Intervista a Monica Talea

Ciao booklovers,

Monica Talea

oggi intervisto per voi una scrittrice italiana, che è stata per me una vera scoperta, non solo editoriale, ma anche personale. Una donna di grandi sentimenti e dalla penna dolce e delicata. Scopriamola insieme!

Ciao Monica! Grazie per questa chiacchierata. Cominciamo parlando di te. Com’è iniziata la tua avventura da scrittrice?

Amo leggere e scrivere sin da bambina. Appartengo a quell’ampia categoria di persone a cui manca la predisposizione per le materie scientifiche, pur riconoscendone l’utilità. Assorbo il negativo che vedo intorno a me – o che mi trovo a vivere – e lo rielaboro in positivo, scrivendo. Trasformo il nero in bianco; stendo colori là dove non ci sono e porto equilibrio. La scrittura mi serve proprio a questo: ristabilire l’ordine, quel tipo di ordine che piace a me e, mi auguro, possa piacere a tanti di voi.

Io, come sai, sono una tua accanita lettrice ed ho amato moltissimo entrambi i tuoi romanzi. Qual è il percorso che da “La borsa rossa” porta a “Seconda chance a New York”? In realtà è un percorso al contrario giusto?

Seconda Chance a New York è nato in un momento delicato della mia vita dal punto di vista personale. Tutto è partito dalla suggestione che ha lasciato in me un viaggio in Irlanda di diversi anni fa e, in particolare, la visita alle Cliffs of Moher, le scogliere che ritrovate sulla copertina. E’ una storia di sentimenti, scritta, però, non solo per un pubblico femminile. Ho inserito, infatti, anche vicende molto maschili con l’intenzione di non precludermi alcun lettore. Ho tirato giù il libro dieci anni fa, raccontandomi una storia che mi ha rasserenata e alleggerita. Spero abbia lo stesso effetto anche su di voi. La borsa rossa è nata da sollecitazioni concrete: è il libro che parla della pesante crisi economica che ha interessato l’Italia e non solo, una crisi che i protagonisti non sono affatto intenzionati a subire. E’ un romanzo che celebra il Made In Italy, la nostra capacità di combattere, reagire, affrontare le avversità e reinventarci ogni volta. Isabel, la protagonista, disegna la borsa rossa, che, nella mia idea, rappresenta un promemoria per raggiungere la felicità: rossa come la passione con una rosa centrale nera, simbolo del destino imprevedibile, su cui, comunque, possiamo cercare di intervenire. Mai sottomttersi alle circostanze negative. Il libro è un messaggio di speranza e un invito a inseguire i propri sogni, malgrado le difficoltà.

Dalla tua pagina social su facebook abbiamo avuto l’opportunità di seguire le bellissime presentazioni del tuo ultimo romanzo. Quali sono state le tue impressioni negli incontri diretti con i tuoi lettori?

Le persone comprano il libro se sei riuscita a comunicare loro qualcosa di speciale, che desiderano portare con sé. Lo scrittore deve saper vendere la propria anima. Credo sia un’impresa tra le più ardue ma, assolutamente, da tentare. Bisogna parlare con il cuore senza veli. Questa è la condizione necessaria, l’unica che rende autentici. Così la gente riesce a conoscerti sul serio, a cogliere la tua sensibilità e, magari, si avvicina al bancone per acquistare il romanzo. Comprano te, quello che sei e trasmetti, prima del libro. Nell’ultima presentazione a Carrara, ho chiesto a ogni singola persona che ha voluto la dedica : “Come stiamo a seconde occasioni? Le aspetti?” La maggioranza ha avuto voglia di scambiare qualche parola ed è stata una grande soddisfazione. Ciò che ricorderò sempre di quella splendida giornata è una bambina di non più di dieci anni che ha acquistato il romanzo per sé, facendomi commuovere. Mi sono rivista in lei e so quanto potere possa esercitare un libro nel delicato processo di crescita. Alcuni testi sono per sempre.

Ci concedi qualche anteprima? Hai progetti letterari nel cassetto che ci aspettano a breve?

Nel 2016 uscirà un altro mio romanzo, ancora con la casa editrice 13Lab di Milano che mi sta dando fiducia. Una storia che ho scritto con notevole facilità, quasi fosse già pronta nella mia testa. Sono curiosa di conoscere la risposta dei lettori. A fine 2015 avrete, inoltre, la seconda edizione de La borsa rossa, un’altra vita di questo libro che tante lettrici hanno amato.

L’ultima domanda è una mia curiosità personale, non te l’ho mai chiesto, quali sono i tuoi generi letterari preferiti? Hai uno scrittore o una scrittrice di riferimento?

Ho letto parecchi libri di Valerio Massimo Manfredi, di Danila Comastri Montanari, ideatrice di gialli ambientati nell’antica Roma. Adoro, inoltre, Nicholas Sparks, così semplice nella sua scrittura, eppure coinvolgente. Ha avuto la goia immensa – per uno scrittore – di vedere trasformate tante sue storie in film. Mi diverte Sophie Kinsella, fresca e ironica. E, nella mia biblioteca, non mancano thriller legali di John Grisham. Ho amato molto, di recente, L’isola delle farfalle di Corina Bomann. Tendenzialmente, mi oriento su autori stranieri. Mi piace che mi portino in luoghi che non conosco. Già questo fa capire quanto la lettura sia evasione per me e un viaggio in menti da cui – sono convinta – ci sia sempre qualcosa da imparare. Siamo il prodotto degli incontri che facciamo e, anche, di quello che leggiamo. Non siete d’accordo?

Grazie mille a Monica e ricordatevi sempre il mio motto #LeggiamoLeItaliane!

Isabella

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3 pensieri su “Intervista a Monica Talea

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