Il fascino eterno di BUANDIVA by Niamh O’Dwyer

Bonjour!

Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di conoscere una donna straordinaria: Niamh O’Dwyer. Irlandese per nascita e pistoiese di adozione, Niamh una stilista straordinaria, perché è un’artista eclettica che ha saputo coniugare il fascino del colore con il trasporto dei sensi. Le sue creazioni, che recano il marchio BUANDIVA, sono vere e proprie opere d’arte di cui parleremo spesso su Pink Magazine Italia.

Per ora lascio la parola al professor Andrea Mecacci, docente di Estetica presso l’Università di Firenze (su gentile concessione di Niamh).

Fashion doesn't need a hairdresser

Francesco Freda & Elena Beccheri  – Francesco: Make up artist for Sofia Lauren, Ava Gardner, Marcello Mastroanni and Audrey Hepburn. He worked for Antonioni and many of the Neo Realism film directors. Elena: Lady politician (assessore della cultura) in Pistoia’s local goverment and responsible for Culture. Photographer Lino Tancredi, Pistoia Title for photo: Fashion doesn’t need a hairdresser (July 2016) Essay to go with photo already written by Andrea Mecacci. Elena’s dress is from Buandiva

La nostalgia del futuro. La designazione di Pistoia come capitale italiana della cultura 2017 è una occasione per riflettere su alcuni luoghi comuni che definiscono la bellezza italiana e la sua attualità. Il Made in Italy – questa strana formula che in un solo colpo unisce gastronomia, moda, design, cultura in senso lato – appare oggi come un’affaticata strategia che cerca da una parte di consolidare i propri clichè agli occhi degli stranieri (e degli stessi italiani) e dall’altra di cullarsi in un passato che apparentemente non tanto remoto ormai lo sta diventando. Per circa un ventennio (gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta) l’Italia ha costruito uno scenario culturale di impareggiabile fascino, così impareggiabile che oggi sembra quasi di vivere in una sua replica mancata, un’imitazione grottesca che rende più credibile il casino hotel The Venetian a Las Vegas che la stessa Venezia reale. Comprendere le ragioni di un simile smarrimento non è compito agevole. Ci limiteremo a evocare solo qualche suggestione. A Pistoia vive Francesco Freda (1925), uno dei grandi e silenziosi artefici di quell’epoca d’oro. Maestro del trucco cinematografico, Freda ha lavorato con Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Pietro Germi, Ettore Scola, curando il trucco di icone quali Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Conversando con lui per un istante ci è sembrato di cogliere il segreto di quel secondo Rinascimento italiano. Ed è una dedica fattagli da Katharine Hepburn a rivelare quel segreto: “Le tue mani e il tuo cuore”. Cosa è quella bellezza se non la sintesi di artigianalità e passione? La mano che crea e il cuore che ama. Il maestro Freda ci ha ancora una volta ricordato che la bellezza, ad esempio di una donna, non risiede nella sua apparizione prepotente, ma nella sua assenza, in quel ricostruire un desiderio forse mai realizzabile. Ci ha ricordato che la bellezza non è una formula ottenuta una volta per tutte, ma una complessità di dettagli, atmosfere, atteggiamenti. È possibile ripetere, ripercorrere ciò che l’Italia ha creato in quel periodo? Le strategie sono molteplici. Ma ripetere qualcosa che è già stato immette in una dimensione di inautenticità e ciò che è inautentico porta con sè sempre la minaccia del kitsch, di un’estetica che gratifica facilmente le aspettative più banali senza arricchire nulla e nessuno. Il vintage è una poetica che corre parallela a questi rischi senza però incontrarli mai. È un gusto, si potrebbe dire una passione, per il passato che tende al futuro e che fa del presente il proprio terreno di esplorazione. Gli oggetti, i vestiti del passato sono rintracciati e poi riassemblati in una nuova dimensione nella quale il vecchio e il nuovo si sostengono a vicenda, nella quale le forme estetiche del presente e i contenuti del passato si riconoscono in uno sguardo reciproco. Non è semplice oltrepassare la propria nostalgia. Per farlo a volte si ha bisogno di una mano amica, di un occhio lontano che suggerisca se non una soluzione almeno una direzione possibile. Dimenticate allora tutti i clichè di questo paese, della sua bellezza al tempo stesso magnificente e cialtrona, abbagliante e bugiarda. Non è semplice oltrepassare la propria nostalgia e forse ascoltando i mille aneddoti del maestro Freda non abbiamo fatto altro che ribadirla e fortificarla, una nostalgia estetica dalla quale nemmeno Goethe è stato capace di sottrarsi. Ed è nelle pagine del suo Viaggio in Italia che troviamo un breve episodio che per noi rappresenta quasi un’immagine definitiva di qualcosa che non esiste se non dentro di noi. Il poeta tedesco è a Napoli, siamo nel 1787. Goethe è invitato a un ricevimento. Una donna lo nota, lo seduce lentamente, lo guida verso una finestra all’ultimo piano dell’edificio, si era fatto scuro, ma i lumi non erano stati ancora portati. La donna aprì gli scuri e lasciò guardare a Goethe la lava rossa del Vesuvio che scendeva illuminando l’oscurità e lasciò guardare al poeta il proprio volto ora pienamente illuminato per la prima dalla lava e dalla luna di quella notte indimenticabile. La bellezza italiana. Andrea Mecacci 

À bientôt

Cinzia Giorgio

Ecco alcune creazioni di Niamh

Women struggling with evil

Model: Sara Cigna; Photographer: Jacopo Ferri, Pistoia Title of photo: Le Donne in Lotta con il Male (women struggling with evil, July 2016).

Professor Andrea with Sara, Dali bottles and glass

Andrea Mecacci & Sara Cigna; Photographer: Jacopo Ferri, Pistoia;  Title of photo: The professor with Dali bottles and glass (July 2016)

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