Letters to HerStory!

Ciao booklovers,

Ecco a voi le bellissime lettere-storie che ci sono arrivate grazie allo speciale evento #HerStory.

 

STORIA DI UNA RAGAZZA

sistersMia sorella è una traduttrice. Si è laureata alla SSLMIT di Forlì, la scuola per interpreti e traduttori (il cui nome per fortuna devo solo scrivere perché non lo saprò mai pronunciare). Ha conseguito la laurea triennale nel 2011, proprio pochi mesi dopo -e nonostante- aver perso nostro padre. Ma quel giorno eravamo tutti lì a farle coraggio e ad essere orgogliosi, sono sicura che c’era anche lui.

Poi due anni più tardi ha conseguito la laurea magistrale con il massimo dei voti e una tesi che mi ha affascinato molto, pur essendo assolutamente estranea ai misteri e alle regole del mondo della traduzione. Ha portato in italiano un libro scritto in tedesco, che parla ed è ambientato nella nostra Regione ma che è praticamente sconosciuto nel nostro Paese.

Sono rimasta incantata, intrigata da tutto il lavoro che c’è dietro a quella che stupidamente si pensa sia solo una banale trasposizione letterale e invece coinvolge tutto un lavoro di studio e analisi del contesto socio-culturale della lingua di appartenenza e destinataria.

Il modo in cui lei parla della professione che ha scelto, i pregi e la complessità che ne rivendica, mi hanno fatto considerare quanto troppo spesso si tenda a liquidare quelle categorie meno note e acclamate, e che invece sono preziose e indispensabili eppure così discrete, perché rimangono con le loro fatiche defilate e nascoste dietro le quinte. In un articolo che mi ha fatto leggere si ipotizzava se i traduttori fossero meccanici: semplificando, nessuno si sognerebbe di pretendere i loro servizi a chius’occhi, a costo zero e a consegna extrarapida. E invece ai bistrattati traduttori accade proprio così.

Mia sorella non è solo una sorella perché quando è nata, io avevo 19 anni e ricordo ancora i suoi vagiti e le gambette che spuntavano dalla carrozzina mentre preparavo l’esame di maturità liceale. Per me è stata come una figlia, una bimba piccola che è cresciuta insieme a me, su cui riversare tutto l’amore e la freschezza della giovinezza.

Oggi che siamo entrambe cresciute, lo scarto generazionale che ci divide si fa sentire: non sono sempre d’accordo con lei, soprattutto non lo sono stata in una decisione importante che ha preso riguardo al lavoro quando ha lasciato il rassicurante posto fisso che aveva subito trovato, per la libera professione. Ma oggi mi devo ricredere.

Avere un obiettivo quando si è giovani è decisivo perché dà la forza per perseguirlo.

È metodica, precisa, preparata ed esigente con gli altri ma anche con se stessa. Penso siano qualità fondamentali per farsi strada. E oggi non è esattamente così facile: farsi strada e farsela da soli.

Sapere cosa si vuole è determinante, avere le idee chiare; poi gli strumenti si affilano strada facendo. Non posso dire che l’ha fatta, chi può dire di essere arrivati? Ma devo comunque riconoscere che il suo coraggio e la sua determinazione sono stati premiati dai risultati.

Le invidio molto la possibilità di lavorare con i frutti del suo ingegno e di aver fatto della sua passione il suo mestiere. Lo ha paragonato ad un ponte e l’immagine è molto bella perché plasticamente rende bene l’idea di un collegamento che si stabilisce non solo tra due lingue diverse ma tra una persona e l’altra annullando almeno la barriera della comprensibilità e favorendo un contatto diretto tra mondi distanti.

E io sono orgogliosa perché è mia sorella.

SISTER (lei mi chiama così)

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I WANTED TO BE YOURS

__dance_me_to_the_end_of_love_by_virrrtuoz-d4pq2m0Storia di un addio

Quando ci siamo conosciuti tu non eri altro che un ragazzo come un altro, niente di più, niente di meno.

Io ero una ragazza diversa dalle altre,lo sono sempre stata,e lo sarò per sempre. Poco tempo dopo capii che non eri come tutti gli altri,che sotto quella corazza di sarcasmo c’era un ragazzo sensibile e fragile, testardo e orgoglioso. Non eran passati che pochi giorni da quando ti eri presentato,facendomi terrorizzare per il nome che porti,che già avevo capito a cosa sarebbe servito quel nome. Qual era il suo destino? E qual era il mio?

Mi innamorai di te che era estate,ed oggi,l’estate successiva,sono ancora più innamorata se è umanamente possibile. In questi mesi lo sai, baby, ne abbiamo passate tante insieme e non. E anche quando eravamo separati le nostre anime si cercavano, traevano speranza e attaccamento alla vita l’una dall’altra. Siamo stati lontani,non ci siamo parlati per mesi interi,ma io sapevo sempre dove eri. Nel mio cuore. Nel più profondo del mio cuore, dove eri entrato qualche mese prima e dal quale non sei più uscito. Ma poi le cose si sono capovolte, lo ricordi tesoro?

Non è stato neanche un mese fa che all’improvviso la tua natura è cambiata. Nonostante mi sia scervellata e lo stia facendo tutt’ora non riesco a spiegarmi il perchè e il percome tu sia cambiato così in una notte. Che sia stata l’influenza delle nuove persone che sono entrate a far parte della tua vita,o semplicemente sia stata colpa mia non lo so bene.

A questo punto mi sembra però superfluo e dannoso stare ancora a chiedersi di chi è la colpa e quale è stato l’evento che ha scatenato il tuo cambiamento. Forse tu sei sempre stato così ed io prima avevo volontariamente messo i prosciutti sugli occhi per non accorgermene. Eppure, oh tesoro mio, è inutile mentire a me stessa,lo so quale è stato l’evento che ha scatenato il tuo cambiamento.

E so per certo che la colpa è mia.

La ricorderai la sera in cui ti ho detto che mi sarei suicidata,certo che la ricorderai,quella stessa notte mi hai lasciata e sei cambiato. Ti ho spaventato,lo so,la mia mente instabile era troppo per te. Come lo è anche per me.

Da quel giorno le cose non sono più state le stesse. Tu eri sfuggente,mi cacciavi un giorno si e l’altro no,mi accusavi di essere pessimista e pesante. Io ho subito tutto sbigottita per il tuo mutamento improvviso di carattere e ho dato la colpa a chiunque. Ho bestemmiato i santi nel Paradiso del Rock, me stessa, chiunque ho bestemmiato piangendo. Ho sofferto terribilmente,il mio cuore è stato strappato dal petto. Ma sai qual è la cosa sorprendentemente spaventosa? Anche se è stato squarciato e dilaniato da tutti gli eventi accaduti in quest’ultimo anno,questo mio cuore ancora batte forte per te. Si tiene attaccato al petto a fatica ma con estremo dolore non riesce a staccarsi da te, dall’idea che tu sia l’essere umano dolce e testardo come me che ho conosciuto nei mesi passati.

Non ce la faccio,non riesco a dimenticarti ed eliminarti dalla mia vita per sempre. Tu sei una parte di me,più precisamente del mio cuore,ed anche se anima e mente non sono d’accordo,tu da lì non potrai mai uscire. Rimarrai per sempre una parte di me.

Anche se il tempo e la sofferenza ci allontaneranno sempre di più,anche se io mi stancherò di avere a che fare con questa tua nuova versione,sappi che continuerò ad amarti in eterno. Una volta ricordi cosa ti dissi, tesoro mio? Che, anche se non ci sentivamo, anche se non ero presente nella tua vita, dovevi ricordare che al mondo c’era sempre una persona che ti amava e voleva il tuo bene. Solo per questo, fidati, solo per questo devi tirare avanti e cercare di fare del tuo meglio. Fallo per l’amore che brucia nel mio cuore,perchè se questo amore esiste non è tutto merito mio ma soprattutto tuo e della bella persona che sei.

Francesco, io ti ho conosciuto per quello che sei davvero,ne sono fermamente convinta,ed è quella la persona che amo ed amerò per sempre. Non so cosa sta accadendo nella tua mente,nella tua vita,e neanche voglio saperlo,sono troppo stanca per affrontare anche questo,ma qualsiasi cosa sia sappi che io ti amo sempre e tu devi farti forza. Fallo per me,fai del tuo meglio,cerca di tornare ad essere il ragazzo di cui mi sono innamorata. Io non ci sarò più nella tua vita, ma tu devi diventare il grande uomo che voglio diventi. Avrei voluto coccolarti io fino alla fine dei nostri giorni,ma mi rendo conto che non è il nostro destino.

Ti avevo dedicato la canzone I Wanna Be Yours, cucciolo, ricordi?

Adesso devo dirti che non voglio più essere tua. Lo volevo, ma non lo voglio più. Non dimenticare le parole che ti ho detto,in quest’anno ci ho sputato sangue per te Francesco,e sputerei anche un polmone pur di vederti felice,lo sai. Tu mi hai conosciuta,ed io ho conosciuto te. Ma adesso basta.

Sono ancora innamorata di te, accidenti. Ma sai, Mítja Karamàzov dice: «Innamorarsi non vuol dire amare. Ci si può innamorare anche odiando,ricordalo», perciò adesso mi chiedo se il nuovo lato che mi hai mostrato sta trasformando il mio amore in odio. Non voglio odiarti.

Preferisco amarti per sempre,senza che tu faccia più parte della mia vita. È assurdo,lo so bene,ma fattene una ragione. Ripeto: tu mi hai conosciuta, lo sai che io sono così e sai anche perchè sto prendendo questa decisione. Riflettici, so che il tuo cervellino bacato ci può arrivare. Non odiarmi,anzi fallo se ti fa piacere. Io cercherò di rimettere apposto i cocci della mia vita che si era frantumata ancora prima della tua comparsa. Tu… tu stammi bene, France. E non darmi più fastidio,da questo momento il permesso di molestarmi è ufficialmente revocato fino a…

Un bacetto in fronte,

Ci rivediamo in una prossima vita

Tua Tappa

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favim-com-23027“Il 14 di Settembre Calogero ed io ci siamo sposati in Sicilia, la nostra terra amata e tormentata.

Ricordo il nostro matrimonio come uno scorrere rapido di eventi e di immagini. Un giorno emozionante in cui abbiamo deciso di volere al nostro fianco tutte quelle persone che ci hanno accompagnato nel percorso della nostra vita.

È stato un susseguirsi di fermo immagini che in un battere di ciglia ci siamo resi conto che si erano fatte le 18:00 del pomeriggio; il nostro evento iniziato con la sveglia delle 5:00 si accingeva ormai alla conclusione.

Ci resta il ricordo di un tipico matrimonio siciliano animato da un gruppo Folkoristico locale che con i suoi tipici costumi è stato da cornice al nostro matrimonio cantando e danzando su rime e stornelli dialettali.

La sera siamo rimasti in albergo dove in camera abbiamo trovato dello spumante e della frutta, eravamo stanchissimi.

Ci siamo rifatti all’indomani con una dolcissima colazione abbondante. A pranzo abbiamo mangiato con gusto, a differenza del giorno del nostro matrimonio che tra emozioni e saluti non abbiamo mangiato con gusto.

Il simpatico direttore palermitano ci ha offerto un percorso S.P.A io non sapevo nemmeno come funzionasse!

Abbiamo fatto un percorso benessere completo con Idromassaggio Sauna e Bagno Turco. Ero molto incuriosita dal bagno Turco abbiamo aperto una porta in vetro e ad attenderci c’era una stanza piena di vapore al profumo di menta, un tocca sana per il nostro organismo.

Adesso finalmente so cosa è un Bagno Turco.

Delle ragazze gentilissime ci hanno offerto un massaggio con olio di mandorla direi molto rilassante, questo ed altro è quello che dietro l’angolo si nasconde nell’Isola delle Meraviglie.

Questi sono i ricordi che ci porteremo oggi è per sempre”

Rosa Valenti

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loveIl tempo non sospende quest’attesa di te e mi convince, testardo, che io ti appartengo. Non so in base a quale formula io e te riusciamo a essere sempre gli stesso solo quando siamo uno accanto all’altra, ma mi piace pensare che non avrò mai la risposta da questo destino, che così tanto gioca con il mio cuore. Rivederti è stato come tornare a respirare, senza sapere che non avevamo mai smesso. Rivedersi è stato brillante, pieno di voglia, di tranquillità , di desiderio e, sì, anche di pace. Il momento che più ricorderò resterà quel tuo Possiamo abbracciarci? E quel mio Certo. Poi le parole sono finite e ci siamo sfiorati, finalmente, ancora. Abbracciarci è stato come trovare un posto nel mondo, un posto che nessuno conosce, un posto in cui io mi sento davvero e tu ti senti davvero tu. Non importa se quel posto sia sospeso in un altro tempo, in un altro spazio, in un altro giorno pieno di domande, l’alchimia di quell’abbraccio rivela la natura imprescindibile del nostro legame, del nostro volerci bene. Quando mi hai chiamato quel giorno e mi hai chiesto di vederci, non ho esitato e ho detto sì … e sì è la parola che ti direi sempre, in ogni attimo, in ogni momento, in ogni pagina di questa vita che viviamo. Come hai detto tu, è stato come se gli anni non fossero mai passati, come se tutto quello che avevamo vissuto fosse stato un battito di ciglia e lo rifarei… scenderei di corsa altre mille scale combattendo la logica della ragione, cavalcando tutte le paure del non saperti mio, per raggiugerti e prendermi di te i sorrisi, le risate, gli occhi che lasciano il corpo e diventano sguardo, uno sguardo che posi di su di me, uno sguardo che mi ama, che mi tocca, che mi accarezza il corpo, il cuore e tutto il dolore che porto dentro. Non sono mai riuscita a vivere in pieno l’incanto della libertà di averti sentendo che fossi davvero mio, eppure allo stesso tempo ti sento mio anche in mezzo a tutto quello che la vita ha creato, in mezzo a tutte le strade che avrebbero dovuto dividerti e che invece continuano a consegnarmi a te, ogni giorno. Mi sento libera quando sto con te, libera di essere me stessa in tutte le mie cose, libera di essere come sono, libera di toccarti e cercare ancora di trovare strade nuove per farti sentire quello che non riesco mai a dire. Non lo so che cosa succederà, ma ho la certezza che esserci ritrovati sia stato il modo in cui il destino ci abbia ricordato che in questo mondo, nonostante tutto, io avrò sempre te e tu avrai sempre me e che forse è vero quando dicono che la pelle che non riesce a toccare è quella che sublima ogni desiderio nei sogni della notte. Lì ti ho incontrato spesso e una parte di me sapeva che non erano solo sogni e oggi che ci siamo sfiorati ancora ne ho la certezza. Viverti completamente sarebbe sublime, ma questa è una scelta tua e so che mi capisci quando senti che sto male in questa condizione, che per quanto bella, temo possa consegnarmi all’assuefazione di un accontentarsi del tempo ritagliato che non sarebbe mai la piena felicità. Sono passati tanti anni….. io penso di meritala quella felicità, perchè per quando la vita possa essere difficile c’è qualcosa di divino nelle anime che si riconoscono fra tante. E’ solo il coraggio di scegliere che potrebbe consegnarci a quella felicità che in fondo, non abbiamo mai vissuto. Se continuerai a vivere la vita che hai vissuto fino a ora, non pensare neanche per un attimo che ti odierò. Non ho mai usato la donna che c’è un me per ottenere quello che voglio. Sono sempre stata fatalista e forse ho sbagliato ma credo ancora che non ci sia niente di più bello di qualcuno che sceglie te perchè è libero di scegliere te. Adesso il mio cuore è una casa, una casa con le finestre rotte, il camino che stenta e l’acqua che non scorre, ma se volessi entrare nella mia casa, credo che niente potrebbe dividerci. La mia casa è il mio cuore, non avrei altro per convincerti di essere mio e combattere in questa vita accanto a me. La porta è aperta. Siediti davanti al cancello, respira con tutta la forza del mondo e liberamente scegli se continuare per la tua strada o se entrare in me, nella mia casa, nella mia vita

Ti abbraccio

Celeste Degli Iblei

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