla fine però decide di partire. E sarà proprio dall’altra parte del mondo che Levi incontrerà Delilah, il suo arcobaleno.

“Le persone più taciturne hanno le menti più chiassose: la mia grida in cerca d’aiuto, ma le mie labbra non si muovono.”

Questo romanzo affronta un tema importante come quello del lutto nel mondo adolescenziale. Sembra assurdo che una giovane scrittrice decida di raccontare un evento così triste e gli stati d’animo che ne conseguono, eppure sono eventi reali che l’autrice descrive in maniera semplice, ma profonda.
La prima cosa che sorprende è la scelta di un protagonista maschile e non femminile. Un ragazzo che non sa come affrontare il lutto della ragazza amata e che si chiude in un muto silenzio che nessuno sembra riuscire ad espugnare. Provate tutte le probabili cure mediche, si ritiene che l’unica soluzione possibile sia quella di allontanarlo dai luoghi che lo legano alla sua tristezza. Levi si ritrova così dall’altra parte del mondo, in una casa che non conosce e completamente solo. Ristabilire il giusto corso della sua vita risulta una sfida praticamente impossibile, eppure qualcuno riesce a scalfire pian piano i muri che lui ha costruito intorno a sé. Sarà un evento particolare a metterlo alle strette, “costringendolo” ad affrontare e superare il suo mutismo. Le parole gli daranno la possibilità di avvicinarsi ancora di più alle persone che, nonostante tutto, non hanno mai smesso di stargli vicino. Sarà però un nuovo amore a ridargli la speranza e la fiducia necessarie per ricominciare davvero a vivere, imparando che quando una persona muore, rimane comunque viva attraverso i nostri ricordi.

Il giardino dei profumi perduti di Jan Moran

il-giardino-dei-profumi-perduti_8618_x1000Uno strano mix di essenze profumate e spionaggio durante l’avanzata nazista che terrorizzò mezza Europa. L’inverso del viaggio della speranza, la traversata dell’oceano che riporta Danielle e Max nel continente nel disperato tentativo di ricongiungersi al figlioletto e alla madre di lui viene bruscamente e drammaticamente interrotto da bombardamenti tedeschi.

Si apre così questo racconto che squarcia l’atmosfera raccolta di una cabina di una nave per farci piombare nel mezzo del periodo più  nero della storia europea visto attraverso gli occhi e la pelle di una famiglia come tante colpita negli affetti più cari, resa vulnerabile ad attacchi di ogni tipo.

Danielle è una donna adulta, sposata, madre di un bimbo affidato alle cure della nonna e incinta di un altro figlio. Ha un talento Danielle, che in gran parte deve alle sue origini francesi ma anche alla madre e allo zio Philippe che lo hanno coltivato: quello di profumiera che ha respirato insieme all’aria della tenuta di famiglia a Bellerose dove è cresciuta e dove fa ritorno, in attesa di ritrovare il suo bambino.

Ma Bellerose è tutt’altro che un rifugio edenico fuori dal mondo perché mentre Danielle sperimenta miscele, centellina essenze, per tenersi occupata e non impazzire nell’attesa impotente, le ricette di profumi costituiscono la base di un linguaggio cifrato utilizzato dallo spionaggio francese e inglese per carpire informazioni preziose sulle mosse tedesche.

L’orrore che questa storia, come ogni altra che racconti dell’infernale periodo nazista, è mitigato dalla parallela ricerca di Danielle della combinazione giusta tra le essenze di fiori e di spezie per realizzare il profumo della vita Chimère. Questo sarà il suo trampolino di lancio verso il Nuovo Mondo dove cercherà di ricucire i brandelli di vita e di famiglia che le sono rimasti. L’approdo a New York senza niente, ripartendo da zero e contando solo sulle sue forze si rivela tutt’altro che facile e la personale battaglia per sopravvivere, per farsi spazio, per conquistare la sua felicità, pur in mezzo a tante brutture, riempie pagine e pagine di colpi di scena e lieti fine sempre rimandati. Unica compagna inseparabile di Danielle è la speranza mai abbandonata di riabbracciare suo figlio Nicky.

Il potere evocativo di questa scrittura è innegabile: un potere che oltrepassa la barriera sensoriale della parola scritta. È assolutamente percepibile e inebriante la fragranza sprigionata dalla miscela di rosa, tuberosa, gelsomino, sandalo e ambra che Danielle assorbe nel giardino, dosa e distilla per le sue creazioni.

Esattamente come per un artista, il vero banco di prova di un profumiere non era l’abilità con cui si miscelavano i materiali, ma l’immaginazione. Creare un parfum originale era un talento naturale, come per altri poteva essere un talento naturale la musica o l’arte. Danielle capiva che era stata benedetta da un raro dono, e ne era riconoscente. Ma un dono deve essere usato, costantemente rifinito alla perfezione.

La storia dell’artista però, con tutto il fascino conturbante connesso alla capacità quasi magica di creare profumi, si intreccia con quella della donna, della madre, della moglie, ancora tutta in divenire e a cui deve lasciare il passo sotto l’urgenza di eventi stringenti e l’urto di cambiamenti epocali.

Entrambe dischiudono scenari ugualmente emozionanti.

Il finale placa quel desiderio di pacificazione destato in noi sin dall’inizio dall’odissea di questa donna forte e sola, esempio della tenacia femminile.

 

Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes

madameParliamo oggi di un libro che sa di dolcezza, di vecchi abiti, di arzille vecchiette e uomini inaciditi. Si, stiamo parlando proprio del libro Mémé dans les orties che ha avuto successo di lettori in Francia ed è arrivato qui da noi con la casa editrice Newton Compton.

Ci troviamo a Parigi al numero 8 di Rue Bonaparte, in un condominio dove convivono strani  personaggi, ognuno a suo modo diverso e arrogante l’uno dall’altro. Entriamo a piccoli passi nelle loro vite, ci intrufoliamo in uno spioncino, in una porta e restiamo a guardare ammaliati la vita che scorre attraverso gli appartamenti dei protagonisti.

Abbiamo Madame Suarez, portinaia, impicciona, che odia profondamente Monsieur Brun l’anziano e arcigno signore che abita con il suo cane Daisy. Abbiamo Madame Claudel, un’arzilla vecchietta di novant’anni che si divide fra i suoi mille impegni e attività. Juliette una bambina che farà cambiare per sempre il modo di vivere di Monsieur Brun.

Tutti questi volti si avvicenderanno in una storia, leggera e romantica, fatta di ricordi e amore. Righe scritte con inchiostro profondo e sentimentale dove la scrittura diventa poesia e ravviva la vita.  Vite che diventano vive anche a una certa età quando non si crede più nella gente, nell’altruismo e nella bellezza della vita. Quando a piccoli passi si inizia a decadere, a diventare vecchi a non confrontarsi più. La vita però può sorprenderti e farti vivere anche mille e mille volte un attimo di felicità in un solo istante. Al prossimo sogno…

L’uomo montagna di Séverine Gauthier e Amélie Fléchais

uomo-montagnaOggi ho deciso di parlare di una graphic novel bella, anzi no …bellissima! Forse avrete sentito parlare delle due ultime novità della casa editrice Tunuè. Una di queste è proprio “L’uomo montagna” che fa parte della collana Tipitondi. I Tipitondi sono tipi davvero speciali. Nella loro rotondità simbolica celano la morbidezza e il gioco, il divertimento pensante, la curiosità creativa, l’attitudine pop alla contaminazione di segni e narrazioni. Sono insiemi aperti di condivisione. Intelligenze elastiche. Esploratori della conoscenza.

 Illustrata dalla bravissima Amélie Fléchais, autrice francese di grandissimo talento che ha lavorato a diversi progetti di animazione come Brendan e il segreto di Kells. Scritta da Séverine Gauthier che ha scritto, giovanissimo, la sua prima sceneggiature per un fumetto, Il mio albero, disegnato da Thomas Labourot.

Questa Graphic Novel non è una storia come tante ma una storia di vita, una lettura importante e pregna di  dolcezza. In sè troviamo l’amore, l’altruismo, l’amicizia e il tendere la mano nel momento del bisogno, tutti questi valori purtroppo  oggi sono scomparsi, nessun uomo pensa a un individuo come forza ma come ostacolo. La bellezza di questa storia risiede proprio in questo, nello spiegare a chiunque legga questa storia che non c’è solo egoismo e menefreghismo ma anche gentilezza e umiltà.

Il protagonista della storia è un piccolo bambino che vuole aiutare suo nonno ad alleviare il suo ultimo viaggio, alleviare quel peso che si porta sulle spalle e farlo volare libero e felice anche con un tale fardello, intraprende così un viaggio alla ricerca del vento, il vento più forte che possa smuovere le montagne che il nonno ha sulle spalle. Il viaggio sarà lungo e tempestoso,  incontrerà amici, incontrerà un albero che lo aiuterà a comprendere cosa siano le radici, cosa sia casa.

Una storia toccante, leggera che come un fruscio ti porta in un mondo sensibile e fin troppo difficile, fatto di delicatezza infinita. I disegni sono impressi su carta e quasi lasciano una miriade di nuvole nel cuore che come panna montata entrano attraverso la bocca e scendono giù soffici.

Una bellissima storia adatta a tutte le età, forse non dovrebbero leggerla i bambini, perchè loro sanno leggere già nei cuori ma dovrebbero leggerla i grandi che ormai hanno perso la fantasia di volare! Buon Viaggio…

Le bookbag di Arianna

isapink-2Ciao booklovers,

Quante volte ci siamo poste il problema di come trasportare i libri senza rovinarli?

Oggi vi consigliamo le originali e personalizzabili bookbag create a mano da il fimo di Arianna!

Con la bookbag potrete proteggere i vostri libri, ed avere un oggetto unico e personale.

È possibile scegliere colori, tessuti, misure e soprattutto personalizzazione (ad esempio con la vostra citazione preferita).

Cosa aspettate? Scoprite tutto qui

https://www.facebook.com/paginailfimodiarianna/

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