Sei ore e ventitré minuti – il coraggio di denunciare

14438884_1767377130199876_633867075_oBuongiorno lettori,

Abbiamo letto in anteprima un romanzo molto forte edito TimeCrime (uno dei marchi del Gruppo Editoriale Fanucci) la cui uscita è prevista per il giorno 29 settembre. Si tratta di “Sei ore e ventitré minuti” di Domitilla Shaula Di Pietro.

Un romanzo che racconta la violenza sulle donne, un libro che denuncia l’inadeguatezza sociale, la lentezza e i limiti della giustizia. E come sia facile spezzare la vita delle famiglie. Perché non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante, è ciò che ci rende più forti e profondi. E perché bisogna avere il coraggio di denunciare, sempre.

Con l’abile tecnica narrativa dello sliding door, Domitilla Shaula Di Pietro racconta la sua drammatica storia, una violenza subita anni fa per una notte intera, per sei ore e ventitré minuti.

Sinossi:
Settembre, è notte nella campagna toscana.
Frida è irrequieta e ha voglia di camminare. Si sente sicura, conosce quei luoghi e non ha paura. Afferra uno scialle mentre il cellulare le sta squillando, non se ne accorge ed esce. Pochi passi, un rumore di foglie calpestate, e Frida viene afferrata da dietro, trascinata in un casolare, legata a un letto per sei ore e ventitré minuti. Se urla, l’ammazza, se non fa come dice lui, aumenta il dolore. L’unico modo per sopravvivere è isolare la mente e volare lontano dove non c’è traccia di tutto quel sangue… Cosa sarebbe successo se avesse risposto al telefono? Quale destino le avrebbe riservato il futuro? Avrebbe evitato l’orrore di quella notte che l’ha segnata per sempre?

Un romanzo che racconta il dolore fisico e la profanazione mentale, la morte del cuore e la sua resurrezione, ipotizzando anche un’altra vita, fatta di sogni e problemi quotidiani; perché non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante, è ciò che ci rende più forti e profondi.

Perché bisogna avere il coraggio di denunciare, sempre.

Pink Magazine Italia è vicina a tutte le donne vittime di violenza e cerca, attraverso la comunicazione, campagne a volte forti, di dare uno scossone alle coscienze, di colmare le lacune dell’ignoranza.

Vi consigliamo fortemente la lettura di questo romanzo che ci ha lasciato una ferita dentro, sperando che possa essere un altro tassello nella lotta quotidiana contro la violenza.

Come dice la protagonista ad un’altra vittima:

“Unisciti a me,ti prego. È l’unico modo che abbiamo per tornare a vivere, per non dimenticare, anche se nessuna di noi potrà mai farlo davvero, ma per poter respirare ancora, per tornare a guardare in faccia i nostri figli e affrontare la vita”.

#iosonomia

Isabella

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