Ufficio stampa: loro sanno a chi chiedere

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Una rubrica infinita: vecchi numeri di telefono fisso, aggiornatissimi contatti di Whatsapp, file su file di persone “schedate”, chi già in pensione, chi appena entrato nell’Ordine. Nell’Ordine dei Giornalisti, of course!

Chi fa parte dell’ufficio stampa di una casa editrice conosce tutti i mezzi (leciti, state tranquilli) per ottenere un pezzo sulle grandi notizie di cui si fanno portavoce. Quale giornalista di una testata nazionale non vorrebbe scrivere una recensione o segnalare l’uscita in libreria dei nuovi nati di carta? Probabilmente pochi, forse un redattore minore oppure chi si occupa della pagine di Cultura, a meno che l’oggetto della notizia in questione non riguardi l’autore del momento…

Il mestiere dell’addetto stampa è impervio. Serve un grado di astuzia e carineria non indifferente, una capacità di individuare, colpire e affondare affinché il giornalista dedichi un’intervista, un’ospitata in radio o in tv, un trafiletto, una citazione in un articolo sulla sagra del paese… insomma, qualsiasi cosa!

Il libro appena uscito è sempre “importantissimo, bellissimo, interessantissimo, coltissimo, divertentissimo, argutissimo, finissimo, no, finissimo non esiste, insomma, superlativo, ecco”. L’addetto stampa è un buon venditore di merce difficile da piazzare, prima sui media e poi nelle case dei lettori.

Relazioni umane e professionali sviscerate in profondità con molto tatto, libri omaggio mandati nelle redazioni, nel paese natale del giornalista in questione (che a casa c’è sempre la mamma, a casa sua al massimo il pesce rosso), lettere di accompagnamento alla copia pregna di tante speranze, newsletter mandate nell’ora x (quale sarà questa ora x è un mistero), mail mandate dal cellulare mentre si è in posta a spedire il pacchetto – piego di libri in questione, telefonate non prima di mezzogiorno (che i giornalisti prima hanno la riunione di redazione oppure dormono ancora). Seguire l’agenda propria, dei giornalisti e del libro in uscita, sempre, finché non ci sarà il prossimo, ovvio, caso editoriale: l’ennesimo libro vegan! Facile, no?

Lara Palummo

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