The Pink Side of Life – Il Concorso

Ciao booklovers,
Finalmente abbiamo il vincitore del nostro concorso letterario “The Pink Side of Life”.
Scusate il ritardo, ma i vostri contributi erano davvero tantissimi e tutti meritevoli.
Ci congratuliamo con tutti i partecipanti, che ci ripromettiamo di pubblicare più in là sul nostro sito.
La vincitrice è dunque… Rita Bellina!
Ecco a voi il suo racconto.

THE PINK SIDE OF LIFE

couple-mugsMi chiamo Artemide, come la dea della luna, figlia di Zeus e Latona, sorella del dio Apollo.

Le mie origini sono quelle della Magna Grecia e con questo nome forse era destino che m’innamorassi dell’arte, in ogni sua forma. Sono la responsabile della caffetteria dentro Palazzo Pitti, a Firenze.

La mattina mentre percorro il loggiato a volte ho l’impressione di scorgere Cosimo de’ Medici o Giuliano, che passeggiano nel Cortile dell’Ammannati.

Oggi l’assedio dei turisti, provati dal caldo torrido del luglio fiorentino, che si sono fermati in caffetteria per un momento di ristoro, ha lasciato il personale di sala esausto.

Uno dei camerieri, solitamente fresco come una rosa anche con 39 gradi, versa in condizioni pietose. Quarant’anni, la testa pelata, e oggi suda! Le sopracciglia nerissime e folte gli conferiscono un look da disastrato.

Nonostante sia alto un metro e cinquanta e pesi intorno ai cinquantacinque chili, ha un concetto di sé che lo porta a credere di essere bello e affascinante ma soprattutto che tutte le donne vorrebbero fidanzarsi con lui. Ne è fermamente convinto.

Ultimamente mi fissa in maniera particolare, ma forse il motivo è riconducibile al fatto che giorni fa, quando lamentava forti dolori nella zona lombare, gli ho consigliato di bere due litri di tè verde, qualora fosse stato un problema di reni. Poiché il dolore persisteva, l’ho convinto ad andare al pronto soccorso, dove ha passato ben cinque ore d’attesa – facendo da spola tra la sala e la toilette (opera del tè verde suppongo); i medici hanno pensato di fargli tutti gli accertamenti per scongiurare un grave problema renale, vista la sua visita assidua ai bagni del pronto soccorso. Lo hanno rivoltato come un calzino e se lo sono tenuto tutta la notte sotto controllo.

La giornata calda, non ha fermato nemmeno una coppia di vampiri. Sì, vampiro lui, con tanto di gonna plissettata nera, lunga fino alle caviglie, la camicia candida con giacchino striminzito che mette in risalto la figura altissima e allampanata; per non parlare delle scarpe di pelle lucida nera, ovviamente, così pulite da potersi specchiare, il volto bianco con il kajal nero agli occhi e le labbra rosso sangue.

Vampira lei, una bambolina di bisquit, magrissima al limite dell’anoressia, con il suo abitino a fiori rosa, anni ’50, colori pastello, pallidi come il suo volto, i capelli biondi, lunghissimi; camminano, uno accanto all’altra come se non ce la facessero a camminare separatamente, tenendosi per mano.LAMILL-Couple

Mentre m’immagino la faccia degli addetti alla Galleria Palatina, quando se li vedranno arrivare su per la scalinata, mi chiedo se esiste l’amore anche per i vampiri, magari in una forma diversa ma sempre di amore si tratta.

E che dire dei due ragazzi Russi che si sono persi dentro il Giardino di Boboli? Sono rimasti chiusi dentro perché il solerte addetto al cancello lo chiude alle 18.30 precise, senza guardare in faccia a nessuno. Una situazione fra il tragico e l’esilarante: cercare di fare capire ai due poveretti che volevano uscire, che ci voleva un po’ di tempo per trovare chi potesse liberarli per evitare di passare la notte dentro il giardino che è sicuramente bellissimo, ma al buio ma diventa un pochino inquietante .

Ecco, forse il segreto sta lì nel saper “vedere” oltre, per tingere di rosa anche la normalità di una giornata .

Mentre penso questo, arriva Lui, uno dei clienti più educati e carini che tutti i giorni viene a prendere il caffè.

“Ciao, sei molto elegante oggi, mi piace la tua collana.”

“Grazie, è un rosario di cristallo che arriva da Gerusalemme.”

“Lo vedo, bello da indossare come monile… ma ne fai l’uso per cui è stato fatto? “

“Sì, lo uso.”

“Vorrei approfondire quest’aspetto con te. Ti lascio il mio numero di telefono così ci vediamo per un aperitivo. Ho cose interessanti da raccontarti sull’argomento…”

“Volentieri.”

Prendo il bigliettino sul quale Marzio ha scritto il suo numero di telefono e mi chiedo: la dea Artemide, mia omonima, che cosa farebbe? Fuga o aperitivo?

Considerando che la persona è decisamente interessante, approverebbe per l’aperitivo. Anzi, la vedo con il suo arco e le frecce che mi guarda e sorride…va bene, domani lo chiamo!

Rita Bellina

 

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