Blair Waldorf. Quando un personaggio diventa icona

blair-1Blair Cornelia Waldorf è antipatica. Così come lo era stata la terribile Becky Sharp della Fiera delle Vanità di William Makepeace Thackeray e Rossella O’Hara in Via col Vento di Margaret Mitchell. La protagonista del ciclo di romanzi della scrittrice statunitense Janet Malcolm, Gossip Girl (dai quali prende il nome anche la popolare serie tv), è odiosa, viziata e sembra pensare solo a se stessa. Come spesso accade in questi casi, c’è un perché. Nei romanzi, tanto per cominciare, Blair soffre di bulimia.

Quando inizia la serie (anche quella televisiva) Blair ha 16 anni, frequenta il terzo anno alla Constance Billard, è l’unica figlia di Eleanor Waldorf, famosa stilista d’alta moda, e frequenta l’alta società di neworkese. La sua migliore amica si chiama Serena van der Woodsen, con cui ha un rapporto molto particolare, è ottimista, snob ma anche tanto insicura. I suoi genitori hanno divorziato dopo che il padre ha scoperto la sua omosessualità e si è trasferito a Parigi con un modello della moglie. Blair prende come icona di stile Audrey Hepburn e veste in un modo molto femminile e ricercato; nella sua scuola è lei a decidere cosa e chi è “in” e cosa e chi è “out”, oltre a essere la regina dei party. Tutto ciò finché il bello e maledetto Chuck Bass non arriva a sconvolgere i suoi piani. Un classico.

Nella serie televisiva, scritta dalla sceneggiatrice Cecily von Ziegesar, Blair ha il volto dell’eclettica Leighton Meester, che la interpreta magistralmente. Sono diventate oggetto di culto le mise (spesso firmate Chanel) che Leighton indossa e le espressioni della mimica facciale sono diventate virali e circolano nell’etere come Gif animate. Yahoo! ha proclamato Blair membro del “pantheon televisivo delle taglienti femmine Alpha delle scuole superiori”. Osannato persino dal New York Times e da People, il personaggio di Blair continua ad ammaliare lettori e spettatori (soprattutto questi ultimi, dal momento che la serie Tv ha surclassato la popolarità dei romanzi). Leighton Meester recita così bene nella parte da elevare quella che potrebbe sembrare una banale soap adolescenziale a qualcosa che “ammettiamo di amare senza sentirci in colpa” (Golden Globes, 2009). Tim Stack ha infatti dichiarato: “Serena potrà anche essere la stella, ma Blair sta velocemente prendendo il suo posto”.

Che cosa ci affascina di questi personaggi antipatici? Il coraggio e la temerarietà. Per quanto insopportabili, sanno quello che vogliono e sanno come ottenerlo. C’è chi li ammira e chi li detesta ma nessuno rimane indifferente. Blair è un personaggio a tutto tondo, che ha mille sfaccettature: è bella, ricca, intelligente e veste benissimo. Ha insomma tutte le caratteristiche per essere detestata eppure molte sono coloro che la prendono come esempio di ragazza forte e volitiva. La sua malattia la rende umana, fa capire che non è una macchina e per questo motivo la si sente più vicina. Pur continuando a odiarla non si può fare a meno di ammirarla, ammettiamolo. Niente di male, è la dimostrazione della nostra fragilità ma anche della forza che si trova dentro ognuno di noi e che ci permette di superare i momenti difficili. Le delusioni, il dolore, le frustrazioni colpiscono anche i forti, anzi soprattutto loro.

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