Intervista a Bianca Cataldi

Ciao booklovers,
FB_IMG_1453236929719Oggi conosceremo meglio Bianca Rita Cataldi, brillante scrittrice pugliese.

Ciao Bianca, è un piacere fare una chiacchierata con te! Innanzitutto faccio una piccola presentazione. Cosa mettere come prima professione? Scrittrice, editor, docente… dimmi tu

Ciao Isabella e grazie di cuore per lo spazio che mi stai dedicando! Penso che prima di ogni cosa venga la scrittura perché è la prima risposta che lampeggia nella mia mente (e nel cuore) quando mi domando chi sono, da dove vengo e dove sto andando. Il lavoro di editor è strettamente legato alla passione per la scrittura: toccare un libro con mano, scoprirne i punti di forza e le potenzialità sono aspetti legati alla scrittura creativa oltre che alla padronanza della lingua. Quella di docente (per il momento solo di corsi di formazione editoriale e di lezioni private) è invece una vera e propria vocazione ereditaria: la mia famiglia è composta interamente da insegnanti. Non ho avuto scampo!

Io sono una tua lettrice, fare una classifica dei tuoi romanzi più belli è impossibile, perchè mi hanno appassionata tutti, ce ne uno a cui sei più legata per un particolare motivo?

Grazie infinite per le tue parole! Forse il libro al quale sono più legata, benché lo consideri allo stesso tempo il più acerbo e il meno riuscito, è proprio il mio romanzo d’esordio, Il fiume scorre in te. Da editor (e col senno di poi) lo distruggerei e lo ricostruirei da cima a fondo, ma non sarebbe giusto. In quel libro c’è la radice di ciò che ancora sono ben lontana dal realizzare, il germe di un sogno che è cresciuto sempre di più, giorno dopo giorno: quello di diventare una scrittrice. Detto con altre parole, Il fiume scorre in te è il mio primo figlio. Non potrei mai rinnegarlo.

Possiamo dire che “Isolde non c’è più” sia il romanzo che rappresenta il manifesto della tua scrittura?

Da un punto di vista stilistico sicuramente sì: è il libro che ho più curato dal punto di vista della forma e per me costituisce soprattutto un esercizio di stile. Dal punto di vista contenutistico, invece, mi rappresenta maggiormente il libro che è ora in corso di stesura. Si tratta di un romanzo molto più lungo e complesso, forse un po’ cupo ma, com’è giusto che sia, con un finale che si fa portavoce di speranza per il futuro. Credo che i libri debbano regalarci soprattutto questo: la capacità di interpretare il buio come il contraltare necessario per riconoscere la luce.

Montaggio-copertina-Isolde-1Parlaci un po’ della neonata casa editrice “Les flaneurs edizioni” e del vostro progetto editoriale a tutto tondo.

Les Flaneurs nasce da un sogno che dovrebbe essere, in realtà, un diritto di tutti gli autori: pubblicare libri senza alcun contributo. Impossibile? Assolutamente no. Ci aiutiamo organizzando corsi, presentazioni, portando avanti parallelamente una redazione giornalistica, e in questo modo riusciamo a pagarci le spese senza chiedere nemmeno un centesimo agli scrittori. Pubblichiamo pochi titoli perché vogliamo sceglierli e i nostri collaboratori leggono tutto ciò che arriva in redazione, non ci sono “scorciatoie” che tengano. Pensiamo che sia importante rivalutare il potere della “selezione”. Il selfpublishing ci ha dato tanto, io stessa pubblico anche in self con grandi soddisfazioni, ma al tempo stesso credo che non dovremmo perdere le speranze nell’editoria. Quando funziona – e in molti casi è così – diventa una ricchezza, un trampolino di lancio per i propri sogni, e non un ostacolo.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Hai delle sorprese editoriali?

Per dirla con un luogo comune, ho parecchia carne a cuocere. In questi giorni uscirà la mia prima raccolta di poesie per la casa editrice Delos e ne sono entusiasta, nonché un tantino spaventata dalla risposta del pubblico. Vedremo come andrà! A breve, inoltre, pubblicherò Dollhouse, il secondo volume della saga Riverside che mi sta dando inaspettate e piacevoli sorprese. Infine, un’ultima novità: un ulteriore romanzo in uscita per Les Flaneurs. Il protagonista assoluto del libro? Un bar! E mi taccio…

Grazie mille Bianca per essere stata con noi

Grazie a te, Isabella. Dialogare con te è stato davvero un piacere. In bocca al lupo per tutto!

A presto booklovers
Isabella

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